Scafati. Pizzo e bombe annullata la condanna di Buonocore

Scritto da , 18 Gennaio 2022
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Estorsione a suon di bombe e colpi di pistola a Scafati: la Cassazione  annulla la sentenza per il principale imputato del processo; Giuseppe Bonocore, genero di Franchino Matrone ‘a Belva che nel secondo grado di giudizio si era visto confermare gli otto anni di reclusione stabiliti dal gup nel rito abbreviato. Difeso da Massimo Autieri, Buonocore tornerà in aula in Appello a Napoli. Confermate invece condanne e assoluzioni arrivate a luglio del 2020. Gli ermellini hanno deciso di annullare la sentenza dei giudici di secondo grado salernitani per scarse motivazioni sull’aggravante mafioso. Il procuratore generale nel corso della requisitoria al Palazzaccio aveva chiesto l’annullamento e quindi il rinvio anche per Vincenzo Nappo, alias ‘o nonno assistito da Massimo Torre e Francesco Berritto ma i giudici hanno deciso per loro due di confermare la sentenza d’Appello. Secondo il teorema accusatorio i ‘signori’ del pizzo di Scafati  a suon di pistolettate e bombe chiedevano le tangenti ai commercianti locali costringendo i negozianti a vivere in un clima di terrore. Restano le assoluzioni di Pasquale Palma, Nicola Patrone, Marcello Panariello ed Elvira Improta. Dopo Buonocore,  considerato il  reggente della presunta cosca malavitosa, c’erano stati i 5 anni per Barbato Crocetta e i 4 anni e 10 mesi per Pasquale Panariello.   Vincenzo Muollo assolto, Vincenzo Nappo  era stato condannato a 2 anni, mentre un anno e 8 mesi erano stati comminati per Francesco Berritto. Tra i vari attentati contestati per il pizzo, erano emersi quelli nei confronti dell’insegna dei Roxe Legend Bar di via Melchiade di proprietà della famiglia Buonocore. Un altro davanti al centro scommesse di via Martiri d’Ungheria “Fly Play”. E ancora, colpi di pistola calibro 7,65 nei confronti del bar La Dolce Vita di Giuseppina Generali, moglie di Dario Spinelli (ora pentito) per finire ad agosto 2017 quando finirono nel mirino la pescheria Acqua e Sale di via Montegrappa  e il negozio di parruccheria Nico Style di Nicola Tamburo. In ultimo l’estorsione al titolare di un tabacchi. Per il filone delle estorsioni Buonocore è indagato anche nell’inchiesta della Dda di Salerno che il 9 dicembre scorso aveva portato agli arresti 34 persone tra Castellammare, Vesuviani e Scafati.
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