Scafati. L’opposizione: “Nessuna sfiducia, Aliberti deve solo dimettersi”

Scritto da , 21 dicembre 2015

Di Adriano Falanga

Mozione di sfiducia a Pasquale Aliberti? Negano dalla minoranza. Nessun documento o raccolta firme è in corso, come spiega il consigliere del Pd Michele Grimaldi, che, all’unisono con Mario Santocchio continua a ritenere necessarie le dimissioni, sia per evitare lo spettro del commissariamento prefettizio, e sia per quelli che ritengono fallimenti dell‘attività amministrativa del primo cittadino. “Ma Aliberti è incurante e continua a gestire il Comune di Scafati come se fosse casa sua. Scafati ha bisogno di un governo locale che lavora esclusivamente per la città – spiega ancora Santocchio – Aliberti deve dimettersi senza se e senza ma sopratutto perché ha fallito su tutto: ospedale, puc, polo scolastico, pip , reindustrializzazione dell’ ex copmes e disorganizzazione e mancanza di imparzialità della macchina comunale. E’ stato per davvero una fregatura per la città”. Nega la mozione di sfiducia anche Pasquale Vitiello, ex di maggioranza. Il consigliere oggi indipendente, lancia strali contro Teresa Formisano. “Oltre a non sapere più che cosa fare per andare ad elezione, è talmente arrogante e presuntuosa da voler indicare ad altri consiglieri cosa fare. Se per loro difendere  diritti che si ritengono violati significa essere violento allora  sono un “violento massacratore” puntualizza Vitiello, anch’esso firmatario con i consiglieri di minoranza dell’esposto al Tar e alla Procura contro Teresa Formisano e Pasquale Aliberti. “Diversamente da loro non mi sono erto a “giudice terzo” giudicando, condannando ed eseguendo anche la pena nei confronti di chi, a torto o a ragione, si ritiene abbia sbagliato, ma mi sono rivolto nelle sedi opportune. In un sol giorno sono stati capaci di eliminare lo stato di diritto – continua il sodale di Pasquale Coppola – non si affannassero, a giustificare alla città le motivazioni della ricerca di elezioni anticipate perché non lo capirebbe , piuttosto  continuassero a mistificare la realtà e prendessero atto  di essere sempre più pochi a sostenere questa tesi. Si impegnassero a cercare il feeling con le opposizioni per cose costruttive.  Infine – la chiosa di Vitiello – voglio ricordare alla “vice presidente” che ho sempre, anche sbagliando, agito di testa mia, confrontandosi serenamente ma senza mai lasciarmi influenzare. Sempre più distante da questo modo di fare”.

 

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