Scafati. Niente voto anticipato, avanti fino al 2018

Scritto da , 12 ottobre 2015

Di Adriano Falanga

Momenti difficili per la maggioranza scafatese, ancor di più per il primo cittadino Pasquale Aliberti, sottoposto, oltre che alle indagini della direzione distrettuale antimafia, anche al fuoco delle opposizioni e di parte della sua maggioranza. Sfuma infatti il “sogno” della terza candidatura, Aliberti non è riuscito a compattare tutti i suoi consiglieri sulla decadenza. Non è chiaro però se sia stato avviato il procedimento dopo che l’ufficio tecnico aveva negato un’autorizzazione urbanistica al primo cittadino, relativo ad una tettoia presso la sua proprietà. Bisognava ricorrere al Tar, creando così i presupposti per la sopraggiunta incompatibilità che lo avrebbe portato dritto alla decadenza. Ad imporre lo stop le indagini in corso, che hanno spinto la gran parte dei consiglieri e della Giunta comunale a chiedere al sindaco di desistere dalle sue intenzioni elettorali. Uno “scontro” pacato certo, ma tanto è bastato per raffreddare alcuni rapporti, in primis quello tra Aliberti e il suo vice, Giancarlo Fele. Si andrà avanti fino al 2018 con ogni probabilità, e il primo segno di questa decisione lo evidenzia la ritornata attenzione dell’amministrazione sui temi importanti, quali l’ospedale Scarlato, Il Pip, e il fiume Sarno.

Resta da risolvere anche la grana del Puc, respinto dalla Provincia per adeguamenti alle norme urbanistiche provinciali vigenti, su cui ha pesato anche la denuncia dell’opposizione sull’errato procedimento adottato per la sua approvazione. Insomma, tutte argomentazioni che in una campagna elettorale, oggi, possono trasformarsi in un suicidio politico. Meglio affrontarle di petto, hanno pensato i consiglieri di maggioranza, e proseguire nella legislatura. Non ha retto la motivazione del primo cittadino sui “traditori” Pasquale Coppola, Pasquale Vitiello e Stefano Cirillo. “Anche senza di loro, e con il voto del sindaco, saremo 13. Numeri sufficienti per andare avanti” spiegano da Palazzo Mayer. E poi c’è chi ancora crede di recuperare i rapporti con i dissidenti, piuttosto che spingerli ad allerasi con Fratelli D’Italia per costruire un centrodestra di opposizione. Meglio loro che i fuorisciuti del centrosinistra, è stato detto ad Aliberti, che, almeno per il momento, non intende per nessun motivo ricucire con loro.

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