Scafati. Morte Cascone, i sanitari sporgono denuncia. Una sola ambulanza per 250 interventi

Scritto da , 3 maggio 2016

Di Adriano Falanga

Un lungo corteo sabato pomeriggio ha accompagnato per l’estremo saluto Pasquale Cascone, il 42enne deceduto per un malore improvviso, venerdì notte. La scomparsa dell’uomo è avvenuta tra molte polemiche, dovute alle voci che testimoniano in circa 40-45 minuti il tempo di attesa intercorso tra la prima telefonata al 118 e l’arrivo dell’ambulanza. I sanitari però si difendono, e dal verbale di intervento risultano 13 i minuti intercorsi dal momento della partenza da Sarno (avevano appena ospedalizzato un altro paziente) fino all’arrivo al parco Ylenia di via Dante Alighieri. Ai 13 minuti vanno aggiunti quelli necessari alla centrale operativa per attivare il mezzo di soccorso, ma sarebbero pochissimi altri minuti. La vicenda comunque è destinata ad avere strascichi giudiziari, perché il personale sanitario ha depositato una denuncia contro ignoti presso la locale Tenenza dei Carabinieri.  Nella concitazione del drammatico momento, qualcuno avrebbe inveito contro gli operatori, strattonando il medico e colpito l’autista, tramite il lancio di un oggetto solido. Per placare gli animi infatti si è reso necessario l’invio di alcune pattuglie dei carabinieri, che però non avrebbero, in quel momento, identificato eventuali aggressori. Sono episodi questi che riportano a galla, oltre al dramma umano, anche i disagi e i disservizi derivanti dall’aver lasciato la città di Scafati, e i suoi 57 mila abitanti, senza ospedale e senza pronto soccorso. Una città costretta a servirsi dei nosocomi di Sarno o di Nocera Inferiore, entrambi raggiungibili in un lasso di tempo certamente non considerabile “sicuro”. Insomma, ogni chiamata al 118 diventa per lo scafatese una sorta di roulette russa, ma in gioco non c’è un premio, bensì la vita di una persona.

500 INTERVENTI AL MESE E DUE SOLE AMBULANZE

L’emergenza nel distretto sanitario 61, comprendente le città di Scafati, Angri, Corbara, Sant’Egidio Monte Albino, è garantita da due sole ambulanze medicalizzate, una in partenza da Scafati e l’altra da Angri. Sono circa centomila residenti, per una media di oltre 500 prestazioni in totale, al mese. Fanno circa 16 interventi al giorno, pari a 8 uscite per singola ambulanza. Una situazione delicatissima, che rischia di degenerare facilmente nel momento in cui arrivano più chiamate contemporaneamente. L’unico personale alle dirette dipendenze dell’Asl è quello medico, mentre autisti ed infermieri sono “volontari”, costretti a turni massacranti, con tutte le difficoltà dei casi, per pochi euro l’ora. Non solo, voci di corridoio vogliono una nuova ottimizzazione del personale, che mira addirittura a lasciare una sola ambulanza medicalizzata a disposizione dell’intero distretto. O meglio, si vuole lasciare a Scafati un mezzo di soccorso privo del medico, mentre quella medicalizzata partirà da Angri. Una notizia che se fosse confermata rischia di gettare la città di Scafati ancora più indietro, nel momento in cui la città rivendica il pronto soccorso. Una richiesta destinata a rimanere aria al vento, considerato che i nuovi piani aziendali predisposti dal commissariato alla Sanità della Regione Campania sembrano inquadrare il Mauro Scarlato come un ospedale di “Comunità”: struttura intermedia tra l’ospedale di riferimento e la rete di assistenza territoriale, gestita dal distretto sanitario.

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