Scafati. Politica. Coppola e Formisano: c’eravamo tanto “amati”, ora basta

Scritto da , 19 Agosto 2015
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Scafati. Scontro tra il presidente del consiglio Pasquale Coppola e il capogruppo di Fi Teresa Formisano, della serie c’eravamo tanto amati. Dopo aver fatto coppia alle recenti elezioni regionali nella lista Pdl e aver conquistato complessivamente più di 1300 voti, volge  definitivamente al termine il rapporto politico tra i due. Teresa Formisano, fedele alla linea alibertiana, non perde occasione di attaccare il presidente del consiglio comunale accusato dalla stessa, e non solo, neanche tanto velatamente, di essere attaccato alla poltrona e al compenso, pur non avendo più il sostegno di chi lo ha eletto in quel ruolo. Non si è fatta attendere la risposta di Coppola il quale replica per le rime a certe voci e accuse. Frecciata rivolta «soldatino di piombo»: così il presidente del consigli  definisce chi lo attacca. E ancora: «pur volendo far silenzio, nel rispetto del mio ruolo istituzionale, continuo ad essere chiamato in causa. Volevo ribadire al consigliere Formisano, che forse ha dimenticato la mia posizione sul ruolo di presidente, che sono pronto a rinunciare all’indennità di carica insieme al sindaco, agli assessori e ai membri nominati nelle partecipate. Mi vergognerei di più se avessi partecipato a bandi nell’Ente in cui ricopro un ruolo pubblico. Politicamente sosterrò questa maggioranza fino al 2018, scadenza naturale del mandato. Spero faccia lo stesso anche lei. La mia dignità non è in vendita, resterò uno spirito libero attento agli interessi della città». Coppola conclude dichiarandosi fedele al programma oltre le polemiche e gli attacchi personali. Una ferita quella aperta tra i due che ormai va oltre la questione politica e che va a toccare gli interessi personali di entrambi con scambio di accuse con in ballo lo stipendio del presidente del consiglio e chiaramente, come si evince dalla replica di Coppola, con i presunti interessi personali della famiglia del capogruppo di Forza Italia, Formisano.

 

La pubblica illuminazione nella lite

SCAFATI. Il «mi vergognerei di più se avessi partecipato a bandi dell’ente in cui ricoprì un ruolo pubblico» scritto da Pasquale Coppola e pubblicato su facebook, sembra proprio riferirsi al bando per la pubblica illuminazione, per il quale tempo addietro il consigliere Formisano finì nella bufera per un paventato conflitto di interessi per il suo ruolo nella ditta “Reale Costruzione”. L’impresa partecipò al tanto chiacchierato bando per l’affidamento del servizio della pubblica illuminazione a Scafati che sembrava non finire mai. Tempi biblici che finirono sotto gli occhi di tutti tanto da creare malumori sia nelle fila della maggioranza che dell’opposizione soprattutto quella extraconsiliare per il mancato affidamento definitivo di un servizio essenziale. La gara vide tre partecipanti, la ditta Saggese, la Reale Costruzione e la ditta Caccavale: dopo mesi furono aperte le buste con le offerte e risultò vincitore la ditta Saggese. Ma non finì così, infatti ci vollero ben altri 8 mesi affinché si passasse alla fase operativa e la firma del contratto. Nel frattempo si era andati avanti con una serie di affidamenti bimestrali costosi e poco funzionali alle esigenze della città. Uno degli ultimi impedimenti era sopraggiunto perché l’amministrazione nel riassetto della macchina amministrativa aveva scorporato il settore della pubblica illuminazione da quello della manutenzione immobile lasciando “distrattamente” questo settore senza un responsabile che avrebbe dovuto terminare l’iter della firma del contratto. Solo a giugno, dopo le elezioni, si superò quest’ultimo ostacolo e la ditta Saggese ha potuto iniziare ad operare definitivamente. Il settore energia è risalito alla ribalta della cronaca pochi giorni fa dopo che era stato oggetto di ricognizione  al fine  dell’individuazione di un responsabile, molto probabilmente uno dei prossimi affidamenti a cui sarà chiamato ad occuparsi questo settore è la pubblica illuminazione del cimitero, in scadenza l’anno prossimo ora in mano alla ditta Saggese che aveva avuto il servizio in affidamento venti anni fa.

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