Scafati. Paolino: “Quelle stesse persone mi sussurravano Monica sei grande”

Scritto da , 29 settembre 2017

Di Adriano Falanga

<<Quelle stesse persone che mi sussurravano ‘Monica sei grande’, trovano più giusto voltare le spalle al consigliere regionale e all’ex sindaco indagati>>. Monica Paolino sceglie di rompere il silenzio, ha tenuto un profilo basso e riservato, poi l’intervista di Cronache a Patrizia Sicignano, la richiesta di dimissioni del deputato grillino Angelo Tofalo, hanno dato l’input per un lungo sfogo che la consigliera regionale condivide sulla sua pagina social. <<E’ più giusto così, forse più conveniente o forse è la conseguenza di un desiderio non soddisfatto, di condizionare ancora consiglieri e scelte – continua la Paolino – ricordo ancora chi decise in consiglio comunale di votare o meno il Bilancio. Ma tant’è. Nella vita tutto può accadere>>. Tra le righe, appare evidente il riferimento ai fratelli Sicignano, che con Daniela Ugliano hanno ammesso davanti all’antimafia il suo forte condizionamento politico subito dal marito ex sindaco Pasquale Aliberti. Quanto alla richiesta di dimissioni avanzata da Tofalo, la forzista puntualizza: <<Puntano il dito se sei un loro avversario e ti comprendono e tacciono sugli avvisi di garanzia che riguardano esponenti della loro parte politica. Forcaioli o garantisti a seconda della convenienza. Mi sarei aspettata, invece, un commento sull’archiviazione del procedimento a mio carico sulla questione dei ‘rimborsi facili’, dopo essere stata sbattuta in prima pagina per mesi>>. Ricorda le sue dimissioni da presidente della commissione anticamorra, quando le fu notificato l’avviso di garanzia: <<Non so quanti lo avrebbero fatto>>. Rivendica il suo operato la consigliera regionale, oggi al secondo mandato, dopo essere stata in maggioranza con Stefano Caldoro. <<Le opere in itinere sul territorio, i finanziamenti intercettati dall’Europa e il lavoro di squadra con tanti amministratori, riflettono l’orgoglio del mio lavoro, silenzioso, perché la concretezza per me è sempre stata più importante del fumus. Lo sanno bene i sindaci, gli amministratori, la gente comune, che nei cinque anni in maggioranza, hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con la mia segreteria e vivere da vicino le opportunità regionali>>.

Dopo la chiusura delle indagini e a due anni dall’avviso di garanzia, la Paolino entra nel merito delle accuse che la riguardano: <<Non ho mai fatto promesse in cambio di voti, ma ai territori ho sempre illustrato ciò che di buono era stato realizzato con passione e spirito di servizio nei cinque anni di governo Caldoro. Le accuse contro la mia persona sono ridicole – continua lady Aliberti – C’è un “pentito” che dice di aver raccolto per me voti in comuni nemmeno ricompresi nel perimetro del mio collegio, senza considerare l’ostacolo costituito dalla sua detenzione a Fuorni. Un altro è stato finanche incapace di ricordare il mio cognome: troppe volte ha suggerito di scrivere il mio nome sulla scheda da compromettere in maniera irreversibile la sua memoria>>. Curiosa la spiegazione che offre del comizio tenuto a casa di Anna Ridosso: <<avrei partecipato ad una riunione pubblica organizzata da presunti camorristi, confondendo costoro con i ragazzi presenti, giovani ed entusiasti>>. E’ un fiume in piena Monica Paolino: <<E’ una strana camorra quella con cui avremmo avuto a che fare, capace di farsi promettere di tutto e di non ottenere nulla. Incolpevole è anche la magistratura costretta a reggere il cero ad un dichiarante che cerca a tutti i costi di guadagnarsi un posto in paradiso, o ad un imprenditore o ad un politico disperato>>. Rivendica, con forza, il suo ruolo istituzionale: <<Oggi rappresento ancora circa 14 mila persone dei 160 comuni della Provincia di Salerno ed è per loro che devo continuare a lavorare per il territorio, con la stessa serietà, che mi ha contraddistinto fino ad oggi. Ho un dovere morale, oltre che politico, verso queste comunità, ma soprattutto ho un dovere morale nei confronti della mia famiglia, che mai e poi mai si è sporcata le mani>>. Sono momenti difficili, e la Paolino non lo nasconde: <<due anni e più di lacrime, di ferite lancinanti, di dolori e di notti insonni. Neanche ai nostri più accaniti nemici mi sento di augurare una tale sofferenza>>.

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