Scafati. L’escalation, il prefetto Malfi riunisce il Comitato per la Sicurezza a Scafati

Scritto da , 10 agosto 2017

Di Adriano Falanga

Si riunirà a Scafati il comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, a distanza di quasi sette mesi dallo scioglimento del Comune di Scafati. Il tavolo di lavoro si terrà lunedì 14 agosto, alle ore 12, presso la sala consiliare della biblioteca Morlicchio. Presente, per la prima volta a Scafati dopo aver chiesto lo scioglimento del consiglio comunale, il Prefetto di Salerno Salvatore Malfi. Ieri mattina in Prefettura riunione organizzativa per gli ultimi dettagli. L’incontro verterà su tre punti cardine: questione Comune commissariato, questione microcriminalità e questione criminalità organizzata. Un vertice sulla delicata questione sicurezza atteso da anni e oramai improcrastinabile a seguito dell’escalation criminale registrata sul territorio scafatese. Dopo lo scioglimento del 27 gennaio, e nonostante la forte presenza dello Stato nelle Istituzioni cittadine, i clan locali, seppur decimati, hanno innalzato l’asticella del terrore aprendo di fatto uno scontro a suon di bombe e colpi di arma di fuoco. Un durissimo scontro che ha registrato ben tre attentati in appena un mese. Il primo ai danni del Roxy bar, gestito di fatto dal nipote, figlia e genero del boss Franchino Matrone, detenuto nel carcere di massima sicurezza di Opera. Una bomba carta fatta esplodere nella notte tra il 13 e 14 giungo ne devastò l’ingresso e il dehors adiacente. Provocando danni anche alle finestre della casa comunale, situata di fronte l’esercizio commerciale. La “risposta” arriverà con un’altra bomba piazzata davanti la serranda di un centro scommesse chiuso (e prossimo alla riapertura) in via Martiri D’Ungheria, riconducibile a familiari del clan Ridosso-Loreto, la notte del 4 luglio. Non basta, perché il 16 luglio, poco dopo le 4:30, cinque colpi di arma da fuoco sono stati esplosi all’indirizzo del bar “La Dolce Vita” di via Alcide De Gasperi. Locale gestito da Pina Generali, moglie di Andrea Dario Spinelli, uno dei boss di primo piano del clan Loreto-Ridosso, attualmente ai domiciliari per un tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore.

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