Scafati. L’ex Polverificio Borbonico nel progetto “Grande Pompei”. E Scafati acquisisce il Palazzo Reale

Scritto da , 20 aprile 2016
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Di Adriano Falanga

Il Demanio trasferisce alla Soprintendenza dei Beni Archeologici di Pompei il parco dell’ex Real Polverificio Borbonico di Scafati. Il complesso, un’area di oltre 11 ettari, precedentemente è stata dismessa dal CRA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi delle economia agraria, già Istituto Sperimentale Tabacchi) e dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. I verbali sono stati sottoscritti per conto del MIBACT dal Direttore Generale della Soprintendenza Pompei, Professore Massimo Osanna e per conto dell’Agenzia del demanio dal Responsabile dei Servizi Territoriali per le Province di Avellino e Salerno, Dottore Pierpaolo Russo. La consegna del grande parco di epoca borbonica e dei numerosi manufatti del compendio permetterà, nel quadro del Grande Progetto Pompei ed in sinergia con le comunità locali, di restituire alla cittadinanza, agli studiosi ed ai turisti una delle aree demaniali di maggiori dimensioni e di maggior pregio storico-culturale e paesaggistico-ambientale e consentirà di realizzare un centro polifunzionale a servizio del sito archeologico pompeiano con uffici, foresterie, sala conferenze-auditorium, sale studio, laboratori, spazi per eventi culturali e mostre e per l’archiviazione organica, la catalogazione, l’esposizione e lo studio dei reperti archeologici. E’ noto infatti che il museo archeologico di Napoli e le diverse strutture esistenti presso gli scavi, non sono in grado di accogliere i migliaia di reperti che il prestigioso parco storico, seppellito dall’eruzione del Vesuvio del 79 Dc, continua a restituire nel corso degli scavi. A Scafati la notizia ha portato, tra le Istituzioni e gli appassionati, una ventata di ottimismo, questo perché l’intera area insiste sul territorio scafatese, e da via Astolelle a via Pasquale Vitiello si andrà a recuperare un patrimonio dalle immense potenzialità turistiche culturali, andando non solo a riqualificare l’area, non solo a ridare luce ai reperti archeologici degli Scavi, ma potrebbe nascere un indotto commerciale e alberghiero di non poco conto. Insomma, un progetto su cui tutti sperano. Ne è convinto il primo cittadino Pasquale Aliberti: “un’operazione che ci permetterà di creare un’asse con Pompei, captare i flussi turistici della Città Mariana e affacciarci ad una nuova economia”.

1-Scafati-Parco-PolverificioAliberti annuncia anche l’acquisizione definitiva a patrimonio della città del complesso attualmente in gestione al Comune e sede di mostre ed eventi culturali: “A breve il tavolo tecnico per l’acquisizione al patrimonio del Comune di Scafati dell’intero Palazzo Reale, compresa la Chiesa di Santa Barbara e del Laboratorio Chimico”. La soddisfazione è totale anche da parte di Antonio Fogliame, assessore alla Cultura e al Patrimonio: “finalmente Scafati entra a pieno titolo nel più grande parco storico, turistico e culturale del mondo, un riconoscimento dovuto anche ai Borbone che prima di realizzare il Polverificio, diedero il via agli Scavi archeologici, in quel tempo territorio scafatese”. L’area interessata è quella compresa tra gli scavi di Oplonti, Stabia e Pompei, a cui potrebbe adesso inserirsi anche Scafati. Un tentativo per acquisire l’intera in passato fu già fatto dal Comune di Scafati, quando nel luglio 2015 si creò un asse tra il deputato di origine scafatese ex Pd Guglielmo Vaccaro e il primo cittadino. A visitare il complesso borbonico il direttore generale del Demanio dottor Roberto Reggi. Sullo sfondo dell’iniziativa un progetto cofinanziato da privati che mirava ad acquisire non solo il palazzo Reale, ma l’intera struttura, parco annesso. L’idea era di creare spazi di aggregazione sportiva e sociale. “Ritengo che un partenariato con il privato sia indispensabile – spiegava il dottor Reggi – noi siamo a disposizione. Dobbiamo però portare avanti un lavoro immane per regolarizzare l’immobile qualora lo si dovesse trasferire al comune di Scafati con l’area retrostante”. Alla fine l’area è stata inserita a pieno titolo nell’ambito del più complesso progetto Grande Pompei, forse la soluzione migliore, considerata la mole finanziaria necessaria per riqualificare l’intero complesso.

