Scafati. Iscritto all’albo da un mese, è responsabile dell’Avvocatura

Scritto da , 16 marzo 2016
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Di Adriano Falanga

L’importante è essere giovani ed avere il titolo, che poi manca l’esperienza poco importa, almeno secondo il criterio di valutazione di Pasquale Aliberti. Il primo cittadino ha infatti scelto, quale responsabile del settore Avvocatura, delicato comparto che impegna circa un milione di euro in bilancio, il giovane Ivano Donnarumma, classe 1976. Una nomina subito finita tra le polemiche in quanto, secondo Mario Santocchio, ancora una volta il sindaco avrebbe disatteso una sentenza del Tribunale che impone la scelta dell’avvocato Lucia Fiorillo, vincitrice del concorso nel 2005. Da qui è partito un nuov esposto all’Anac. Dopo Scafati in Movimento, anche Scafati Arancione scopre che il neo responsabile dell’Avvocatura risulta iscritto all’albo professionale da appena un mese. “Ci piacerebbe sapere se gli altri candidati al ruolo di responsabile avvocatura, fossero iscritti all’ordine degli avvocati da più tempo e soprattutto conoscere il loro curriculum vitae e la loro esperienza – è la richiesta di Francesco Carotenuto –  Vogliamo augurarci che la scelta non ricada da logiche parentali o di tornaconti elettorali da dover saldare, perché sarebbe mortificante”. E sulla scia del M5S: “Chiediamo lumi e soprattutto aspettiamo di conoscere gli altri candidati esaminati dal Sindaco e relativi curriculum, così da poter sgombrare dubbi e perplessità che, alla luce di tutto ciò, sono inevitabili”. Oltre all’Avvocatura, anche la scelta di Gaetano De Lorenzi alla guida di Scafati Solidale è stato frutto di una valutazione di curriculum e colloqui diretti con il primo cittadino: “Ci sembra evidente che, qualora si possa parlare di trasparenza e correttezza, il primo cittadino a questo punto dovrebbe pubblicare e far conoscere i nomi e le storie degli altri concorrenti al “colloquio” e rispettivi curriculum – conclude Carotenuto – perché se è vero che la scelta è di nomina fiduciaria, è altrettanto vero che non si può sbandierare la trasparenza e la meritocrazia solo quando fa comodo”.

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