Scafati. Polo Scolastico al palo, il Pd chiede un consiglio comunale ad hoc

Scritto da , 12 febbraio 2016

Di Adriano Falanga

Mentre la maggioranza ritrova la quadra, discute di retrospettivi e nuove deleghe, l’opposizione si chiede: “Che fine ha fatto il Polo Scolastico?”. Protocollata dal gruppo consiliare del Pd una richiesta per un consiglio comunale ad hoc. “Il Polo Scolastico è tramontato definitivamente e alla città resta solo un enorme cratere, migliaia di metri cubi di macerie esposte alle intemperie nel pieno centro cittadino dove precedentemente insistevano un Palazzetto dello Sport, un asilo e campi da tennis oltre ad un importante circolo – si legge in una nota stampa – Il fallimento di tale progetto, pur con tutti limiti che abbiamo sempre denunciato, legato ad una precedente bocciatura del PUC in sede provinciale ci preoccupa non poco. Cosa ancor più grave però e che tutto questo stia accadendo in un silenzio istituzionale assordante da parte di questo sindaco e di questa Amministrazione che ha il dovere di rendere conto alla città, prima che alle forze di opposizione, delle ragioni che hanno determinato tale fallimento e in che modo si voglia recuperare”. Non solo, obbligo del primo cittadino è anche la presentazione della nuova Giunta in consiglio comunale, e spiegare i motivi della sua rimodulazione. “E’ ora che la maggioranza smetta di litigare per nomine e poltrone e, se ne è in grado, si occupi realmente della città, almeno finché ancora la amministra” chiosa la nota della segreteria guidata da Margherita Rinaldi. Fanno eco anche le parole di Michele Grimaldi: “La nostra città avrebbe bisogno di trasparenza e stabilità amministrativa, per attrarre investimenti e capitali, dare certezze a cittadini e imprenditori, attivare un circuito sano di sviluppo e crescita economica Invece assistiamo a continue ed inutili discussioni autoreferenziali sulla giunta, che interessano solo le ambizioni della fu maggioranza di centrodestra. E a continui e gravi scandali, inchieste, provvedimenti poco chiari”. Da qui l’invito per il primo cittadino di dimettersi.

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