Scafati. Processo Sarastra al veleno: Coppola contro Aliberti tra urla e accuse

Scritto da , 20 Marzo 2019
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Un’udienza al vetriolo quella di questa mattina presso il tribunale di Nocera Inferiore per il processo Sarastra. Ad essere seduto al banco dei testimoni, davanti al pm Vincenzo Montemurro, uno degli elementi chiave di questo procedimento penale: Pasquale Coppola, ex assessore ed ex presidente del consiglio comunale di Scafati. Al banco degli imputati per voto di scambio politico mafioso, sempre l’ex sindaco Pasquale Aliberti, sua moglie consigliere regionale di Forza Italia Monica Paolino, suo fratello Aniello Maurizio Aliberti, oltre ad ex funzionari e politici del comune di Scafati (intanto sciolto per infiltrazioni camorristiche).

Coppola ha risposto alle domande della difesa degli Aliberti per circa 3 ore. Il teste ha confermato con animo esagitato, la presenza di Alfonso Loreto (ex boss, ora collaboratore di giustizia) nella casa comunale e poi anche la vicinanza dell’ex compagine politica alibertiana ai Ridosso-Loreto. Coppola ha ricordato anche i fatti relativi alle accuse mosse a suo carico dalla Procura antimafia (è indagato a sua volta per voto di scambio politico mafioso per le regionali del 2015). L’ex candidato Ncd ha negato ogni accusa a suo carico ed ha rispedito al mittente ancora una volta, la vicinanza ai clan locali secondo le informazioni a sua disposizione. Coppola ha anche sottolineato la vicenda relativa al centro commerciale che si sarebbe dovuto realizzate in via Cavallaro:  ‘ una promessa elettorale’ di Aliberti all’ex assessore Mario Santocchio, mai mantenuta e non ‘certo una cosa di mio interesse’ ha detto.

L’ex presidente del consiglio comunale ha chiarito anche i rapporti di forza tra Aliberti e gli ex amministratori: ‘ il clima di agitazione’ e di supremazia dell’ex sindaco nei loro confronti. L’esempio lampante che Coppola ha riportato in aula è stato proprio relativo alle numerose volte in cui è stato ‘cacciato’ dalla Giunta tra il 2008 ed il 2013, senza una giusta motivazione  (secondo il suo parere). Respinte a toni molto accesi, le accuse della vicinanza politica o amicale di Coppola a clan o ad altri esponenti politici indagati per camorra.

Inciso in aula, da parte degli avvocati della difesa, anche su delle nomine fatta da Aliberti per persone ‘vicine a Coppola’.  Intanto però, l’attenzione è ricaduta sulle elezioni regionali del 2015. Su quella competizione elettorale Coppola ha sottolineato come di fatto, la candidatura di Monica Paolino era una sorta di interfaccia del marito sindaco. Forse senza la quella forza – secondo quanto dichiarato da Coppola – non sarebbe mai stata eletta.

Dopo Coppola, saranno ascoltati i due collaboratori di giustizia, Alfonso e Pasquale Loreto in merito al “patto” tra camorra e politica che si sarebbe consumato nelle elezioni amministrative del 2013 ed in quelle regionali del 2015.

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