Scafati. Ok al bilancio. Lacrime e sangue fino al 2026. Spuntano i rimborsi agli ex amministratori

Scritto da , 7 luglio 2017

Di Adriano Falanga

Scongiurato il dissesto finanziario, la commissione straordinaria approva definitivamente, con i poteri del Consiglio comunale, il bilancio preventivo 2017-2019. Come oramai noto, ad esso è allegato il piano di riequilibrio decennale (fino al 2026) con le misure previste per rientrare dal disavanzo di 33 milioni di euro accumulato negli anni. Una cifra su cui pesano in misura del 50% circa i debiti, mai messi a bilancio, contratti per il fallimento dei Pip, ma spuntano anche altri 10 milioni di euro di debiti fuori bilancio. Dal settore Avvocatura, il responsabile ha certificato alla commissione straordinaria debiti per quasi 1,3 milioni di euro per sentenze esecutive accumulate dal 2012 ad oggi. In gran parte si tratta di risarcimento danni e lesioni, conseguenti a contenziosi persi per il cattivo stato di manutenzione del manto stradale. Nel 2015 ad esempio compare un risarcimento per lesioni di 37.500 euro, oltre 4 mila di spese legali. Oltre 111 mila euro sono i danni per lesioni che deve avere la signora I.I. con sentenza esecutiva del 2017. Ci sono anche i rimborsi spese legali chiesti dagli ex amministratori e dipendenti comunali, conseguenziali alle loro attività istituzionali. Tra questi, i quasi 77 mila euro chiesti dall’ex consigliere Mario Ametrano, difeso dall’avvocato Michele Sarno.

1-spese legali ex amministratoriOltre 40 mila euro spettano all’ingegnere Andrea Matrone, ex responsabile Urbanistica, difeso dal figlio avvocato Ippolito. Lo stesso legale è anche difensore di Giancarlo Fele, ex assessore all’Urbanistica, a cui spetta un rimborso di 18 mila euro. Mario Santocchio, difeso dall’avvocato Felice Lentini è in attesa di un rimborso di 36.500 euro. Oltre 31 mila euro è quanto tocca invece all’ex sindaco Nicola Pesce, difeso da Silverio Sica. I rimborsi per le spese legali ammontano a oltre 422 mila euro. Vengono iscritti a bilancio anche gli oltre 3 milioni di euro di debiti provenienti dal settore Energia. Nel dettaglio, sono circa 2,5 milioni gli euro che il Comune di Scafati deve solo alla società Enel spa, per fatture prevalentemente riferite a consumi del 2016. Anche la Gori risulta creditore di circa 123 mila euro, per consumi relativi agli anni 2015 e 2016. Poi ci sono gli oltre 10 milioni di euro legati agli espropri dell’area Pip, e sulla quale la commissione straordinaria ha chiuso un accordo con i proprietari terrieri, che riceveranno indietro o i loro terreni oppure vedranno saldato in 8 rate annuali il 50% del credito accumulato. Mentre l’altro 50% sarà cura dell’amministrazione comunale entrante di trovare copertura.

LE SOLUZIONI PROPOSTE

2-via-De-Gasperi-palazzineIl dissesto è certamente scongiurato, ma il piano di riequilibrio approvato prevede molte tipiche misure di contenimento e rientro della spesa, applicabili ai Comuni che dichiarano fallimento.  Le prime sono già note e fortemente criticate, si tratta del taglio alle riduzioni sulla refezione scolastica e sugli impianti sportivi. Il costo di questi due servizi sarà, a partire da giugno, interamente coperto dalle relative tariffe. Vale a dire che i fruitori si vedranno accollati sulle spalle l’intera copertura finanziaria. Giocare in notturna allo stadio comunale può costare fino a 600 euro mentre far mangiare il figlio a scuola (peraltro obbligatorio laddove c’è servizio mensa) costerà oltre 80 euro per 20 pasti. Per tutti, ricchi e poveri. Prevista l’internalizzazione di alcuni servizi comunali, come la gestione dei parcheggi e parte della riscossione tributi. Al rialzo le tariffe di locazione degli immobili comunali, anche l’Acse si vedrà costretta a pagare il fitto (attualmente in comodato d’uso) della sede di via Diaz. Mannaia anche sui costi del personale, limitandosi strettamente alle assunzioni per il turn over. Attualmente il Comune di Scafati ha in organico poco più del 50% del personale previsto per Enti delle stesse dimensioni. Saltano le convenzioni con Anci e Lega Autonomie, prevista anche la chiusura del centro anziani Bagni, nessuna convenzione sarà rinnovata con le parrocchie di San Pietro e San Francesco di Paola, per l’uso dei rispettivi teatri. Ancora, via il sito web della biblioteca Morlicchio e dell’Istituzione Scafati Solidale. Nessun contributo per la festa patronale di Santa Maria Delle Vergini. Novità importante è l’alienazione del patrimonio immobiliare comunale, tra cui 27 fondi pari a 12 ettari e 35 alloggi di edilizia residenziale pubblica (questi ultimi per un valore di oltre 1,8 milioni di euro). Si punta anche alla cessione delle 5 farmacie comunali, o parte di esse. Tutti i proventi non andranno certamente a finanziare nuove opere o servizi, ma saranno usati esclusivamente per il ripiano dei debiti.

SANTOCCHIO: “NO ALLA VENDITA DELLE FARMACIE”

1-farmacia-comunaleIl collegio dei revisori era stato chiaro, bisogna considerare l’eventuale uscita dal Consorzio Farmaceutico Comunale, di cui il Comune di Scafati detiene da solo il 41% dell’intero capitale. “Le farmacie rendono poco a fronte della spesa” hanno scritto i dottori commercialisti. E la commissione straordinaria guidata dal prefetto Gerardina Basilicata, sotto la supervisione del sovraordinato Valentino Antonetti, nel piano di riequilibrio decennale ha previsto l’alienazione delle 5 farmacie o alcune di esse. Una vendita che potrebbe anche attirare eventuali speculatori, almeno secondo il parere di Mario Santocchio. <<L’eventuale vendita delle cinque farmacie non procurerà un guadagno di dieci milioni ma forse, se tutto va bene, tra i tre e i quattro milioni; tale somma è di gran lunga inferiore alle posizioni debitorie del Consorzio derivanti dalle precedenti gestioni già attenzionate  dalla Corte dei Conti, che, in caso di scioglimento, si ribalterebbero in maniera devastante sul bilancio del comune di Scafati, mentre in caso di proroga potranno essere neutralizzate nel tempo grazie a un nuovo cda che consente ai dirigenti di fare il loro lavoro senza subite incursioni di carattere clientelari – spiega l’ex consigliere comunale di Fdi – In ogni caso difficilmente si potranno trovare degli acquirenti delle farmacie, in quanto  gli eventuali interessati  dovranno assumere i dipendenti delle farmacie i quali hanno un contratto di lavoro pubblicistico a tempo indeterminato; senza considerare il problema dei dipendenti della sede amministrativa che dovrebbero transitare in gran parte al comune di Scafati con ulteriori aggravi di spesa sul bilancio comunale>>. Uno scenario complicato secondo Santocchio, per cui meglio prorogare la convenzione: <<continuando sulla strada di una gestione sana ed efficiente, l’erogazione di un adeguato servizio sanitario sul territorio e la necessità di preservare il bilancio del Comune da conseguenze che sarebbero devastanti>>

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