Scafati. L’opposizione incalza: “negato il potere di controllo sulle partecipate”

Scritto da , 7 aprile 2016

Di Adriano Falanga

Indipendentemente dalle motivazioni ufficiali rese, le dimissioni di Antonio Mariniello provocano un terremoto polito, e l’opposizione coglie l’attimo per contestualizzarle nel delicato contesto in cui vive Palazzo di Città. “Ricordiamo ai cittadini che nelle partecipate l’opposizione non ha nessun componente né nel cda né nel collegio Sindacale – così Mario Santocchio –  ad oggi i consiglieri comunali non conoscono neppure gli altri componenti perché il Sindaco neanche le nomine comunicava in consiglio comunale come avrebbe dovuto fare in forza di una delibera del Consiglio Comunale”. Il consigliere di Fdi ricorda anche che ad oggi il responsabile dell’anticorruzione, il dirigente Giacomo Cacchione, non ha ancora revocato Mario Amitrano, amministratore delegato della Stu che l’Anac ha dichiarato incompatibile. Santocchio va oltre, e la sua attenzione si ferma anche sull’Acse. “Più volte abbiamo chiesto se corrispondesse al vero che alcune ditte che ricevono appalti da tale società siano in rapporti professionali con il Sindaco e suoi familiari – incalza l’ex assessore all’Urbanistica – Ad un servizio scadente corrisponde una delle tasse più alte di Europa, una vergogna. Basta vedere questa società quando paga di lavaggio per i suoi mezzi davvero cifre astronomiche”. L’ultimo cda riunitosi il mese scorso ha lanciato un preoccupante monito al Comune di Scafati: “pagaci le rate così come concordato, o saremo costretti a sospendere alcuni servizi”. Nel dettaglio, la società ha accumulato 5,5 milioni di euro di credito verso l’ente, che deve versare circa 8 milioni di euro l’anno (in rate mensili) per il regolare svolgimento del servizio. Purtroppo da palazzo Mayer i trasferimenti sono sempre più esigui, e soprattutto rallentati. Tutto questo ricade sulle tasche degli scafatesi, perché l’interesse che l’Acse addebita al Comune, nella misura dell’8% annuo per il ritardato pagamento, andrà a incidere sulla determinazione della tariffa Tari. Nel 2015 questa voce è arrivata a circa 300 mila euro. “Una delle prime cosa da fare è l’azzeramento del consiglio di amministrazione affinché Scafati possa avere un servizio efficiente a costo accettabile e porre fine a questa gestione a dir poco clientelare – aggiunge l’ex presidente del Cstp – Ricordo agli scafatesi che l’Acse finanzia con la loro tasca le iniziative effimere del Comune. Aliberti prenda atto dei fallimenti che sta accumulando e si dimetta”.

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