Scafati. Inchiesta sul canale Bottaro: “Una vergogna in pieno centro”, tutte le inadempienze.

Scritto da , 29 Gennaio 2016
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Di Adriano Falanga

“Finché non finisce questa vergogna, Scafati non sarà mai un paese accettabile”. Una frase e una foto, e sul social network fioccano i consensi, centinaia. Gli scafatesi si chiedono come può essere possibile che in pieno centro il canale Bottaro si sia trasformato in palude nell’indifferenza non solo delle istituzioni, ma anche di partiti e associazioni. Ogni tanto un proclama, la minaccia di un esposto, ma atti veri e soprattutto concreti non sono stati portati avanti. “Al centro della città, vergogna, si fanno solo chiacchiere, basta, vogliamo fatti non parole, poveri figli nostri, l’aria è irrespirabile” così la signora Anna, mentre per Claudio: “la cosa che mi fa più rabbia è che la colpa è sempre di qualcun altro. Tra un po’ si pagherà anche la tassa sul Consorzio di Bonifica”. Già, perché la manutenzione del canale Bottaro e della “Traversa Di Scafati”, le famose “chiuse sul ponte”, è competenza del Consorzio, che ultimamente naviga pure in cattive acque economiche. Un ente in difficoltà, che in molti vogliono chiudere. “Io proporrei delle giornate ecologiche sull’ educazione e il rispetto del fiume e capire la sensibilità del popolo di Scafati per la partecipazione – la proposta di Renato – Invitare Asl e medici di base per le problematiche delle malattie che incalzano sempre più nel nostro territorio devastato dall’inquinamento atmosferico e sottosuolo. Sono pronto a lottare educatamente per il mio territorio”. Parte del canale fu dragato e bonificato sotto il commissariamento del generale Jucci, nei primi anni del 2000. Lavori che si bloccarono in quanto nacquero difficoltà nel trovare depositi idonei ad ospitare i fanghi raccolti, e gli stessi risultarono contenere tracce di amianto.

1-aliberti con cosenzaFu avviata la vagliatura e nell’ottobre del 2013 l’ex assessore regionale alla protezione civile Eduardo Cosenza (in foto con Pasquale Aliberti) dichiarava: “La mole del materiale da smaltire ha reso ancor più complicata l’attuazione del processo che era in capo all’ex commissario Jucci e che oggi è stato ereditato dall’Agenzia regionale per la Difesa del Suolo (Arcadis). La fase di vagliatura durerà sei mesi, subito dopo la ditta appaltatrice provvederà a smaltire il materiale in impianti autorizzati fuori Campania. Lo smaltimento del materiale stoccato terminerà nella primavera del 2014 – aggiungeva ancora Cosenza – quando inizierà il dragaggio del Fiume Sarno da traversa Scafati fino alla foce. Si tratta di un’opera fondamentale per la sicurezza dei cittadini che consentirà, finalmente, lo smaltimento dei fanghi depositati negli anni”. Da poco riconfermato sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti aggiungeva: “L’assessore Cosenza ci ha comunicato che, fino ad oggi, le tracce emerse a seguito di analisi effettuate con procedure nuove sono assolutamente minime. Ora il passo successivo sarà il dragaggio che arriverà al canale Bottaro nel mese di marzo (2014 ndr)”. Da allora si è tutto impantanato, una situazione stagnante come l’acqua putrida che giace sotto allo storico ponte in piazza Vittorio Veneto, su cui affacciano le finestre del Comune”. “A che punto è il grande progetto Sarno? Oltre 200 milioni di euro in buona parte fondi europei che rischiamo di perdere? Chi ci dà una risposta certa? ARCADIS? Il presidente della giunta regionale? E nel frattempo ci chiediamo: ma cosa respiriamo? È stata valutata l’incidenza sui livelli tumorali nella nostra zona?” si chiede Giuseppe Sarconio di Scafati in Movimento”. E una risposta la offre Daniela Ugliano, consigliere comunale delegato alla Sanità: “Gli uffici del Comune periodicamente sollecitano il Consorzio alla pulizia del canale e non solo, anche se lo stesso dovrebbe operare indipendentemente. Il nuovo contatto con l’ente è già avvenuto circa dieci giorni fa proprio in previsione dell’arrivo della primavera – spiega la Ugliano – Il rischio sanitario del Bottaro è lo stesso di altri tratti del tratti del Fiume”. E qui non si capisce se questa è una buona notizia o meno, perché ufficialmente non sono noti studi recenti su quanto ristagna in quell’acqua. Ma indipendentemente dal fattore sanitario (il sindaco pure è la prima autorità sul territorio) resta il fattore civiltà. E’ degno di un paese civile il permettere un simile scempio in pieno centro? E fin quando la politica, eletta e non, può limitarsi al solo scaribarile sulle competenze, di fatto girando ripetutamente la faccia dall’altra parte?

