Scafati. Lo Scarlato “ospedale di comunità”. Addio pronto soccorso. Ecco perchè

Scritto da , 23 aprile 2016
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Di Adriano Falanga

E’ fuga di notizie sul nuovo piano ospedaliero promosso dal governo regionale di Enzo De Luca e firmato dal commissario governativo alla Sanità Joseph Polimeni. Voci contrastanti che si rincorrono di ora in ora e la domanda è sempre la stessa: Scafati riavrà o no il suo Pronto Soccorso? La politica purtroppo non ha saputo o voluto proteggerlo, perdendosi dietro a sterili battaglie elettorali, e nel mentre litigavano tra loro su chi avesse responsabilità, Scafati perdeva l’ospedale. Si aspetta la presentazione ufficiale del nuovo piano ospedaliero, che a giorni sarà sottoposto all’esame dei Ministeri di Finanza e Salute. Un piano che recepisce le indicazioni del DM 70 del 2015, la legge che ha riordinato e disciplinato il sistema sanitario italiano. Una prima bozza gira tra i sindacati e gli addetti ai lavori. Il nuovo piano sembra essere pronto per la presentazione ma guarda caso, l’unico punto su cui sembrano esserci zone d’ombra è proprio quello relativo allo Scarlato. “Nella rete dell’emergenza sono inseriti Sarno, Polla con l’arrivo di Oncologia e radioterapia, Battipaglia, Eboli (potenziata la pediatria e la lungodegenza) e Cava. Confermato il pronto soccorso anche a Oliveto Citra dove arrivano la psichiatria e la riabilitazione. Strutture di accesso in deroga (zone disagiate) con potenziamento dei trasferimenti, saranno Castiglione di Ravello, Roccadaspide e Agropoli. Scafati sarà un ospedale di Comunità” (Su cosa sia questo tipo di struttura si rimanda all’articolo in pagina). Ci va cauto Marco Cucurachi del Pd: “Si tratta di una battaglia per la Città che la politica deve portare avanti e recuperare il terreno perso negli anni scorsi. Non si facciano fughe in avanti o dichiarazioni fuorvianti, perché’ ancora non c’è l’ufficializzazione del Piano e confidiamo nel lavoro svolto dagli addetti ai lavori”. Appena due settimane fa il gruppo consiliare dei Democrat fu ricevuto in Regione da Enzo De Luca e dal suo consigliere per la Sanità Enrico Coscioni. Furono consegnate circa 10 mila firme raccolte per la riapertura del pronto soccorso. “Oggi, leggendo il piano e in particolare, ciò che concretamente è stato previsto per la nostra provincia, scopro che per Scafati non è stato previsto nulla anzi, mi sembra di rileggere il decreto 49 solamente sotto diverso nome – dalla maggioranza è il commento di Brigida Marra – niente a che vedere con l’emergenza ed il pronto soccorso. Mi recherò anche in Procura per denunciare ancora una volta la violazione del diritto alla salute dei nostri cittadini. Prima o poi, qualcuno sono certa come già accaduto per la denuncia contro Bortolotti, darà ragione alle miei istanze e si accorgerà che Scafati è vittima di un comportamento scellerato ed irresponsabile”. Insomma, le parole si sprecano, l’inchiostro pure, ma il nuovo piano ospedaliero sembra davvero coperto da segreto di Stato.

OSPEDALE DI COMUNITA’ E NON SEDE DI PRONTO SOCCORSO

3-striscione“Scafati ospiterà l’ospedale di comunità” si legge dalla bozza del nuovo piano ospedaliero. Ed è qui che si concentrano le perplessità, perché non è chiaro se a questa struttura possa essere associato un pronto soccorso. Il nuovo regolamento che definisce gli standard dell’assistenza ospedaliera del 2015, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, fornisce precise indicazioni. L’Ospedale di Comunità è una struttura residenziale in grado di erogare assistenza sanitaria di breve durata. Esso è riservato a quei pazienti che, pur non presentando patologie acute ad elevata necessità di assistenza medica, non possono tuttavia essere assistiti adeguatamente a domicilio per motivi socio sanitari. Possono accedere ad esempio malati affetti da patologie croniche che periodicamente necessitano di controlli o terapie particolari, persone che a seguito di malattie acute o evolutive necessitano di terapie difficilmente erogabili a domicilio, malati in fase preterminale-terminale non gestibili a domicilio”. Una struttura a metà strada tra l’ospedale e l’assistenza domiciliare insomma, la cui gestione clinica è affidata al Medico di Medicina Generale di ogni singolo paziente. Il servizio di Continuità Assistenziale garantisce l’assistenza prefestiva, festiva e notturna mentre gli interventi in emergenza sono garantiti dal Medico di Guardia dell’Area Medica. Lo stesso regolamento definisce come ospedale sede di pronto soccorso una struttura dotata di: medicina interna, chirurgia generale, anestesia, ortopedia, rianimazione, laboratori operativi H24 di radiologia, laboratorio, emoteca. A supporto sale operatorie e inoltre deve anche essere dotato di Osservazione Breve Intensiva. La funzione di pronto soccorso è prevista per un bacino di utenza compreso tra 80 mila e 150 mila abitanti, un tempo di percorrenza maggiore di un’ora dal centro abitato al Dea di riferimento (In questo caso Sarno o Nocera Inferiore) e un numero di accessi annuo superiore alle 20 mila unità. Sulla base di queste informazioni, si può dedurre quindi che un ospedale di comunità, come previsto per Scafati, non può essere sede di pronto soccorso, in quanto sprovvisto dei reparti necessari all’operatività dell’emergenza.

 

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