Scafati. La Dda anche all’Acse

Scritto da , 4 ottobre 2015
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SCAFATI. Controlli della Dia anche all’Acse: la società partecipata del comune di Scafati è finita nuovamente nel mirino della Dda di Salerno che ieri ha acquisito alcuni documenti in merito alla gestione di una serie di servizi pubblici. Insomma, continua a ritmi serrati l’attività investigativa dell’Antimafia di Salerno in città e sull’amministrazione di Pasquale Aliberti. Il sindaco, è indagato insieme a sua moglie consigliere regionale Monica Paolino, suo fratello Aniello Aliberti, il tuttofare Giovanni Cozzolino e la segretaria comunale Immacolata Di Saia:stando ai primi dati emersi nell’indagine coordinata dal pm Vincenzo Montemurro sarebbero responsabili a vario titolo di ”associazione di tipo mafioso”, “scambio elettorale politico-mafioso”, concussione, corruzione e abuso d’ufficio. L’azienda partecipata era finita nel mirino dell’antimafia nel 2012 quando il cda dell’Acse ed un dipendente erano finiti sotto inchiesta. In quegli anni Eduardo D’Angolo, il vicepresidente della partecipata comunale, Aniello Longobardi, il presidente, il direttore Salvatore De Vivo e il dipendente Antonio Sicignano furono accusati di turbativa d’asta per aver consegnato un appalto per lo smaltimento dei rifiuti ad una ditta legata –al clan dei casalesi, la OverLine. Gli appalti alla Over Line e quelli sui rifiuti affidati dall´Acse nel corso del 2011 erano finiti nelle mani della Dda di Salerno: il fascicolo aperto nel 2012 dall´Antimafia sull´operato della partecipata del Comune di Scafati e sull´impresa casertana che era riuscita ad aggiudicarsi la gara per il trasporto dell´umido e un affidamento diretto per lo svuotamento dell´isola ecologica era stato una vera e propria doccia fredda per i cittadini avvolti nell’incubo di un secondo rischio scioglimento. Nel mirino della Dda, eventuali irregolarità nelle gare d´appalto e pressioni per affidare alla Over Line di Antonio Fontana, ritenuto dagli inquirenti, vicino al clan dei Casalesi, l’appalto milionario. Proprio da lì probabilmente erano partite le indagini che hanno condotto fino all’inchiesta sugli appalti che dallo scorso 18 settembre ha scosso gli animi scafatesi.                    (R.B.)

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