Scafati. La visita a sorpresa di Gambino scatena polemiche in ospedale

Scritto da , 7 febbraio 2016

SCAFATI. Uno sgarbo istituzionale, oppure visita privata, quella che ha tenuto il consigliere regionale Alberigo Gambino presso l’ospedale Scarlato di Scafati venerdi mattina? Ufficialmente in visita presso le diverse strutture ospedaliere della zona, Gambino, da segretario della commissione regionale Sanità sta approfondendo la realtà locale di queste strutture in prospettiva di un consiglio regionale monotematico. L’incontro con il direttore sanitario dello Scarlato, Aristide Tortora, si è però trasformato in una improvvisata conferenza stampa, a cui era presente anche Marco Cucurachi, consigliere comunale del Pd e notoriamente amico di Tortora. «Neppure sapevo della cosa – ammette il sindaco, Pasquale Aliberti -. Credo fosse un incontro tra amici post campagna elettorale tra il direttore sanitario e il consigliere regionale. Un incontro benedetto, ho saputo, dalla presenza del Pd locale in cui spero, oltre a strumentalizzare e inventarsi le responsabilità degli altri, abbiano indicato soluzioni possibili». Non si risparmia l’ironia il primo cittadino: «Per una prossima volta mi rendo disponibile io per il caffè, in qualche bar, per evitare almeno al personale medico di assistere a coffee amicali». Andando oltre le questioni politiche, lo Scarlato sembra essere finito, se mai ne fosse uscito, nella solita impasse istituzionale, che puntualmente finisce nello scaricabarile istituzionale. Tant’è che la moglie del sindaco, e consgliere regionale Monica Paolino, ha spiegato che il piano ospedaliero Caldoro è ritornato al mittente per una richiesta di chiarimenti. «Non è dato sapere quali», ha chiosato la forzista. Domanda che giriamo all’onorevole Gambino, con l’invito di approfondire la questione, magari nella commissione Sanità in cui è segretario. Da capire anche quali siano le intenzioni del governo regionale a guida De Luca sulla struttura di Scafati, attualmente diretta da Tortora, costretto a condividere le responsabilità con altri tre direttori. Interviene anche Tortora: «A maggio 2011, per la chiusura di blocco operatorio e farmacia, l’ospedale fu ridimensionato e chiuso il pronto soccorso. Fu attivato un punto di primo intervento, con presenza di un medico e 2 infermieri. Politici e cittadini chiedono la riapertura del pronto soccorso; nelle more, per garantire l’assistenza, la direzione sanitaria ha proposto il passaggio del PPI alla gestioneospedaliera. Riassetto previsto se i PPI superano le 6000 prestazioni annue, fondamentale per il potenziamento dei PPI che svolgono funzioni complesse quali triage infermieristico, osservazione medica breve e piccola chirurgia. Sarebbe un bel passo avanti per il progressivo reinserimento del Mauro Scarlato nella rete dell’emergenza che si realizzerebbe attraverso l’agognata riapertura del Pronto Soccorso».
(af)

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