Scafati. Nuova rete fognaria, si rischia lo stop: “sovradimensionata”. L’appello per il Conte Sarno

Scritto da , 12 ottobre 2015

Di Adriano Falanga

Nuova rete fognaria, i lavori sono partiti da poche settimane ma c’è chi, già da un paio d’anni, continua a denunciare forti criticità ad essa legata. In particolare: “La rete in progetto è notevolmente sovradimensionata così come le vasche (di cui si potrebbe fare a meno) poiché il canale Conte Sarno non recepisce più le acque che recepiva fino al 93”. Lo spiega l’ingegnere Salvatore Scutiero, portavoce del comitato No Allagamenti. Il tecnico, dopo valutazione della relazione dei progettisti, riiene che la costruendo rete fognaria sia troppo sovradimensionata a causa dell’impossibilità (o mancanza di volontà) di ripristinare il vecchio canale Conte Sarno. “L’attuale progetto è un ripiego dal punto di vista tecnico dovuto all’obbligo di non poter utilizzare il conte Sarno per “alleggerire” la rete fognaria”.

La funzione del vecchio canale, oggi chiuso e in più parti interrotto,  era di accogliere l’enorme flusso d’acqua piovana che proviene dai paesi vesuviani e che ancora oggi allaga Scafati nelle giornate di pioggia incessante. “L’attuale progetto è irrealizzabile sia in termini tecnici che economici. La soluzione risiede solo ed esclusivamente nella rifunzionalizzazione del Conte Sarno, seguendo quelle che sono le indicazioni progettuali esistenti. La città verrebbe paralizzata per almeno 10 anni – l’allarme di Scutiero – tra contenziosi, mancanza di denaro. Ricordo che nel 2007 si preventivava una spesa di circa 30 milioni di euro, ad oggi non disponibile. Senza considerare la rivalutazione monetaria e revisione prezzi. Oggi ci vorrebbero circa 50 milioni euro”. Al professionista chiediamo se non fosse più oneroso ancora ripristinare il vecchio canale nato nel 1593 quando il conte di Sarno Muzio Tuttavilla decise di portarvi le acque del fiume omonimo, al fine di sfruttarle per la macinazione delle farine e la produzione delle paste alimentari. “Più complicato rispetto a posare chilometri di spechi fognari da 1,6 a 2 metri di diametro, con tutti i sottoservizi privi di mappatura, in centri storici come via Cesare Battisti, con traffico e vita bloccati? Il conte Sarno è stato oggetto non di una ma molteplici soluzioni di riutilizzo, da sempre Scafati si è avvalsa del conte Sarno”.

Anche le previste vasche di laminazione porterebbero criticità: “prive di un piano o programma di manutenzione, fatta l’opera non si saprà come gestire e con quali soldi, nè si sa oggi a quanto ammonterebbero i costi di gestione e chi dovrebbe sostenerli – aggiunge Scutiero – Vedi l’esempio della fontana di S. Francesco. Una volta realizzata si è ricorsi alla ricerca di sponsor per pagare la manutenzione”. I lavori creeranno contenziosi con il concreto rischio di stop. Conclude il tecnico: “la mancanza di una mappatura dei sottoservizi è un appuntamento al buio. Danni, risarcimenti, disservizi. Tali questioni sono state relazionate in prima persona direttamente al vicesindaco Giancarlo Fele e al dirigente dell’ufficio Ambiente Nicola Fienga. Non esiste, o almeno non ne sono a conoscenza, un piano del traffico e dei principali servizi.”. Una triste e possibile previsione, o un’allarme esagerato, quello di Salvatore Scutiero?

Salvatore Scutiero

Salvatore Scutiero

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