Scafati. Ospedale Scarlato, Michele Raviotta rinvia le dimissioni

Scritto da , 3 ottobre 2015
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Di Adriano Falanga

Con il cambio di guardia in Regione Campania, oggi tocca ad Enzo De Luca adoperarsi per la riapertura dello Scarlato.  “Mi veniva detto quotidianamente dal PD scafatese, che si poteva riaprire con una semplice firma del Presidente Caldoro: questione di volontà. Non vorrei che proprio adesso a De Luca mancasse la penna. Gli regaliamo noi una Mont Blanc”. L’ironia di Pasquale Aliberti, ad Agosto scorso. In realtà sull’ospedale Scarlato il neo governatore non si è mai chiaramente pronunciato, almeno non lui. E nell’unico comizio tenuto a Scafati (in occasione delle primarie contro lo sfidante Andrea Cozzolino) presso la Scafati Solidale, l’ex sindaco di Salerno non ha toccato l’argomento, e non l’ha fatto neanche in campagna elettorale. A tirarlo per la giacca oggi è il consigliere comunale e leader del Cotucit Michele Raviotta (suo ex referente scafatese). “Sono pronto a dimettermi per protesta qualora il presidente De Luca ci neghi un incontro, o questo risulti incompatibile alla riapertura dell’ospedale – spiegava Raviotta nel corso di una conferenza stampa i primi di settembre – sono esclusivamente un rappresentante dei cittadini e per difendere i loro diritti sono pronto alle dimissioni ed invito i miei colleghi a fare lo stesso”.

La scadenza temporale per l’estremo gesto era “entro fine settembre”. Raviotta però non è nuovo alle dimissioni paventate e mai presentate, perché già nel giugno 2014, a seguito dell’ennesimo deliberato di consiglio comunale, dichiarava: “se il nostro deliberato non sarà approvato né tenuto in considerazione dalla Regione o dal governo, sono pronto a presentare le mie dimissioni e chiedo di fare lo stesso all’intero consiglio comunale”. L’interessato oggi fa sapere che il Cotucit ha chiesto un incontro in Regione Campania come annunciato, solamente che non c’è l’interessato o meglio “aspettiamo che venga nominato il nuovo sub commissario, una nomina che sarà fatta a breve – e in caso di tempi lunghi – andremo direttamente in Regione”. Dimissioni permettendo.

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