Scafati. Missione punitiva: ucciso un 38enne marocchino

Scritto da , 26 febbraio 2016
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SCAFATI. E' omicidio. Ancora una volta San Pietro diventa scenario di un crimine, stavolta a pagarne le spese con la sua vita un marocchino 38enne, A.M. L'uomo, molto conosciuto in zona, viveva da solo nel Cortile Fienga di via San Pietro a Scafati. Mercoledì mattina, una vicina di casa lo ha trovato steso per terra, in una pozza di sangue. Attaccato al letto dai piedi, con diverse ferite provocate presumibilmente da un corpo contundente, diversi tagli e contusioni. Respirava, ma fin da subito le sue condizioni sono apparse critiche. Subito i vicini hanno allertato i carabinieri della tenenza di Scafati alla guida del comandante Saverio Cappelluti e l'ambulanza che lo ha trasportato d'urgenza al pronto soccorso di Nocera Inferiore. La scientifica ha analizzato la scena del crimine, si cerca qualunque traccia di chi ha compiuto questo gesto violento. Il 38enne probabilmente, stando alle analisi effettuate dai medici del presidio nocerino, era lì da almeno 24 ore: steso nel suo stesso sangue, la vita appesa ad un filo. E quel filo si è spezzato nella notte tra mercoledì e giovedì ed il giovane è deceduto. Il pm Giuseppe Cacciapuoti ha disposto l'autopsia sul corpo del 38enne che verrà effettuata sabato mattina. Dall'esame autoptico sarà stabilita la causa del decesso ed anche l'esatta linea temporale in cui è avvenuto l'omicidio. Al vaglio degli inquirenti diverse ipotesi sulle motivazioni di questo raid. La pista più accreditata finora sarebbe quella della spedizione punitiva. Forse qualcuno lo avrebbe punito per un episodio di furto di qualche giorno fa. Eppure, stando alle testimonianze raccolte nel vicinato, pare che il giovane marocchino, in Italia da diverso tempo, era molto ben voluto in zona. Nessuno si sarebbe aspettato una fine simile per lui. Ora il suo corpo giace nell'obitorio dell'Umberto I, il perchè di questo omicidio invece, resta un mistero. Tragica e sconvolgente anche la circostanza del suo ritrovamento: il ragazzo è rimasto legato al letto e moribondo, per ore, senza che nessuno abbia sentito né visto nulla. Il dramma della solitudine dopo l'orrore di un crimine vile e violento, pesa come un macigno per la comunità di San Pietro. Qualche mese fa, in località Marra era accaduto un caso analogo: due persone avevano picchiato selvaggiamente un giovane di origine rumena per un presunto furto commesso – verosimilmente – da lui qualche giorno prima. In quell'occasione, con un soccorso immediato, il malcapitato era rimasto solo ferito nel raid punitivo ed i suoi aggressori erano stati consegnati alla giustizia. Per A.M., 38enne, invece, c'è stata una morte lenta e dolorosa su cui i militari del reparto territoriale di Nocera Inferiore, alla guida del maggiore Enrico Calandro, cercano risposte.

Valeria Cozzolino

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