Scafati. Pronto Soccorso, il Tar: “Il Comune mai si è opposto alla riconversione”

Scritto da , 29 giugno 2017

Di Adriano Falanga

Il prossimo 4 luglio dinanzi alla II sezione penale di Salerno, si terrà il processo che vede imputato a seguito della denuncia presentata dall’ex Sindaco Pasquale Aliberti e da Brigida Marra, l’ex manager dell’Asl di Salerno, Maurizio Bortoletti, per falso ideologico. Questo è solo l’ultimo atto giudiziario prodotto dall’amministrazione di Pasquale Aliberti. Il primo ricorso al Tar fu presentato da Lorenzo Lentini nel marzo 2009 per l’annullamento della delibera aziendale n.1205/08, la cosiddetta “Bozza Zuccatelli” prodotta dalla giunta Bassolino da cui è scaturito il decreto 49/2010 di Caldoro. Lo Scarlato da DEA di II livello veniva riconvertito in mero ospedale di I livello, restando fuori dalla rete dell’emergenza. L’esposto è caduto però nel vuoto, in quanto non è stata presentata nuova istanza di fissazione di udienza, nei termini previsti dalla legge. Questa sentenza è stata pronunciata dal Tar in data 22 maggio 2017. Successivamente, fu il legale Marcello Fortunato a impugnare per conto del Comune di Scafati l’atto aziendale prodotto dal commissario Asl Bortoletti, recependo il decreto 49. Veniva chiesta l’immediata riapertura del preesistente pronto soccorso, l’immediata riapertura dei reparti di rianimazione, cardiologia ed UTIC per i quali è comunque garantito un pronto soccorso di tipo medico; dissequestro del blocco operatorio e della farmacia ospedaliera; l’immediata modifica del decreto 49 nella parte in cui prevede la riconversione del P.O. di Scafati in una struttura di tipo riabilitativo, atteso l’assoluto difetto dei presupposti. L’Asl si difende in giudizio evidenziando attraverso un’accurata ricostruzione dei fatti, l’inesistenza di un obbligo di provvedere in capo all’azienda, rimarcando che è invece tenuta, ad attuare esclusivamente le previsioni dei decreti n. 49 del 2010 e 73 del 2011 e non a quanto richiesto dal Comune di Scafati che sostanzialmente mira ad ottenere la riattivazione di tutte le attività preesistenti alla riconversione “il tutto senza aver giammai impugnato gli atti programmatori che hanno inciso progressivamente e profondamente sulla riconversione del P.O. di Scafati”. In poche parole, l’Asl è di fatto l’esecutrice, mentre sta alla Regione Campania (che pure resiste in giudizio) disporre modifiche. La sentenza arriva nel febbraio 2014, e il ricorso del comune di Scafati viene dichiarato inammissibile. Secondo i giudici amministrativi Presidente Luigi Antonio Esposito, Francesco Gaudieri e Giovanni Sabbato, Consiglieri, le richieste del Comune di Scafati sono respinte, avendo l’Amministrazione comunale “prestato acquiescenza alle stesse”, o meglio, non avendo prodotto ricorso nei tempi e modi previsti dalla legge. Viene però intimata all’Asl di procedere con l’attivazione del punto di Primo Intervento, per garantire sul territorio il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Un Primo Intervento molto strutturato, che potrebbe venire incontro alle esigenze di soccorso a codici bianchi, verdi, gialli fino alla stabilizzazione dei codici rossi. Di fatto però non funziona così, siccome il più delle volte il personale dello Scarlato rimbalza il paziente a Sarno o Nocera Inferiore, anche per prestazioni che potrebbero, e dovrebbero, essere svolte in loco.

LA PROTESTA SI SPOSTA IN REGIONE

1-de luca cioffiMartedi 11 luglio prevista una manifestazione presso la Regione Campania. Si spingono ancora oltre i promotori della petizione per la riapertura del pronto soccorso, dopo lo scontro avuto con il governatore Enzo De Luca, che li ha definiti “cafoni e maleducati”, scaricando ogni responsabilità sul Governo centrale. A Scafati è imbarazzo tra i deluchiani, abituati certamente alle sceriffate dell’ex sindaco di Salerno, mai forse però si sarebbero aspettati una “doppietta” infelice nei confronti della città. La prima con il passo indietro sulla possibilità di riaprire la struttura, dopo averla annunciata in campagna elettorale, la seconda quando ha affrontato un gruppo di attivisti venuti apposta da Scafati per chiedere contezza delle sue parole. Da queste parti, purtroppo, De Luca non si vede dalla campagna elettorale per le primarie regionali. Un video mostra chiaramente il diverbio, con il governatore piuttosto agitato, arrivare fino al punto di tenere fermo con forza il polso della signora Anna Cioffi, apostrofandola come cafona e maleducata. Una scena ripresa prontamente dagli avversari politici, con in testa Valeria Ciarambino del gruppo regionale del M5S (a cui alcuni attivisti sono legati) e da Monica Paolino. Da un colpo al cerchio e uno alla botte Pasquale Aliberti. <<Le persone che ieri ha incontrato e trattato con maleducazione, non erano della sua parte politica e sono gli stessi che, anche con violenza verbale, quotidianamente ancora continuano ad utilizzare modi e linguaggi pur di riversare responsabilità sulla chiusura dell’ospedale su soggetti istituzionalmente sbagliati, compreso il sottoscritto. Non ho condiviso il modo, I tempi e il linguaggio per parlare con lei di una vicenda così importante ma, ancora di più mi ha infastidito il suo atteggiamento di uomo delle Istituzioni. Non è così che si tratta una donna, anche la più aggressiva: non si stringono i polsi per allontanarla, non è quello il linguaggio che utilizza un Presidente di Regione>>. Pretende la pubbliche scuse verso gli scafatesi l’ex sindaco: <<che lei potrà anche odiare o ritenere figlio di un Dio minore ma che appartengono alla nostra città che, io come la maggioranza, continuiamo a ritenere la più bella del mondo>>.

SANTOCCHIO: SCAFATI DIMENTICATA DA TUTTI

santocchio<<Già con Stefano Caldoro abbiamo assistito ad un inesorabile declino della città, dimenticata dalla Regione Campania. Enzo De Luca gira la Campania ad inaugurare cantieri e nuove opere, mentre la nostra città non raccoglie neanche le briciole>>. Scafati esclusa da ogni investimento, secondo Mario Santocchio, esponente di Fratelli D’Italia. <<Non serve allontanarsi per capire come Scafati sia stata dimenticata dalle Istituzioni. <<Mancano risposte sull’area Pip, mentre qui il Comune è chiamato a restituire milioni di euro agli espropriati, Sarno ed Angri vengono non solo finanziati, ma vedono l’insediamento di nuove imprese, portando lavoro e sviluppo. Da noi l’unica azienda che prospera è solo la Helios>>. Alla base di tutto, vi sono “vincoli di partito” secondo l’ex presidente del Cstp, che di fatto impedirebbero agli esponenti locali di protestare. E così Scafati resta inesorabilmente senza pronto soccorso, mentre opere come Polo Scolastico ed Ex Copmes, oltre naturalmente all’area Pip, sono fallite anche per mancanza di idonea copertura finanziaria. Insomma, altrove si spende e si spande, a Scafati l’unica cosa che restano in piedi sono i proclami elettorali. Scafati chiama, ma la Regione non risponde.

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