Scafati. Minorenni scommettitori: “task force dei vigili urbani”

Scritto da , 2 marzo 2017

Di Adriano Falanga

Minori al centro scommesse, dopo le denunce della Guardia di Finanza di Scafati, che ha scoperto diversi minorenni intenti a scommettere, tra cui un bambino di dieci anni in compagnia dello zio, arriva la proposta dell’ex consigliere comunale Angelo Matrone. <<Siamo sicuri che le sale da gioco presenti in città non vengano frequentate da minorenni? Dopo gli ultimi controlli della Finanza non credo. Per questo chiedo ai Commissari ministeriali di creare un ‘mini nucleo’ della polizia municipale in borghese da destinare alla verifica capillare ed al controllo di queste attività>>. Una task force composta da vigili urbani, con il compito di monitorare costantemente l’accesso alle sale gioco scafatesi. Dobbiamo pensare alle strutture presenti nei cosiddetti luoghi sensibili, come le scuole – continua l’esponente di Fdi – Non possiamo rimanere indietro come amministrazione comunale, anche se attualmente siamo commissariati. Servono maggiori controlli perché, a fronte di tante persone che gestiscono le sale nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti, purtroppo sono molti anche i comportamenti illegali di gestori senza scrupoli. C’è da approvare ancora un regolamento per frenare la ludopatia e spero che l’operazione della Finanza possa essere da sprono per tutti>>. Un’apposita mozione per frenare il triste fenomeno del gioco compulsivo fu approvata in consiglio comunale su proposta del Pd, ma tutto è rimasto nel cassetto delle buone intenzioni. Da qui l’idea di Matrone di invitare la triade ministeriale ad avviare una sorta di percorso informativo nei confronti della città. <<La polizia municipale ha il dovere di individuare chi lavora senza rispettare le leggi. Qui si parla del futuro dei nostri figli. Serve potenziare l’azione già importante della Guardia di Finanza>>. Negli ultimi anni Scafati assiste ad una escalation delle sale slot e tra ludopatia e usura il collegamento è diretto e buona parte dei casi patologici ha come origine il gioco d’azzardo. La mozione voluta dai democratici chiedeva la redistribuzione sul territorio delle sale da gioco, prevedendo distanze minime dai luoghi “sensibili”, quali scuole, oratori, strutture sportive e strutture sanitarie; la limitazione degli orari di apertura; limiti alla pubblicità, prevedendo il divieto di “esposizione esterne al locale di cartelli, manoscritti e/o proiezioni che pubblicizzano vincite temporali appena accadute o storiche” e la divulgazione del marchio “slot free”; campagne di sensibilizzazione, in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado e nei “centri anziani”, contro il gioco d’azzardo; e misure volte a favorire la disinstallazione (o la non installazione) di slot machine all’interno degli esercizi pubblici., come la decisione di destinare agli esercizi commerciali e ad altri che scelgono di non installare nel proprio esercizio apparecchiature per il gioco d’azzardo, una riduzione della TARI pari al 10%.

LUDOPATIA PIAGA SOCIALE

1-slot-machineIl fenomeno della ludopatia è una delle maggiori piaghe che colpiscono tanti cittadini e tante famiglie della città. Si sono moltiplicate le Sale da Gioco, i Centri per le Scommesse e i Bingo, ed è sempre più frequente imbattersi in locali aperti al pubblico (bar, tabaccherie, circoli privati) che, tra i vari servizi riservati alla propria clientela, offrono la possibilità di giocare alle “slot machine” (o meglio: macchine mangia soldi) e ad altre forme di gioco d’azzardo. Secondo i dati forniti dal Codacons, almeno il 50% dei disoccupati presenterebbe forme più o meno gravi di ludopatia, e ad esserne affetto ci sarebbe un minorenne su cinque: ben l’85% dei puntatori subirebbe una perdita media di 40 euro giornalieri. Dalle storie raccolte attraverso lo sportello Microcredito della Caritas Diocesana di Nola è emerso che il 48% delle persone bisognose di un prestito sono afflitte da debito di gioco e, come raccontato da padre Giorgio Pisano del Centro Antiusura di Portici, tra ludopatia e usura il collegamento è diretto. Un fenomeno devastante per molte famiglie in un momento storico in cui già la crisi economica contribuisce pesantemente sui già precari equilibri familiari. E’ proprio nei periodi di maggiore stress o depressione che la necessità di dedicarsi al gioco d’azzardo diventa incontrollabile. Coloro che ne sono vittime spesso trascurano il lavoro e gli altri impegni fino ad arrivare in taluni casi a commettere reati. Il dato più allarmante è la sempre maggiore diffusione del fenomeno tra gli adolescenti, e le indagini delle Fiamme gialle lo hanno verificato.

Consiglia