Scafati. Per Aliberti febbre da Consuntivo. Al via il piano B per evitare di andare a casa

Scritto da , 27 maggio 2016

Di Adriano Falanga

Un disguido tecnico, e un’improvvisa febbre del sindaco, hanno tenuto lontano da Palazzo Mayer i consiglieri di maggioranza in uno con la Giunta. Almeno è quando ha spiegato Pasquale Aliberti dopo la defezione dal consiglio comunale, dove all’ordine del giorno c’era l’approvazione del Bilancio 2015. Non essendoci i numeri a causa del passo indietro del gruppo Identità Scafatese, gli alibertiani hanno preferito far saltare la seduta, così da poter prendere tempo e riportare sul tavolo di maggioranza le trattative con i dissidenti. Prova a ricucire Aliberti, dopo aver perso il braccio di ferro con i suoi 4 moschettieri ribelli. Le proposte sono sempre le stesse: azzeramento cda delle partecipate, via lo staff, via i dirigenti a contratto determinato, tagli alle apparizioni tv del sindaco, e nomina componente dell’opposizione nei cda delle società comunali. Dopo averle bocciate, e dopo aver concretamente assaporato la possibilità di andare davvero tutti a casa, Aliberti fa scattare il piano B. Si riprende a trattare anche con Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello e poco importa se tra il sindaco e il presidente del consiglio sono volate esposti e denunce alla magistratura. L’alternativa è andare a casa, e questo non entusiasma gran parte dei consiglieri. Aliberti sarebbe disposto ad accettare i tagli chiesti da Identità Scafatese, però “a scadenza”, cioè non subito, ma a partire dal gennaio 2017. Gli alibertiani sono convinti che i 4 proponenti accetteranno, ma alcuni di loro, in particolare Daniela Ugliano e Stefano Cirillo, sembrano fermi nella loro posizione, Voto al consuntivo solo dietro concreta accettazione (e attuazione) delle proposte o parte di esse. Mercoledì sera ad aprire i lavori dell’Assise la responsabile dello Staff e vice segretaria comunale Maria Antonietta De Nicola, in sostituzione della Di Saia (che arriverà poco dopo). Indiscrezioni raccontano di una lettera di dimisisoni del primo cittadino già pronta, in tasca alla De Nicola, da leggere nel momento in cui Identità Scaftese avrebbe fatto cambio di passo e deciso di presenziare, facendo quindi raggiungere il numero legale per poter votare il Bilancio. Un’evenienza però scongiurata, che ha concesso ad Aliberti di restare in sella un’altra ventina di giorni. Tempo nel quale dovrà ricucire lo strappo per poter proseguire la consiliatura. Arriva la stoccata dal Meetup Cinque Stelle: “Tutto secondo il copione. Come previsto il Sindaco con l’aiuto dei suoi e dei Consiglieri di minoranza Raviotta e Quartucci, fa mancare il numero legale in aula. Da una parte i fedelissimi che annunciano che votare il bilancio è un dovere e poi non si presentano, dall’altro i dissidenti che annunciano il voto contrario e poi manco si presentano. Insieme ora tutti trattano sottobanco, degni della peggiore DC – scrivono gli attivisti di Scafati in Movimento – Ancora una volta la Città e i cittadini sono ostaggio di una politica che le pensa tutte pur di rimanere attaccati alla poltrona”. Tornare al voto è l’unica soluzione, la proposta dei grillini.

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