Scafati. Quarantenne, sposato con un figlio: ecco lo scafatese medio. Scafati città di giovani

Scritto da , 7 ottobre 2017

Di Adriano Falanga

Ha quarant’anni ed è sposato con un figlio: è questa la fotografia dello scafatese medio secondo l’Istat.  Un paese di giovani Scafati, complice anche il positivo indice di natalità, in gran parte dovuto anche alla presenza della quinta comunità di stranieri residenti della provincia. L’età media degli scafatesi è di 40 anni, mentre il dato provinciale si attesta a 43. L’indice di natalità era di 8,8 nel 2015, nel 2016 è salito a 9,5 e rappresenta il numero medio di nascite in un anno ogni mille abitanti. La media provinciale segna 8 nati per ogni mille abitanti, e il dato è leggermente in calo rispetto al 2015 (8,1). L’indice di mortalità nel 2015 era di 7,6. Nel 2016 è sensibilmente salito, attestandosi a 7,7. Rappresenta il numero medio di decessi in un anno ogni mille abitanti. In provincia si muore di più, perché la media arriva a 9,7 nel 2016. Nel 2017 l’indice di vecchiaia per il comune di Scafati dice che ci sono 101 anziani ogni 100 giovani. Molto più basso rispetto al dato provinciale che riporta ben 146,2 anziani ogni 100 giovani. È il rapporto percentuale tra il numero degli ultrasessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni. A Scafati nel 2017 ci sono 46,4 individui a carico, ogni 100 che lavorano. Rappresenta il carico sociale ed economico della popolazione non attiva (0-14 anni e 65 anni ed oltre) su quella attiva (15-64 anni). L’indice di ricambio è 86,3 e significa che nella popolazione in età lavorativa prevalgono i giovani. Rappresenta il rapporto percentuale tra la fascia di popolazione che sta per andare in pensione (55-64 anni) e quella che sta per entrare nel mondo del lavoro (15-24 anni). La popolazione attiva è tanto più giovane quanto più l’indicatore è minore di 100. Anche questo dato è in forte controtendenza rispetto alla media provinciale che registra 115,3 a significare che la popolazione in età lavorativa è abbastanza anziana.

MENO SCAFATESI PIU’ STRANIERI

Continua ad avere segno negativo il flusso migratorio, seppur sensibilmente migliorato rispetto all’ultimo biennio, tanto quanto basta per far aumentare il numero di iscritti all’anagrafe. Erano 50.787 nel 2015, sono saliti a 50.833 al 31 dicembre 2016. Sono 17.276 le famiglie e una media di quasi tre componenti ciascuna. Secondo i dati Istat, aggiornati al 31 dicembre 2016, nel 2015 sono arrivati a Scafati 1.104 nuovi residenti, mentre hanno lasciato la città, per destinazioni italiane o estere, 1.208 iscritti all’anagrafe. Un saldo migratorio di -214 unità. Dato migliorato nel 2016, dove sono arrivati 1.213 nuovi residenti, a fronte di 1.256 trasferiti. Un saldo migratorio di -43 unità. Parliamo di cittadini trasferiti, perché il tasso di natalità è di contro in aumento, grazie anche alla crescita della popolazione straniera regolarmente residente. Nel 2015 a Scafati sono nati 447 bambini, morti 388 cittadini, saldo +59. Nel 2016 sono nati 482 e morti in 393, saldo: +89. Una città quindi giovane, dove gli ultrasettantenni sono appena in 5.205, pari al 10,3%. Centenari? Al primo gennaio 2016 risultano iscritti all’anagrafe 6 nonni a “tre cifre”, sono le femmine però a vivere più lungo, il rapporto è infatti 5 a 1. Il 51,2% dei residenti è donna. Si divorzia poco a Scafati, sono infatti 389 gli individui che hanno almeno un matrimonio finito alle spalle. Oltre 22.600 sono i celibi (chiaramente, neonati compresi) mentre portano la fede nuziale al dito quasi 25 mila residenti. Poco meno di 2.900 sono i vedovi.

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