Scafati. La città si mobilita per riportare Gennaro a Scafati. Oggi l’ultimo saluto

Scritto da , 7 giugno 2016

Di Adriano Falanga

Mentre la politica vive una profonda fase di indecisione e chiacchiericcio, gli scafatesi fanno registrare una bellissima pagina di solidarietà sociale. Una colletta spontanea, nata attraverso il social network Facebook, per permettere al giovane Gennaro una degna sepoltura nella sua amata città. Gennaro Serrapica, “pecca pecca” per gli amici, era scafatese verace, nonostante da 18 anni vivesse nell’hinterland milanese. Un arresto cardiaco improvviso non gli ha dato scampo, portandoselo via ad appena 44 anni. Cresciuto nelle palazzine popolari di via Martiri D’Ungheria, Gennaro era il classico bonaccione amico di tutti. Il suo sogno? Avere un figlio e chiamarlo Diego Armando, in onore del “suo” Maradona. La sua passione era lo sport, non c’era disciplina che non seguiva, dal Napoli allo Scafati Basket, passando per la Scafatese Calcio. Sempre sorridente, spontaneo, una parola buona per tutti, Gennaro si era fatto conoscere e voler bene in città. Appena poteva scappava in città e non perdeva occasione per seguire da vicino la squadra di basket. Non aveva avuto altri malesseri in precedenza, l’unico lo ha colto di sorpresa, non lasciandogli scampo. Aveva altri tre fratelli: Maria Carmela, Flavia e Antonio. Attraverso la pagina social “Sei di Scafati se”, si è attivata una catena di solidarietà umana spontanea, per permettere alla famiglia Serrapica, di umili origini, le spese di trasporto necessarie per portare la salma a Scafati e far riposare Gennaro nella sua città. “Oltre tremila euro è la somma che decine e decine di concittadini hanno devoluto per sostenerci – spiega commossa la sorella Maria Carmela – ringrazio tutti quanti”. Alla fine è stata l’impresa funebre, la ditta Cesarano, a regalare le spese di viaggio. I funerali saranno celebrati questa mattina alle ore 9:30 presso la Chiesa di Santa Maria Delle Vergini. “Non c’è stato il tempo, ma avrei voluto ricordare Gennaro nel suo amato Palamangano” aggiunge Maria Carmela.

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