Scafati. Liceo Caccioppoli, lettera a Renzi. Studenti contro la Provincia

Scritto da , 17 maggio 2016

Di Adriano Falanga

“Caro Presidente Matteo Renzi, la nostra scuola non è una Buona Scuola”. Dopo la forte protesta del 14 aprile scorso sotto le finestre della Casa Comunale, gli studenti del Liceo Caccioppoli scrivono al Presidente del Consiglio. I ragazzi cercano con ogni mezzo possibile di evitare l’incubo dei doppi turni con l’apertura del prossimo anno scolastico. Una struttura che negli anni è cresciuta molto, grazie alla molteplicità dell’offerta formativa: scientifico, classico e linguistico. Il Caccioppoli è però l’unica scuola superiore presente a Scafati, oltre all’Itis Pacinotti. Due sole strutture per quella che è demograficamente la terza città della provincia di Salerno. Già da alcuni anni l’ente Provincia, competente sulle scuole superiori, ha cercato di tamponare la grave carenza di aule locando una seconda struttura distaccata. Questa però non basta più, oltre a non essere idonea all’uso, e poco amata dai ragazzi, in quanto adiacente ad un opificio industriale conserviero. “Caro Renzi, le elenchiamo i motivi per cui la nostra non è una Buona Scuola – scrivono i rappresentanti di istituto Davide Morlicchio, Raffaele Cesarano, Manuel Masucci ed Elio Falanga – non ha un’adeguata struttura per soddisfare le richieste del territorio, siamo in 1500 studenti, ma mancano nove aule. Non può contare su una sede distaccata efficiente: trattasi di ex uffici di un’industria conserviera tuttora attiva e funzionante, la cui lavorazione non consente l’inizio delle lezioni prima della metà di ottobre”. Il comitato studentesco lamenta anche la scarsa collaborazione e supporto della Provincia: “che pure si era impegnata a trovare una sede distaccata migliore, senza successo”. Il liceo Caccioppoli, continua la missiva al capo del Governo: “non può contare su un progetto presentato dalla Provincia per poter ricavare dalla biblioteca della sede centrale ulteriori cinque aule”.

1-liceo sede centraleProgetto che il consiglio comunale di Scafati ha bocciato in quanto non rispetterebbe gli standard urbanistici previsti dalle normative vigenti. Inoltre, manca ancora il completamento della palestra, i cui lavori iniziati quattro anni fa si sono fermati per un contenzioso tra la Provincia e la ditta appaltatrice “aggiungendo un altro cantiere alla lista delle opere incompiute” aggiungono delusi i liceali. L’anno prossimo sono previste circa 130 nuove iscrizioni di studenti scafatesi, ma la carenza di aule, apre la strada all’unica soluzione possibile: i doppi turni. “Presidente Renzi, è questa la buona scuola descritta dalla legge 107? Dove già garantire il diritto allo studio diventa difficile, figuriamoci la progettualità pomeridiana, l’apertura al territorio, l’alternanza scuola lavoro e quanto altro lei aveva in mente?”. Il consiglio comunale di Scafati non solo ha negato l’autorizzazione alla costruzione delle cinque aule, ma ha anche negato il cambio di destinazione d’uso dell’ex liceo situato in via Martiri D’Ungheria. La struttura consta di uno stabile residenziale di quattro piani più seminterrato abbandonata nei primi anni 2000. Esseno nata come civile abitazione, non rispetterebbe oggi le normative per l’uso scolastico. La Provincia guidata da Giuseppe Canfora avrebbe intenzione di vendere due piani ai privati per farne uffici, ma la pubblica Assise di Scafati, unanimemente, ha respinto la richiesta di concedere il cambio di destinazione d’uso. “Non è possibile cambiare la destinazione d’uso del vecchio liceo senza risolvere il problema delle aule mancanti manifestato a gran voce dagli studenti del Liceo Caccioppoli. Pertanto condividiamo e sosteniamo la protesta degli studenti – le parole di Pasquale Aliberti incontrando gli studenti il mese scorso – E’ inconcepibile che oggi, davanti ad una carenza dichiarata di aule per il prossimo anno, la Provincia non abbia trovato e condiviso con questa Amministrazione una soluzione seria”. E soluzioni fattibili non sembrano esserci nell’immediato. “No caro Presidente, la nostra non è una Buona Scuola, e lo gridiamo con amarezza, soprattutto perché le persone che ci lavorano, e il nostro impegno, hanno fatto sì che fosse considerata dall’opinione pubblica una scuola Buona”, conclude la missiva che i ragazzi del Caccioppoli hanno trasmesso a Matteo Renzi.

DAL VERTICE COMUNE/PROVINCIA TUTTO TACE

1-succursale“Per accogliere i ragazzi il preside ha rinunciato all’ufficio di Presidenza, trasformato l’aula magna, la biblioteca e il laboratorio di fisica in aule – spiegava Annalisa Grimaldi, presidente del Consiglio d’istituto del Caccioppoli – le nuove iscrizioni prevedono un surplus di circa 130 unità, il che significa la necessità di almeno altre 5 aule, senza contare che i laboratori, l’aula magna, la presidenza devono ritornare alla loro originaria assegnazione. Quindi il totale delle aule diventa nove”. Lo scorso aprile oltre 800 studenti si resero protagonisti di un sit in di protesta sotto Palazzo Mayer: “Siamo consapevoli che la soluzione definitiva debba essere presa dalla Provincia, ma comunque resta il fatto che l’utenza del Liceo è composta da cittadini scafatesi e la politica locale deve prestare il dovuto impegno per trovare una soluzione” aggiungeva la Grimaldi. Come a dire: vero che tocca alla Provincia, ma i disagi li vivono però gli studenti e le famiglie scafatesi. Alla protesta seguì la convocazione di un tavolo tecnico presso Palazzo Sant’Agostino. Presenti una delegazione composta dal sindaco Pasquale Aliberti, dall’ingegnere Nicola Fienga, con preside Domenico D’Alessandro, e una rappresentanza di studenti e genitori, e per la Provincia il presidente Giuseppe Canfora con l’ingegner Lizio, delegato all’edilizia scolastica. Il vertice ebbe però una fumata grigia, l’impegno ad effettuare un sopralluogo presso la vecchia struttura abbandonata di via Martiri D’Ungheria (che la provincia intende vendere in parte a un privato) per capire la fattibilità di poter riutilizzare i primi due piani e infine, non disdegnare la soluzione offerta dal sindaco Pasquale Aliberti, di usare quattro aule contigue, oggi vuote, situate nella scuola media Anardi. Ad oggi però oltre alle buone intenzioni nulla si è mosso, e resta in stallo anche l’idea di utilizzare le aule della Anardi. “A noi non interessa dove ospitare le nuove aule, a noi interessa poter studiare dignitosamente – la richiesta degli studenti – a Scafati ci sono molte strutture inutilizzate da poter utilizzare, noi chiediamo semplicemente di valutare quale possa essere idonea”. Intanto, con la chiusura dell’anno scolastico si avvicina lo spettro dei doppi turni.

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