IL COMUNE CONTRO IL CONSORZIO, CONTESTATE LE BOLLETTE

2-canale-bottaroIl Consorzio di Bonifica, che nessuno vuole ma esiste ancora, viene puntualmente tirato in ballo non solo per lo scempio del Bottaro, ma anche per le esondazioni del Sarno, che grazie ad un inverno stranamente mite, non si registrano da diversi mesi. Cittadini, associazioni, comitati e pure l’amministrazione comunale ufficialmente rivendicano il diritto a ricevere il servizio per cui pagano le bollette consortili. Scafati però le contesta, e di fatto ne ha richiesto l’annullamento. Nell’aprile 2015 infatti il Comune ha notificato ricorso dinanzi alla Commissione Tributaria di Salerno avverso e per l’annullamento delle richieste di pagamento inviate dal Consorzio di Bonifica. “Riteniamo –spiegava il legale del Comune di Scafati, Germana Pagano – che l’imposizione sia illegittima in quanto, l’obbligo di contribuzione deve gravare solo sui proprietari di immobili che traggano un reale ed effettivo beneficio dalla bonifica e un incremento di valore direttamente proporzionale alle opere di bonifica ed alla loro manutenzione”. Rincarava la dose la consigliera comunale Brigida Marra: “Da statuto, sono tante le funzioni che l’ente di bonifica dovrebbe espletare tra cui, anche occuparsi di quei canali che durante la stagione invernale e non solo, sono corresponsabili delle continue esondazioni del fiume Sarno che mettono in ginocchio gli scafatesi. Noi non siamo contro nessuno ma il senso di responsabilità e la fiducia dei cittadini che ci hanno votato, merita assolutamente il nostro intervento anche attraverso azioni forti quando emergono dubbi sull’attività di un qualsiasi ente”.

QUANDO TOFALO (M5S) DISSE: “FAREMO UNA DENUNCIA IN PROCURA”

3-tofalo-fiume-300x336Sull’inquinamento del fiume Sarno, direttamente responsabile della triste situazione del Bottaro, anche il M5S, come molte altre forze politiche, si è presa la sua parte di “clamore mediatico”, salvo poi cadere nel dimenticatoio. Nel settembre del 2015, in piena campagna di produzione dell’industria conserviera, e sull’onda del malcontento dei residenti lungo le sponde del fiume Sarno e dei suoi canali, ci fu un sopralluogo del deputato grillino Angelo Tofalo, scortato dagli attivisti di Scafati in Movimento. “Nonostante ci sia stato qualche politicante (Mimmo Casciello, ndr) che ha cercato di cavalcare l’onda di questo malcontento senza risolvere però la annosa problematica e giocando sulla pelle dei cittadini. Noi siamo invece in prima linea insieme ai nostri rappresentanti per cercare di ripristinare la normalità e far pagare realmente chi inquina – facevano sapere gli attivisti – seguiranno oltre ad atti politici quali interrogazioni e sollecitazioni sia parlamentari che regionali, incontri con il Prefetto ed altri organi competenti, anche una dettagliata denuncia alla Procura della Repubblica per tutti i reati individuabili e perseguibili secondo legge”. Bello a dirsi, difficile a farsi. La denuncia attende ancora di essere firmata e non sono note interrogazioni parlamentare sul tema, fatte dopo questa data. La lunga attesa provocò l’ironia di Casciello: “Se per scrivere una denuncia alla Procura della Repubblica di Nocerà o per presentare una interrogazione parlamentare hanno finito l’inchiostro nella stampante lo dicano chiaramente lo dicano chiaramente. In caso contrario legittimamente siamo tenuti a pensare che la loro sia stata esclusivamente una delle tante passerelle politiche che di certo non risolvono il problema”. La città aspetta ancora.

 

 

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