Scafati. La città è una mega discarica, l’Acse decide di non ritirare l’indifferenziato. E’ polemica

Scritto da , 17 luglio 2017

Di Adriano Falanga

Non ci sono più dubbi, la raccolta differenziata a Scafati è certamente al di sotto del 50%. Per chi magari avesse avuto dubbi, negli ultimi giorni il dato appare evidente e incontestabile. Già, perché l’Acse su disposizioni del cda presieduto da Daniele Meriani, ha deciso che il rifiuto non differenziato, o male conferito, va lasciato a terra. E nulla importa se siamo in piena estate e la temperatura sfiora i 40 gradi. Non importa neanche se in alcuni punti le mini discariche ostacolano la circolazione o contribuiscono al proliferare di animali e insetti, pure in pieno centro. Anzi, soprattutto in centro. I “cafoni” devono essere smascherati, secondo i vertici dell’azienda comunale che si occupa della raccolta dei rifiuti. E così già da diversi giorni la città è piena di cumuli di rifiuti lasciati presso i numeri civici. Sono quintali di spazzatura su cui gli operatori Acse hanno lasciato una scritta adesiva “fuori regolamento”. Un modo certamente per svegliare le coscienze civiche dei cittadini, ma un modo anche per punire, indirettamente, chi invece con dedizione e scrupolosità differenzia i propri rifiuti. A parte qualche caso isolato, vengono lasciati a terra i rifiuti indifferenziati o conferiti nel giorno sbagliato. Parecchia roba, che ha trasformato la città in una enorme pattumiera a cielo aperto. A quanto pare, dalla sede di via Armando Diaz altre soluzioni non sono previste, magari una raccolta porta a porta attraverso sacchetto codificato.

Un numero identificativo della famiglia, così da punire con certezza solo i trasgressori, e non mettere tutti “nel secchio” dei cafoni. Gli scafatesi però si dividono in pro e contro. C’è chi apprezza, perché “solo l’estremo rimedio può sensibilizzare” e chi contesta, perché oltre a rappresentare un pericolo igienico sanitario, così facendo si spara nel mucchio e non si punisce mai chi ha il vizietto di fare lo scostumato. Ma lasciare i rifiuti a terra è anche un modo per l’Acse di dimostrare che non è il servizio ad essere scadente, bensì il cittadino ad essere cafone. Una differenza importante, perché mette al riparo da eventuali, quanto possibili contestazioni e richieste riduzioni della bolletta.

“SCAFATI ORAMAI UNA DISCARICA”

<<Scafati adesso è una discarica, ma nessuno ne parla perché anche la monnezza luccica quando il sole brilla>>. Non usa mezzi termini l’ex sindaco Pasquale Aliberti, commentando la città come si presenta oramai da diversi giorni. Non meno polemico anche il fedelissimo Mimmo Casciello. <<La munnezza è sui marciapiedi al centro come in periferia: si tratta di una vera e propria emergenza sanitaria. Noi non crediamo che gli scafatesi siano diventati degli incivili all’improvviso e non crediamo che gli operai siano diventati incapaci come per miracolo. Le responsabilità è opportuno vengano assunte da chi ha compiti gestionali – fa presente l’ex vice presidente Acse – Noi riteniamo che anche alla luce dei verbali di sopralluogo effettuati dalla partecipata, i cittadini abbiano assolutamente diritto a non pagare l’intero importo della tariffa>>. Insiste Casciello nel farsi promotore della riduzione fino all’80% dell’imposta (che il 57% degli scafatesi evade del tutto, secondo i dati di bilancio 2016) <<alla luce della norma contenuta nella Finanziaria del 2014 e delle sentenze della Commissione tributaria in materia, è possibile chiedere al Comune uno sconto fino al 80% del tributo. È giusto che i cittadini paghino le imposte comunali, non è giusto si debba pagare per servizi che non esistono o che vengono male erogati>>. Intanto il Cotucit di Michele Raviotta si dice preoccupato per il rischio sanitario: <<Le strade sono invase da ratti di varie dimensioni conseguenza della mancata raccolta. Pertanto il Co.Tu.Cit chiede con urgenza la derattizzazione e disinfestazione dell’intero territorio scafatese, per evitare rischi per i cittadini, causati da una possibile emergenza sanitaria>>.

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