Scafati. Polverificio e parchi giochi, la città vandalizzata. Appello ai commissari

Scritto da , 4 marzo 2017

Di Adriano Falanga

Quando il gatto non c’è, i topi ballano. Il vecchio saggio non sbaglia mai e il detto sposa perfettamente l’attuale situazione micro delinquenziale scafatese. Se da un lato lo Stato ha assicurato alle patrie galere gli esponenti della criminalità organizzata, arrivando finanche a sciogliere il consiglio comunale, commissariando di fatto le Istituzioni, dall’altro lato ha reso la città appetibile a ladri, truffatori, vandali. Vivere tranquillamente e civilmente è diventato un optional per lo scafatese, tra traffico impazzito, questione ambientale, carenza di lavoro e di servizi, quali ad esempio asili nido e strutture per disabili. Come se non bastasse, bande di ladri, spesso in trasferta, stanno letteralmente razziando alcune zone della città, mentre i truffatori sono diventati l’incubo degli anziani soli in casa. A completare il quadro la piaga del vandalismo, frutto di sparute bande di minorenni che girano per la città in cerca di qualcosa da “rompere” e se non la trovano, si dedicano ai piccoli furti. Un esempio lampante è il centro anziani Villa Comunale, diventato un vero “bancomat” di questi ladruncoli. Hanno preso di tutto, dagli oggetti personali dei nonnetti alla recinzione in metallo, passando per oggetti d’arredo e materiale di consumo. Quando invece non c’è nulla da rubare, l’attività preferita è il vandalismo. E così parte il “distruggi tutto”, mete preferite gli spazi pubblici attrezzati. L’amministrazione Aliberti tra i grandi progetti falliti ha certamente portato però a termine la riqualificazione delle piazzette, creandole anche laddove non abita quasi nessuno e in prossimità di una strada a scorrimento veloce, come l’area attrezzata di via Fosso dei Bagni, a poche centinaia di metri dal parco giochi della pista ciclabile. Entrambi sono andati distrutti. E distrutto è anche il parco giochi di Marra, nei pressi della chiesa Madonna del Suffragio. Non la passa meglio il parco Primato, finito nell’incuria dopo la scadenza del contratto per la sua gestione. E non stanno bene neanche le giostrine delle palazzine popolari in via Martiri D’Ungheria. Tutto distrutto, tra la rabbia delle famiglie che approfittavano di questi spazi per un’oretta di svago ai propri figli. Toccherà certamente ricostruire tutto, ma il punto non è questo, i fondi tutto sommato, prima o poi si trovano sempre. A preoccupare è decisamente la mentalità del “tutto è possibile” che oramai è inculcata nella mente di chi ritiene il bene pubblico come passatempo per le loro vandaliche scorribande. Restituire alla città e ai suoi abitanti una nuova cultura, quella del “vivere civile” e soprattutto in comune, è certamente compito della commissione straordinaria, ma prima ancora lo è delle famiglie, delle associazioni, dei movimenti e partiti politici, delle parrocchie e delle scuole. Perché a Scafati non c’è da rifondare solo una classe dirigente, prima ancora occorre rifondare i suoi elettori.

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POLVERIFICIO, IL M5S: “Degrado altro che sviluppo economico”

3-polverificio (3)Un popolo senza storia è un popolo senza futuro
Sarconio Giuseppe: “Tra Scafati e Pompei abbiamo il degrado invece dello sviluppo e delle risorse. Questo è lo stato attuale dell’area che comprende l’ex Istituto Sperimentale dei Tabacchi e lo storico Polverificio borbonico. Migliaia e migliaia di strutture abbandonate e un parco immenso lasciato nell’abbandono e nel degrado più assoluto, questo ci ha regalando la politica in tutti questi anni. Vogliamo fare un appello ai commissari, alla Regione e a tutti gli organi preposti affinché ci sia un progetto di recupero di questa vasta area. Tempo fa De Luca tra i suoi tanti annunci a cui ci ha abituato, propose un mercato dei fiori l’ex Istituto Sperimentale per i Tabacchi. Una buona idea che è restata però solo sulla carta e sugli annunci. il Polverificio invece ha un parco bellissimo che potrebbe essere un area vivibile e fruibile da tutta la città, compresa Pompei”. Memoli Aniello Danilo: “Abbiamo effettuato un sopralluogo e con grande rammarico dobbiamo constatare che ancora una volta non vengono date risposte alle problematiche del territorio. Un territorio che è già afflitto da numerosi problemi ambientali e che potrebbe recuperare l’area verde del Polverificio per una grande passeggiata. L’area dell’ex Istituto Sperimentale ormai è una discarica a cielo aperto e incivili ne approfittano per smontare le auto e per abbandonare quello che ne resta, alla mercé dei ladri di rame che in tutta tranquillità hanno il tempo di pulire i fili elettrici provenienti dai furti”. Iervolino Giovanni: “Una struttura seppur ricca di potenzialità di arte e cultura resta fuori dal turismo, basti pensare che dista a poche centinaia di metri dal sito archeologico di Pompei, primo per afflusso di turismo in italia. La regione si muova, le istituzioni si muovano, i cittadini attendono da fin troppo tempo”.

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