Scafati. Pip, trovato l’accordo sui debiti. Si allontana lo spettro del dissesto finanziario

Scritto da , 1 luglio 2017

Di Adriano Falanga

E’ corsa contro il tempo, e soprattutto alla ricerca di soluzioni possibili, quella che la commissione straordinaria sta portando avanti per evitare il concreto rischio del dissesto finanziario del Comune di Scafati. Sul piatto, come è oramai noto, i circa 15 milioni di euro di debiti ereditati dal fallimento dei Piani di Insediamento Produttivi, che sommati agli ordinari debiti di bilancio, hanno creato un disavanzo di amministrazione di 33 milioni di euro. Una somma che ha comportato l’applicazione di un piano di rientro lacrime e sangue, che peserà interamente sulle tasche di un già tartassato popolo scafatese. Nonostante ciò, manca ancora la parola fine perché entro il 5 luglio la Corte dei Conti è chiamata a pronunciarsi sul piano di riequilibrio predisposto dal sovraordinato prefettizio Valentino Antonetti, voluto dal prefetto Gerardina Basilicata come supervisore del delicato comparto economico finanziario dell’Ente, partecipate comprese. Giovedi sera, presso la sala consiliare della biblioteca Morlicchio, la triade con il dottor Antonetti ha incontrato gli espropriati terrieri dell’area Pip di via Sant’Antonio Abate, molti dei quali in possesso di sentenze definitive ed esecutive per la riscossione del loro credito. Un primo tentativo di accordo era già saltato poche settimane fa, ieri sera invece la fumata è stata bianca. Alle decine di presenti, accompagnati dai rispettivi legali, i tecnici di Palazzo Mayer hanno palesato la seria e concreta possibilità di fallimento dell’Ente, e questo come diretta conseguenza dell’enorme debito accumulato per il fallimento dei Pip. Dissesto significa, per i poveri creditori, la possibilità di vedere svanire, almeno nel breve e medio termine, la possibilità di riavere i propri soldi o terreni. Diventa quindi necessario trovare una quadra che possa essere allegata al piano di rientro e convincere la Corte dei Conti alla sua approvazione, evitando lo spettro del default. Intensa la discussione tra le parti, e una volta placati gli animi, viene sottoscritto l’accordo. I creditori saranno rimborsati del 50% dell’importo riconosciuto, più gli interessi, in un arco di tempo di 8 anni. La restante parte sarà rimbalzata all’amministrazione che verrà nel 2019, la quale, con ogni probabilità, sarà chiamata a rivalersi su Agroinvest. Azione alquanto improbabile, considerato che la società di trasformazione urbana dell’agro, che pure ha realizzato Pip in città come Angri o Sarno, è attualmente in liquidazione. Alternative migliori non ce ne sono però, e accontentandosi dell’uovo oggi, i proprietari terrieri hanno vestito i panni dei salvatori delle casse dell’ente, sottoscrivendo l’accordo. Una mezza vittoria, perché l’accordo dovrà poi ricevere il benestare dei giudici contabili. <<Abbiamo firmato, avendo visto l’acqua alla gola. In gioco le sorti della città – spiega M.D.P. – il fallimento del resto avrebbe allungato ancora i tempi per ricevere il dovuto>>. In caso di fallimento dell’ente una possibile soluzione sarebbe la vendita dei terreni, ma con l’uso agricolo e non industriale, un altro danno per i creditori. Si voterà nel 2019, e la futura amministrazione non avrà libertà di decisione sulla spesa, perché vincolata al piano di riequilibrio, della durata di 10 anni. Un vincolo su cui vigilerà, quasi certamente, ancora Valentino Antonetti. La politica è avvisata.

CRONACHE LO DENUNCIA DA ANNI

1-pipNel totale, i debiti che il Comune di Scafati ha accumulato per espropri non pagati e acconti dagli imprenditori non restituiti, ammontano ad oggi a circa 10,5 milioni di euro. Poi vi sono i possibili debiti relativi a sentenze non ancora notificate pari a circa 5,5 milioni di euro. Non solo, secondo i tecnici di palazzo Mayer esiste anche la concreta possibilità dell’attivazione di un contenzioso da parte dell’Agenzia per lo Sviluppo del sistema Territoriale della Valle del Sarno (Ex Agroinvest) in quanto ha agito in nome e per conto del Comune di Scafati, che è lo stesso beneficiario dell’attività svolta, oltre ad essere diventato proprietario dei terreni espropriati, oltre il danno anche la beffa quindi. Un probabile contenzioso stimato in circa 685 mila euro, che viene iscritto al fondo passività potenziali. La situazione debitoria del Comune di Scafati relativa ai contenziosi Pip viene denunciata da Cronache da almeno due anni. Cifre però mai iscritte a bilancio e mai divulgate. Oggi viene presentato il conto, e a pagarlo saranno gli scafatesi, che non solo non avranno l’area industriale ma dovranno anche pagare i debiti contratti e i contenziosi derivanti. Spendendo una critica, mentre a Scafati ci si lecca le ferite e si contano i danni, grazie a contributi regionali città come Angri o Sarno hanno visto realizzati i loro Pip, tramite Agroinvest.

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