Scafati. Pronto soccorso chiuso, è scontro tra Angelo Matrone e Monica Paolino

Scritto da , 2 febbraio 2016

Di Adriano Falanga

E’ scontro politico tra il consigliere comunale di Fdi Angelo Matrone e Monica Paolino, consigliere regionale nonché moglie del sindaco Pasquale Aliberti. Accade che venerdi mattina, intorno l’ora di pranzo, un uomo in sella ad una bici viene scaraventato a terra da un’auto, in via Avagliano, nei pressi del cavalcavia Avocadro. L’uomo è cosciente, ma non riesce ad alzarsi, sembra per una frattura scomposta dell’anca. Subito allertato il 118, sul posto una pattuglia dei carabinieri. Passano i minuti, dieci, venti, trenta, l’uomo comincia con il dare segni di sofferenza, ha brividi. Viene coperto alla buona. Passa ancora altro tempo fino a che non arrivano i soccorsi. Un’ambulanza partita niente meno che da Fisciano. I testimoni raccontano di un tempo d’attesa di circa 45 minuti, troppi, indipendentemente dalle condizioni dell’uomo. E’ un fattore di dignità umana, prima che sanitario. E come sempre accade, l’accaduto si proietta sul web e sui social network monta la protesta. Non è la prima volta, passeranno un paio di giorni e tutto sarà dimenticato, fino al prossimo fattaccio. A Scafati funziona così oramai. Stavolta però a non passare inosservata è la polemica nata dopo un commento del consigliere comunale di Fratelli D’Italia, Angelo Matrone. “L’ ambulanza arriva da Fisciano dopo 45 minuti, con il nostro ospedale a 200 metri di distanza. Che vergogna. Io non voglio pagare le tasse per vedere realizzate solo rotatorie e dossi alti 30 metri sulle nostre strade. Chi amministra pensi alle cose serie”.

1-matroneUno sfogo da cittadino, oppure una strumentalizzazione politica contro l’amministrazione di Pasquale Aliberti? Difficile dirlo, nasce però un lungo dibattito. Quasi 400 consensi, e circa 130 condivisioni, dimostrano che al di là della possibile strumentalizzazione, l’argomento è sentito dagli scafatesi. La discussione viene notata dalla consigliera regionale e moglie del primo cittadino, Monica Paolino. “Quanto sciacallaggio di politici di basso rango. Rotatorie, fondi europei e infrastrutture. Sono le uniche questioni di cui da consigliere regionale abbiamo potuto interessarci – sbotta la Paolino – Questo perché in Campania la sanità è stata commissariata da una gestione a guida Bassolino capace di indebitare le future generazioni di questa regione. Molti fingono di non capire. La possibile riapertura è in capo al Ministero della Sanità, del Mef e dell’Agenas. Organismi sovraregionali sui quali niente può un Presidente di Regione, peggio ancora un consigliere regionale o un sindaco. Sull’ospedale rimangono accettabili pure le critiche dei cittadini, meno, molto meno quelle che arrivano da chi vive dal di dentro le istituzioni, anche da semplice consigliere comunale. Ancora di più se di quella parte politica che ha voluto e difeso quel direttore generale che non ha voluto neppure aprire il punto di primo intervento”.

1-paolinoLa Paolino si riferisce all’ex manager Asl Antonio Squillante, con il quale però, in campagna elettorale per le regionali annunciò, assieme ad esso “oggi riapriamo l’ospedale”. “Molti in questi anni hanno lasciato credere bastasse una firma per riaprire l’ospedale, gli stessi che oggi governano questa Regione e a cui avremmo voluto regalare anche una Mont Blanc pur di avere un ospedale funzionante” continua la consigliera regionale. Sarà perché si è sulla “bacheca” di Matrone, consigliere di opposizione, ma alla Paolino seguono commenti piuttosto duri. “A proposito dell’ospedale, lei il 29 maggio scorso disse: abbiamo fatto un nuovo piano per riattivare il pronto soccorso. Oggi se ne lava le mani?” scrive Chiara. Matrone però non fa sconti, e ribatte: “Il compito di chi ci governa non è quello di sprecare danaro. Metà dei politici che paghiamo non valgono niente, non fanno niente e sono ignoranti e ladri. Noi paghiamo le tasse su tutto, tanti soldi per vedere i sindaci che li buttano. Io non voglio dare più un centesimo a questi dementi. Che se le facciano nelle loro ville le opere inutili”.

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