Scafati. Morte Granata, la città si interroga. Dalla politica solidarietà bipartisan

Scritto da , 15 marzo 2016
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Di Adriano Falanga

La morte di Lello, figlio dell’ex consigliere comunale Andrea Granata, ha scosso molto la città di Scafati. Gli attestati di umana vicinanza sono bipartisan, e il desiderio di fare luce su quelle ore al Pronto Soccorso di Nocera Inferiore è oramai una necessità. Lello aveva 37 anni, un figlio di tre per cui stravedeva. Aveva avuto in passato dei problemi di natura epatica, poi superati. Sabato nella tardi mattinata arriva al presidio nocerino in preda a dolori alla schiena e all’addome. Di turno il dottor Andrea Inserra (finito nel registro degli indagati) ex presidente del consiglio comunale nella stessa maggioranza alibertiana in cui sedeva anche Andrea Granata. La triage assegna un codice giallo, Lello entra dentro il Pronto Soccorso e subito vengono disposti gli accertamenti del caso. Un primo tracciato cardiologico non desta preoccupazione, ma le prime analisi mostrano un quadro alterato. Si pensa forse ad una crisi epato-renale, vengono disposti ulteriori accertamenti ed è in questo lasso di tempo che le condizioni precipitano e il ragazzo muore. La famiglia lamenta una scarsa attenzione, e denuncia i tempi lunghi della trafila al Pronto Soccorso, costantemente pieno e sovraccaricato. Vogliono capire bene se qualcos’altro poteva e doveva essere fatto, e se il protocollo seguito è quello stabilito. A questo sarà l’indagine aperta dalla Procura di Nocera Inferiore a dare risposta. Intanto, Scafati torna a piombare nella profonda tristezza conseguenza del disagio, e dei danni, che la mancanza di un’idonea struttura per le emergenze arreca a questa vasta fetta di territorio. “La sanità è il settore nel quale sono stati investiti più soldi in assoluto eppure, il diritto alla salute viene continuamente violato – così Brigida Marra, consigliere delegato alla Sanità – Il vero problema, che purtroppo non si riesce a superare è la gestione dell'intero sistema ospedaliero in cui versa la Campania. L'eccessivo numero di accessi presso un unico pronto soccorso, compromette senza alcun dubbio in generale, una corretta tutela della salute pur in presenza di personale medico qualificato”. Essendoci un’indagine in corso, la Marra non entra nel dettaglio, però: “condivido assolutamente la denuncia fatta dai familiari di ‪‎Lello perché chi ha sbagliato è giusto che paghi. Questi ospedali sono al collasso e con loro stanno collassando i pazienti, nella totale indifferenza di chi ha il potere e dovere di intervenire”. Vicinanza alla famiglia anche da Mario Santocchio: “Anzitutto desidero esprimere le mie condoglianze alla famiglia tutta. Detto questo la chiusura dell'Ospedale di Scafati ha portato Scafati indietro di cinquant'anni”. Il consigliere di Fdi rimarca quelle che secondo lui sono responsabilità politiche: “abbiamo avuto per un periodo Presidente del Governo, della Regione, sindaco e consigliere regionale dello stesso partito e l'ospedale non è stato riaperto”. Dal Pd è Margherita Rinaldi ad esprimere cordoglio: “Quel pronto soccorso è al collasso perché i medici ed il personale tutto è sottodimensionato rispetto alla domanda di un'utenza sempre crescente. Le mie personali condoglianze alla famiglia ma di quanto accaduto a Raffaele dobbiamo sentirci responsabili e indignati tutti. Questo è il momento del dolore e del silenzio. Poi deve seguire quello del riscatto”. “I gridi d'allarme del personale medico, paramedico e sindacale non possono essere inascoltati alla luce del sovraccarico ingestibile dell'ospedale di Nocera – spiega Francesco Carotenuto per Scafati Arancione – Ribadisco ciò che dissi in commissione regionale, con i loro calcoli economici e la loro discussione su decreti e temporeggiamenti di vario tipo, stanno condannando e continuano a condannare una città come la nostra e il suo comprensorio”.

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