Scafati. Liceo Caccioppoli “abbandonati dalle Istituzioni”. La denuncia

Scritto da , 27 aprile 2017

Di Adriano Falanga

<<Siamo abbandonati dalle Istituzioni>>. E’ il triste appello di Domenico D’Alessandro, dirigente scolastico del liceo polivente “Caccioppoli” di Scafati. Una struttura che nel tempo è cresciuta nella sua offerta formativa, garantendo indirizzo Classico, linguistico, oltre che scientifico. A crescere però solo l’offerta e gli alunni, perché la struttura è ancora priva di palestra e per far spazio a nuove aule, anche della sala assemblea e biblioteca. Gli alunni si alternano tra la sede centrale di via Velleca, la succursale (adiacente un opificio conserviero) e la media Anardi. A sollevare l’appello del preside sono anche i continui e ripetuti atti vandalici che subisce l’istituto centrale. Due le denunce contro ignoti presentate alla locale Tenenza dei Carabinieri, per i danneggiamenti subiti la notte del 20 e 22 aprile. Le videocamere di sorveglianza hanno ripreso tutto, e le immagini sono al vaglio degli inquirenti. I vandali una volta entrati, si nota dalle immagini, hanno rotto dei marmi di una scala posta al pian terreno e li hanno utilizzati per infrangere i vetri delle aule poste al primo e al secondo piano. Il danno è stimato attorno ai tremila euro. A preoccupare è anche lo stato di degrado e abbandono del cantiere che dovrebbe ospitare la palestra. Lavori partiti nel 2010 ma mai terminati, tra problemi con la ditta appaltatrice prima e permessi urbanistici non rilasciati dal Comune di Scafati poi. Fatto sta che la struttura, mal recintata, è pericolosa per gli alunni ma soprattutto è diventata alcova di sbandati, tossicodipendenti, coppiette clandestine. All’interno di tutto, da residui di un’allegra “grigliata” ad un materasso, e ovunque resti di feci umane. L’incuria, il degrado, la mancata sorveglianza determinano anche un rischio sanitario: l’erba alta e incolta favorisce la proliferazione di ratti ed altri animali. L’appello del dottor Giordano è rivolto a tutte le Istituzioni, dalla Provincia (che ha competenza sulla struttura) all’Ente locale, passando per le Forze dell’Ordine. A tutti è richiesto un maggiore impegno.

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