Scafati. Piano di Zona, polemiche sulle ultime assunzioni disposte dalla Di Somma

Scritto da , 6 gennaio 2017

Di Adriano Falanga

Servizi sociali tra le priorità della gestione commissariale. Vittorio Saladino lo ha spiegato fin dalla prima ora, i servizi sociali sono prioritari e nulla sarà bloccato o sospeso, oltre ciò, il neo commissario ha anche lasciato intendere che interverrà in prima persona in questo delicato settore, fino ad oggi ripetutamente finito tra le polemiche per la sua gestione, oltre ad essere attenzionato dalla magistratura, sia ordinaria che antimafia. Il vecchio Piano Di Zona S1, guidato dal Comune di Scafati come ente capofila e coordinato dalla dottoressa Maddalena Di Somma non è mai stato un modello per gestione trasparente. Per capirlo basta andare sul sito, oramai fermo e non più aggiornato dopo lo spacchettamento voluto da Enzo De Luca. Alla voce, obbligatoria per legge “amministrazione trasparente” non è che c’è poco materiale, ma addirittura la sezione non è stata neanche mai creata. Impossibile quindi poter verificare e monitorare le attività, salvo le determine, pubblicate sull’albo del Comune di Scafati come ente capofila. Sono anni che le opposizioni denunciano strane procedure nelle assunzioni, quasi sempre filtrate dall’agenzia interinale Tempor di Roma e in cui compaiono esponenti politici o persone a loro vicino, parenti compresi. L’ultimo concorso poco prima dello spacchettamento, con la redazione di apposite graduatorie professionali triennali da cui attingere. Poi lo spacchettamento, voluto affinché ogni distretto sanitario potesse far capo ad un proprio piano di zona, in modo tale da snellire e ottimizzare le procedure per l’erogazione dei servizi socio assistenziali. Così Scafati resta capofila, in convenzione con i comuni di Angri, Sant’Egidio del Monte Albino e Corbara. Il ritardo nell’approvazione della convenzione ha di fatto comportato la chiusura del centro disabili “Raggio di Sole” ospitato presso il centro sociale di San Pietro, lasciando così senza struttura una trentina di ospiti. Firmata la convenzione, dopo apposita ricognizione interna è stata riconfermata la Di Somma a capo della nuova struttura. Una nomina fatta dal vicesindaco Giancarlo Fele, essendo Pasquale Aliberti già dimissionario, due giorni prima dell’arrivo del commissario prefettizio. Un ruolo ad interim, di natura provvisoria e fiduciaria che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) decadere con l’avvento del commissario prefettizio. Nonostante ciò però, la coordinatrice a fine 2016, con il commissario già insediato a Palazzo Mayer, ha dato il via a un piano assunzioni attingendo in parte dalla graduatoria e in parte dalla Tempor. Di queste assunzioni il commissario Saladino non sembra essere stato messo al corrente. “E’ decisamente scandaloso – spiega Mario Santocchio, consigliere uscente di opposizione – ricorrere alla Tempor, assumendo sempre i soliti noti, laddove esiste un’apposita graduatoria. La dottoressa Di Saia avrebbe dovuto avvisare il dottor Saladino, e non l’ha fatto, procedendo arbitrariamente alle assunzioni”. Una decisione che ha messo in agitazione anche gli altri comuni convenzionati. “Tutto questo è inaccettabile e condiziona la democrazia. Il Piano di Zona è una società pubblica – prosegue Santocchio che polemizza anche sul compenso della professionista – non è in linea con la politica di spending review, necessaria per la precarietà delle risorse disponibili. Al commissario prefettizio chiediamo di fare luce su questa vicenda”. Saladino, investito sulla questione, ha già chiarito di volerci vedere chiaro, lasciando trapelare anche che con la gestione commissariale “cambia tutto”, anche i dirigenti.

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