Scafati. “Non ronde, ma cittadini armati di telefonino”. E Aliberti: “Quando lo Stato non c’è…”

Scritto da , 22 febbraio 2016

Di Adriano Falanga

“Presentiamo oggi i volontari per la sicurezza, cittadini attivi e non ronde”. Così Mariano Falcone, leader provinciale del movimento Noi con Salvini. La sua proposta di istituire gruppi di cittadini “armati di solo telefonino” che, passeggiando per le città della provincia di Salerno, possono monitorare il territorio e laddove necessario, segnalare telefonicamente alle forze dell’ordine eventuali manifestazioni criminose o di pericolo, ha suscitato molte polemiche. Ma Falcone tira dritto e sottolinea che “non sono ronde, ma persone serie che vogliono soltanto segnalare. Nessun vendicatore mascherato”. Il messaggio è chiaro, e diretto a chi vorrebbe vietare o ostacolare questi che lui chiama “gruppi di cittadini attivi”. Del resto, passeggiare in gruppo è un diritto di ogni cittadino e segnalare eventuali reati o presunti tali, un dovere. Detto così, appare chiaro che non ci può essere nessun divieto o necessità di autorizzazione. Falcone ha presentato il movimento alla città di Scafati, assieme al coordinatore cittadino Ugo Aiello, al sindaco di Roccagloriosa Nicola Marotta e con la partecipazione di Pasquale Aliberti, sindaco di Scafati. Presenti in sala anche l’assessore alla Sicurezza Diego Chirico, e il consigliere di maggioranza Mimmo Casciello. Tutti si sono detti concordi con l’istituzione di questi gruppi, purchè, ha aggiunto Aliberti: “siano regolamentati e disciplinati”. Non una  “ridicola provocazione” aggiunge ancora il salviniano ex consigliere comunale del Pdl ma “una esigenza, dovuta alla precarietà in cui operano le forze dell’ordine”.

1-rondeIl primo cittadino ha mostrato non solo di gradire, ma di sposare in toto l’idea e di garantire il suo sostegno. “Non dobbiamo avere paura, non è una questione di termini, se chiamarle ronde o sentinelle – spiega Aliberti – Meno tagli ai nostri comuni, più investimenti sui nostri territori e più forze dell’ordine perché siamo in difficoltà, ma quando lo Stato non c’è…”. Aliberti non risparmia una vena polemica: “Chiediamo da tempo l’elevazione della locale Tenenza a Comando Compagnia dei carabinieri, questo garantirebbe una massiccia presenza di uomini e risorse”. Ma agli appelli scafatesi non segue risposta. “Alla Prefettura diciamo da tempo che 25 uomini non bastano”. Secondo il primo cittadino è necessaria la presenza fisica sul territorio dei Carabinieri: “mi aspetto la loro presenza non allo stadio, ma nel quartiere Vetrai ad esempio, o in piazza, dove un gruppo di bulli crea disagi”. Da qui lo sdoganamento delle “ronde”, utili, secondo Aliberti: “anche a segnalare la presenza delle lucciole a Bagni, in quegli orari che la nostra Polizia Municipale non può coprire”. Punta il dito il sindaco contro la difficoltà di sbloccare risorse per gli straordinari dei caschi bianchi o per nuove assunzioni, e ricorda la recente bocciatura della Corte dei Conti ai progetti obiettivo. “A noi non interessa il politicamente corretto, o piacere per forza a tutti – prosegue ancora Falcone – chi ci accusa sono gli stessi che ospitano in hotel 5 stelle immigrati falsi profughi, mentre migliaia di italiani non arrivano a fine mese e molti sono per strada. Il movimento sta crescendo, i primi volontari per la sicurezza partiranno a giorni da Scafati e vigileranno anche negli altri comuni della provincia”.

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