Scafati. Pronto a dimettersi Barchiesi, chiamato in causa dal pentito

Scritto da , 15 marzo 2016

Secondo le dichiarazioni del neo pentito Alfonso Loreto, avrebbe goduto del suo sostegno per riuscire ad essere eletto al consiglio comunale nel 2013: Roberto Barchiesi risultò primo nella civica Grande Scafati, arrivando davanti anche all’uscente consigliere comunale Espedito De Marino. Una new entry nel panorama politico scafatese, eletto nella coalizione di Pasquale Aliberti al suo secondo mandato. Una nipote di Barchiesi, figlia della sorella, è la ex moglie del neo pentito e mamma di una sua figlia. La donna in questa fase non ha accettato di entrare nel programma di protezione, mentre sono partiti per una località segreta l’attuale compagna con il resto della famiglia di Alfonso Loreto. Politicamente Barchiesi, seppur a pieno titolo in maggioranza, non è però annoverato tra i fedelissimi alibertiani, anzi, più volte avrebbe mostrato di agire secondo propria convinzione. E’ stato lui, con Stefano Cirillo, Pasquale De Quattro ed Alfonso Carotenuto, tra i fautori della mancata decadenza del primo cittadino, che di fatto ha negato la possibilità di potersi ricandidare per un terzo mandato consecutivo. “Per tutelare il buon nome della città e di questa amministrazione, fatta di persone perbene, sono pronto a rassegnare le mie dimissioni. Con sicura coscienza di essermi comportato sempre correttamente”. Così Barchiesi sulla sua pagina Facebook, in risposta a quanto è emerso sulla stampa. La sua è una “difesa” articolata in tre punti: “Mia nipote è separata da questo signore dalla fine del 2012 inizio 2013. A partire da quella data mia nipote e la figlia vivono a casa della madre, mia sorella. Come è ampiamente dimostrabile”. Una parentela acquisita, e rapporti legati esclusivamente dalla presenza della bambina, secondo il consigliere comunale di maggioranza: “Da allora, e sottolineo da allora, i miei rapporti con questo signore si sono interrotti, nonostante che prima della separazione di mia nipote fossero rapporti puramente formali, mai frequentazione abituale”. Infine l’arringa: “Nella mia vita non sono mai stato indagato per rapporti, o vicinanza, con ambienti camorristici o malavitosi. E anche questo è dimostrabile. Quantunque nella mia qualità di amministrazione pro-tempore non ho mai, e ripeto mai, favorito interessi illeciti e camorristici, come è ampiamente dimostrabile”. Le dichiarazioni pubbliche di Barchiesi trovano la solidarietà di Nello Aliberti, fratello del sindaco e indagato con esso, come è noto, per voto di scambio politico mafioso, corruzione, concussione, associazione mafiosa e abuso d’ufficio. “La vergogna è dello stato che permette a questi individui di delinquere, pentirsi, tornare a delinquere, tornare a pentirsi. E raccontare storie inventate solo per dare fiato alla bocca” scrive Aliberti junior. Solidarietà anche da Alfonso Carotenuto, consigliere di Uniti per Scafati: “Convinto della tua estraneità ai fatti citati dalla stampa odierna, auspico tu non prenda decisioni affrettate che porterebbero a privare la nostra Scafati dell'impegno che da sempre energicamente hai profuso per essa”. Dalla lista Grande Scafati è stato fatto il nome di Angelo Romano quale futuro erede della poltrona di presidente del cda di Scafati Solidale. Una nomina non ancora ufficializzata, seppur largamente condivisa in maggioranza. Romano è stato già componente del Nucleo di Valutazione.

(G.P)

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