Scafati. Nella bufera Scafati Solidale, rischia di diventare un nuovo caso politico

Scritto da , 30 aprile 2016

Di Adriano Falanga

Le Cronache lo ha anticipato, la questione Scafati Solidale rischia seriamente di trasformarsi in un nuovo “caso politico”. L’Istituzione è allo sbando totale e da poche ore si è dimesso l’intero cda. Raffaele Di Rosa e Luca Celiberti hanno lasciato l’ente che cura le politiche sociali in forte polemica con il sindaco Pasquale Aliberti e la sua maggioranza. In realtà, lentamente emerge una situazione molto più complicata, con la maggioranza che cerca di metterci una pezza provando, inutilmente, a modificare lo Statuto della Scafati Solidale. Una proposta ritirata dal consiglio comunale per ben tre volte, e su cui ci sono molte zone d’ombra da illuminare. La frenetica ricerca di approvare il nuovo statuto nascerebbe dalla circostanza che la Scafati Solidale in realtà è stata gestita come un’Istituzione, ma di fatto è sempre stato un settore organizzativo. Questo renderebbe illegittimo ogni cda che si è succeduto negli anni, mettendo a serio rischio anche i bandi realizzati e i fondi dedicati. Un settore infatti non può avere cda, e questo spiega anche il perché, dopo la revoca dell’Anac di Andrea Granata da presidente, il primo cittadino non ha mai nominato in 4 mesi il suo successore sebbene il nome era largamente condiviso dalla maggioranza. E spiega anche il perché, dopo le dimissioni del dirigente Vittorio Minneci dalla guida delle Politiche Sociali, Aliberti ha voluto istituire (stavolta si) il settore in P.O. Scafati Solidale, alla cui guida è stato scelto il giovane Gaetano De Lorenzi. Nonostante ciò, restavano ancora Celiberti e Di Rosa, che seppur “autosospesi” dal convocare il cda, erano ancora ufficialmente in carica. Le loro dimissioni e la successiva modifica dello statuto, secondo l’amministrazione comunale, avrebbe potuto “mettere una pezza” al palese errore di gestione trascinatosi negli anni. Sulla vicenda promette di andare fino in fondo l’opposizione. “Con le dimissioni dei membri del CdA, De Rosa e Celiberti, di cui già è dubbia la legittimità, di fatto Scafati Solidale non esiste più. L’ Amministrazione Aliberti colleziona così l’ennesimo fallimento, ultimo solo in ordine di tempo – così Margherita Rinaldi, segretaria Pd – Che sia fallita una Partecipata o un’Istituzione è difficile dirlo perché la natura di Scafati Solidale non è mai stata chiara come sempre volutamente poco trasparente la gestione dell’intero terzo settore su cui più volte abbiamo lanciato l’allarme”.

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