COSTRUITO NEL 1852, DIVENTERA’ UNA RISORSA TURISTICO CULTURALE PER LA CITTA’

1-vitiello pesce“Il Comune dovrebbe chiedere l’acquisizione del parco, su cui non gravano particolari vincoli. Non possiamo perdere quest’opportunità di sviluppo turistico culturale”. Parole di Sebastiano Sabbatino, pronunciate nel maggio del 2014. Appassionato di storia locale, Sabbatino assieme ad alcuni amici si rese promotore di una lunga campagna di sensibilizzazione e informazione sulla struttura fatta costruire nel 1852 da Ferdinando II di Borbone. Per l’occasione furono aperti i cancelli del parco e tenuto un convegno sul tema. All’incontro presero parte lo storico Angelo Pesce, il sindaco Pasquale Aliberti, l’assessore alla Cultura Antonio Fogliame, la direttrice della Biblioteca Morlicchio Maria Benevento, il direttore del Cra-Cat Ernesto Lahoz e Maria Vitiello organizzatrice della giornata e autore di una tesi di laurea proprio sul Real Polverificio (in foto con Angelo Pesce). “Credo sia una notizia meravigliosa – così Sabbatino – mi auguro che si lavori in sinergia tra soprintendenza e comune di Scafati in modo da rendere le strutture sotto la propria competenza in unica grande struttura, fruibile direttamente dalla palazzina comando del Polverificio e da Pompei”. Da via Pasquale Vitiello l’accesso all’edificio, all’arco e Palazzo Reale, da via Astolelle nel comune di Pompei l’ingresso per il rinomato Viale dei Platani e i magazzini adiacenti. Due fronti, per lo stesso obiettivo. “Le due strutture devono camminare a pari passo poiché fanno parte di un unico complesso. Sono convinto che questa sia la strada giusta – conclude Sabbatino – Un Comune non può gestire da solo un parco di 11 ettari e mezzo”. E non ha tutti i torti, considerato quanto sia difficile a Scafati anche la sola manutenzione della Villa Comunale, anche questo un giardino storico ereditato dalla famiglia Wenner negli anni 30 del secolo scorso.

LO SCEMPIO A DUE PASSI DAL POLVERIFICIO

3-sito stoccaggioA due passi dell’ingresso del Polverificio, precisamente di fronte, sulla stessa strada, si consuma uno scempio ambientale, uno dei tanti direttamente legato all’inquinamento del fiume Sarno. In questo caso, alla sua bonifica, partita e non più terminata. Scafati in Movimento l’aveva denunciato oltre un anno fa, ed oggi prende atto che nulla è cambiato. “È inaccettabile vedere com’è ridotta l’area del sito di stoccaggio che accoglieva i fanghi provenienti dal dragaggio del fiume Sarno. Il degrado è sotto gli occhi di tutti tra l’indifferenza dell’amministrazione e il menefreghismo della Regione – spiegano gli attivisti – A questo punto non ci resta che affermare di essere contenti che il Polverificio e l’area a esso connesso sia passata nelle mani della Sovrintendenza di Pompei e non al Comune di Scafati che pure ne aveva fatto richiesta. L’ideale ora sarebbe che anche quest’altra area abbandonata e distante pochi metri passasse nelle mani della Sovrintendenza così da creare un’unica grande area alle porte di Pompei”. Il sito costeggia il canale Bottaro, oramai più vicino ad una foresta che ad un corso d’acqua, ed è situato tra via Armando Diaz e via Pasquale Vitiello, due arterie a cui basta poco per essere collegate, andando a snellire di non poco il flusso di auto in uscita dal casello di Scafati e dirette verso il salernitano, evitando di intasare il corso Nazionale, fanno notare i grillini. “Attendiamo che a Scafati ci sia una rinascita che coinvolga le tante bellezze della nostra città, non è un sogno irrealizzabile rivedere l’acqua scorrere nel canale Bottaro e veder rivivere il percorso pedonale che collegava l’ex manifattura del tabacco con il Polverificio” l’auspicio di Scafati in Movimento.

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