Scafati. Pronto soccorso al palo: “Se le Regione ci prende in giro…”. Appello al Pd

Scritto da , 20 settembre 2017

Di Adriano Falanga

<<Bisogna avviare tutte le procedure, far partire i lavori per le sale operatorie, c’è poi la deroga per l’assunzione del personale, il tutto, entro un anno al massimo. Il Governatore Enzo De Luca farà un sopralluogo allo Scarlato tra fine agosto inizio settembre>>. Rischiano di finire nella nutrita serie delle “ultime parole famose” le dichiarazioni dei consiglieri regionali Pd Luca Cascone e Franco Picarone, pronunciate in conferenza stampa il 14 luglio scorso. I due esponenti regionali furono “inviati” da De Luca per mettere una pezza alle dichiarazioni definite “estrapolate” in cui il governatore ammetteva che a Scafati l’emergenza non sarebbe stata ripristinata. <<La volontà di riaprire il pronto soccorso scafatese non è mai stata messa in discussione – dissero Cascone e Picarone – ma anzi, è tutto già scritto negli atti>> e a supporto della loro dichiarazione arrivò anche il dissequestro delle sale operatorie, necessario per avviare i lavori di adeguamento. Da allora però oltre alle buone intenzioni dichiarate nulla è ufficialmente andato avanti. I locali dell’ex pronto soccorso al Mauro Scarlato sono nelle stesse condizioni, nessun cantiere è stato avviato. <<La situazione attualmente è di stallo. Sospesi (o terminati) i lavori per la messa in sicurezza dell’impiantistica generale che intersecavano una delle sale operatorie, non si hanno accenni ai lavori di recupero previsti nel piano della sanità di De Luca>>. Così Jessica Cesarano, portavoce di Cittadinanzattiva che allo Scarlato gestisce anche il Tribunale del Malato. <<In questo preciso momento è necessario un maggior controllo ed una maggiore pressione sulle istituzioni. Chiedo a gran voce, da cittadina e rappresentate di Cittadinanzattiva, un intervento deciso del Partito Democratico scafatese, il quale è stato garante delle parole dell’onorevole Picarone, che annunciava il già risaputo dissequestro delle sale>>. L’appello della Cesarano è però bipartisan: <<Chiedo allo stesso modo alla rappresentanza della destra scafatese, di assumersi le responsabilità degli errori fatti dalla precedente amministrazione in merito, di abbandonare le frasi fatte ad hoc per i giornali e di mettere in discussione l’operato di una regione che non tratta di sanità. Non possiamo tenere fuori la politica dai diritti dei cittadini>>. Poi il monito: <<Se la Regione ci prende in giro, le istituzioni cittadine hanno il sacrosanto dovere di non piegarsi e andarci contro>>.

“E’ una priorità” ma i dem locali rimangono divisi

<<L’ospedale per me era e resta una priorità. Nonostante le sollecitazioni del circolo locale nulla sembra muoversi. Sono profondamente deluso ed indignato>>. Così Michelangelo Ambrunzo, da consigliere comunale piddino è stato tra i più impegnati sul tema riapertura del pronto soccorso. Getta però acqua sul fuoco l’ex collega Michele Grimaldi: <<A quanto ci risulta è confermata la time-line stabilita nella conferenza stampa di Luglio, a partire dalla data di ultimazione dei lavori. Siamo costantemente in contatto con la nostra delegazione in Consiglio Regionale e con loro monitoriamo il lavoro sulle risorse da reperire e le procedure burocratiche da espletare. Per noi così per loro la riapertura del Pronto Soccorso è una priorità, ed a questa lavoriamo e lavoreremo incessantemente. La politica è chiamata a dare risposte, non a fare proclami – continua Grimaldi – Per questo non prestiamo il fianco a chi cerca sterile polemica politica: l’unica cosa che ci interessa è il raggiungimento del risultato ed è su questo, come è giusto che sia, che noi ed il governo regionale verremo giudicati dai cittadini>>. Piglio più deciso è quello di Marco Cucurachi: <<E’ giunto il momento di agire e di adottare tutti gli atti consequenziali alla riapertura del Pronto Soccorso. Se il Piano Ospedaliero e l’Atto Aziendale vanno in questo senso, bisogna ottenere il dissequestro definitivo delle sale operatorie ed effettuare i lavori di riqualificazione delle stesse, rendendole praticabili ed agibili. I tempi stringono e non possiamo più aspettare>>. Insomma, dalla conferenza stampa ad oggi sono trascorsi due mesi e la situazione è rimasta in fase di “annuncio”. Troppo poco. Forse nulla ancora.

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