Scafati. La richiesta: “dimettetevi tutti”

Scritto da , 18 marzo 2016
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Di Adriano Falanga

Seppur ancora tutto ufficioso, la notizia dell’imminente arrivo della commissione d’accesso prefettizia ha contribuito ad agitare i non certo sereni animi della politica scafatese. Dovrebbe insediarsi a breve, dopo la richiesta della Direzione Distrezione Antimafia che sta oramai indagando da sei mesi su Pasquale Aliberti, suo fratello Nello e la moglie consigliere regionale Monica Paolino, la segretaria comunale Immacolata Di Saia e lo staffista Giovanni Cozzolino. Tutti accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, voto di scambio politico mafioso, corruzione, concussione, abuso d’ufficio. L’eventuale arrivo e la conseguente relazione dei funzionari prefettizi, andrà a segnare una nuova pagina della politica scafatese. O arriva lo scioglimento del consiglio comunale, oppure sarà certificata la diligente condotta degli uffici amministrativi. Le forze di opposizione sono però concordi sul chiedere le dimissioni del primo cittadino. “La vergogna e il disonore per l'arrivo della Commissione d'Accesso fa ritornare la nostra Città ai rischi dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni malavitose del 1992 – così il capogruppo di Fdi Cristoforo Salvati – Avevamo bisogno da tempo di una risposta dello Stato democratico e dei suoi poteri per far emergere le differenze al cittadino tra chi amministra le istituzioni con rigore e contegno e chi si serve di esse per accrescimenti economico-politici familiari irriguardoso delle leggi e delle regole democratiche”. L’ex vicesindaco proprio di Aliberti non usa mezze parole: “A lui e ai suoi fedelissimi chiediamo un sussulto di dignità finale per scongiurare il "probabile" scioglimento del Consiglio comunale con le dimissioni di massa per evitare una doppia onta alla Città dopo quella del 1992, quando da una emittente privata poi scomparsa un giovane cronista "moralizzava" la vecchia classe politica”. A Salvati fa eco il collega di partito Mario Santocchio: “Le dimissioni sono l’unica strada possibile. Una macchina comunale organizzata in modo tale da compromettere l’imparzialità. Penso a tutti i dirigenti fatti per nomina e non per selezione come vuole la legge. Negli appalti pubblici hanno vinto gare soggetti coinvolti in inchieste di camorra. I fondi Più Europa spesi in maniera frazionata e per manutenzione ordinaria. Parte della città demolita senza ricostruirla perché l'appalto milionario è stato vinto da una cooperativa con un capitale di milleseicento euro. Al Piano di Zona è stato portato lo stesso sistema, diretto da una persona nominata senza selezione pubblica e quindi l’imparzialità è messa in pericolo”. Dal Partito Democratico l’appello è di Michele Grimaldi: “Se davvero dovessero essere confermate tali notizie, credo che il Sindaco dovrebbe, come gli chiediamo da tempo, dimettersi, e salvare Scafati dall'onta di un secondo scioglimento, offesa che una Citta medaglia d'oro alla Resistenza davvero non merita. Aliberti per una volta pensi prima al bene degli scafatesi e poi alla sua carriera, in ogni caso finita, e al suo attaccamento alla poltrona”.

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