Scafati. L’ex vicesindaco Fele: “Se tornassi indietro eviterei di mettere tante energie nelle azioni di governo”

Scritto da , 14 gennaio 2017

Di Adriano Falanga

“Se tornassi indietro eviterei forse di mettere tante energie nelle azioni di governo perché non sempre la passione vera per la politica o la Città viene compresa, cosa che suggerirei anche al sindaco che davvero ha lavorato come pochi in questi anni”. Un atto d’amore quello che Giancarlo Fele riserva a Pasquale Aliberti. Il primo vice dell’altro fino a un mese fa, entrambi caratterialmente opposti, Fele è infatti noto per la sua pacatezza e l’arte del mediare. Tutto sommato, in maggioranza era la “lunga mano” del sindaco, così come un buon vice doveva fare. Attualmente resta lui il nome più “gradito” tra le fila dell’ex maggioranza per l’eredità politica di Aliberti. Anche se, l’ex primo cittadino potrebbe preferirgli un altro nome, che sia in linea continua con il suo sindacato e meno “autonomo” elettoralmente. Lui però minimizza, da bravo uomo di squadra. “Sono legato a Pasquale Aliberti da amicizia e politica da sempre, anche quando facevamo le nostre battaglie, per anni, dall’ opposizione. Non è un problema di ruoli ma di condivisione di un obbiettivo – spiega Fele – É piacevole sentire la stima di tante persone, ma senza conoscere la data del voto, legata ovviamente alla decisione sullo scioglimento, è probabilmente inutile pensare ai nomi. Per adesso è divertente vedere la ressa che già si è creata tra i primi contendenti alla candidatura”. A proposito di scioglimento, questo mese potrebbe essere decisivo, quali le attese? “Quello che sarebbe giusto per come abbiamo agito: che il sindaco possa dimostrare la sua estraneità e che il comune vada il prima possibile al voto”. Il commissario Saladino è a Palazzo Mayer da meno di un mese, ma ha già chiarito, almeno nelle intenzioni, le sue linee guida. “Le capisco se dovessi valutarle con la testa di un commissario, non le comprendo per la visione che ho da ex vicesindaco, come probabilmente non le comprende nemmeno chi applaude per convenienza”. E da vicensindaco, cosa suggerisce al funzionario prefettizio? “Programmare e firmare in Regione il nuovo accordo di programma Più Europa per non perdere gli oltre 10 milioni di euro di fondi che avevamo già rendicontato. Far ripartire le politiche sociali, il centro Raggio di Sole, i centri polifunzionali e l’assistenza domiciliare e seguire con attenzione le problematiche quotidiane. I riscaldamenti a scuola che non funzionano, il cambio del piano viario senza confrontarsi con nessuno o la pubblica illuminazione che continua a dare evidenti problemi di tenuta sono cose per cui ci avrebbero massacrati, ma lo spirito critico noto con piacere che si è appiattito col Natale – la ricetta dell’ex assessore all’Urbanistica – I cittadini hanno bisogno di interlocutori e un comune come Scafati esige assunzione di responsabilità e presenza. Abbiamo deliberato in giunta atti di indirizzo relativi all’Accordo di Programma, alla realizzazione del Polo Scolastico, all’assegnazione dell’immobile confiscato in Via Vitiello alla Curia e del terreno adiacente alla chiesa di San Francesco alla stessa parrocchia, oltre all’adesione alla rottamazione delle cartelle, cose non scritte da nessuno ma da cui può sicuramente partire il Commissario. Se dovessi decidere di incontrarlo, cosa che mi auspico accada, lo farei insieme alla ex maggioranza, per illustrare cosa avevamo in itinere e cosa avevamo programmato, nell’interesse della città e non per avere qualche titolo di prima pagina”.

1-foto maggioranza e giuntaIl centrodestra oggi presenta almeno due anime distinte e separate dagli alibertiani, possibile ricompattarlo? “Lo spero ma purtroppo non ci credo. Le buone intenzioni spesso sbandierate in realtà nascondono velleità personali che alcuni non ritireranno mai per il bene o un obiettivo comune. E quando la situazione è questa non c’è possibilità di unità tra uomini che ragionano senza pensare alla squadra. Sarebbe bello poter unire il centrodestra come nel 2008, quando a Scafati ha vinto un’idea di città, una visione di sviluppo, una squadra capace di riconoscersi nel suo leader, oltre i partiti. Ma vedrà che qualcuno che oggi si vanta di amare questa città sarà il primo a fare le barricate verso l’unità qualora dovesse fare un passo indietro. Le condizioni, escludendo ovviamente le parti davvero inconciliabili, sono unità di intenti e soprattutto umiltà”.  Le opposizioni a Saladino chiedono l’azzeramento dei cda. Molte di queste nomine le ha fatte Fele, compreso Maddalena Di Somma al Pdz. Bisogna davvero azzerare? “Demagogia solita a parte, alla dottoressa Di Somma, che è la sintesi condivisa dai sindaci del Piano di Zona, è stata fatta una nomina fino al 31 dicembre scorso per evitare si fermassero servizi essenziali per le fasce deboli, non oso immaginare cosa avrebbero detto se avessimo interrotto le attività del Piano, ma tanto da fuori e a chiacchiere tutti farebbero meglio – precisa l’ex vicesindaco – L’Acse è una delle poche società che si occupa di rifiuti con bilanci solidi. Le persone bisogna valutarle per l’operato, non per l’appartenenza. E per questo credo che il dottor Saladino, da persona intelligente e preparata qual è, valuti l’operato dei vari CdA dalle carte e dagli incontri che sicuramente farà con gli stessi”. Se Fele è stato braccio destro, a sinistra di Aliberti c’era senza dubbio la moglie, consigliera regionale Monica Paolino. “Una donna di valore sul piano umano e che silenziosamente si impegna sul piano politico. Credo assolutamente debba continuare ad essere punto di riferimento in Regione per questa città perché molte cose le abbiamo realizzate anche grazie a questa sinergia istituzionale. Un lavoro molto spesso oscurato dal sindaco, questo glielo rimprovero”. Gli alibertiani serrano le fila, al momento la squadra resta ancora compatta. E c’è chi crede al voto in primavera.

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