Scafati. In consiglio comunale l’incompatibilità di Cucurachi, oltre quella di Casciello

Scritto da , 12 ottobre 2016
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Di Adriano Falanga

Nuovo ordine del giorno questa sera in consiglio comunale, si apre la procedura per la decadenza anche di Marco Cucurachi, consigliere comunale di spicco del Partito Democratico, o meglio, l’unico eletto tra le sue fila nel 2013, ed oggi in gruppo con Michele Grimaldi, Nicola Pesce, Michelangelo Ambrunzo. Non solo Casciello quindi, risultato incompatibile per il suo doppio ruolo di consigliere e vice presidente Acse, ma anche Cucurachi, “beccato” dal sindaco per una insolvenza tributaria nei confronti dell’ente. E’ infatti il piddino il consigliere che vantava quasi 20 mila euro di tributi locali non pagati, denunciato in forma “anonima” da Pasquale Aliberti nel maggio scorso, chiedendo al ragioniere capo Giacomo Cacchione di accertare ogni altro amministratore non in regola con i tributi, e quindi, come recita il Tuel, passibili di decadenza dal ruolo istituzionale. Cucurachi è stato l’unico esponente di opposizione a non firmare (7 su 8) la richiesta di apertura del procedimento per la decadenza di Casciello. Il debito originariamente denunciato è stato però ridimensionato dalla Geset, che ha attestato una insolvenza di quasi 12 mila euro. La stessa società che Cucurachi ha dichiarato guerra da diversi anni, denunciandone le inadempienze contrattuali. Salvi per il torro della cuffia gli altri “morosi”, tutti di maggioranza. Brigida Marra, debitrice in solido con il papà, ha rateizzato il proprio debito di quasi 1500 euro, ha rateizzato anche Mimmo Casciello i suoi 3770 euro, mentre ha estinto il debito di 100 euro Alfonso Pisacane.

3-mimmo-casciello-e1412015364444Curiosamente, per Casciello poteva aprirsi una doppia procedura di decadenza quindi. Non ha voluto commentare ufficialmente Marco Cucurachi, ma pare certo non averla presa bene, perché lo stesso ha contestato quanto attestato dalla Geset, aprendo di fatto un contenzioso e secondo il quale, il procedimento dovrebbe bloccarsi. Non è stato così, perché la dirigente Laura Aiello ha ritenuto opportuno comunque istruire la proposta di deliberazione. Facile prospettare uno scontro acceso in consiglio comunale, con tanto di ricorso alle vie legali. Formalmente, avviato il procedimento dall’Assise, sia Cucurachi che Casciello hanno dieci giorni di tempo per regolarizzare la loro posizione, rimuovendo la causa di incompatibilità. Toccherà pagare per il primo, rinuciare ad una poltrona per il secondo.

SALVI GLI ALTRI CHE HANNO RATEIZZATO I DEBITI

2-consiglio-comunale-scafatiErano una decina, tra consiglieri e assessori, a non essere in regola con i tributi locali, da un primo sommario riscontro. “Pignoriamo la pensione dei vecchietti e lasciamo che un amministratore che non ha mai pagato imposta sulla spazzatura venga in consiglio comunale a fare il moralizzatore” denunciò in consiglio comunale, il 16 giugno, Pasquale Aliberti, dando mandato al dirigente del settore Finanziario, Giacomo Cacchione, di effettuare ogni opportuna verifica. Sul tema c’è anche un esposto presentato da Scafati Arancione alla Corte dei Conti. “In ordine alla necessità di porre in campo tutti le azioni utili a rientrare dal deficit strutturale, si chiede la verifica di eventuali posizioni debitorie rispetto al pagamento dei tributi locali da parte degli amministratori del comune: sindaco, assessori e consiglieri” aveva scritto Aliberti al suo dirigente. Una prima lista portò un saldo di circa 50 mila euro, poi, vista l’insistenza di Aliberti, c’è stata una corsa alla regolarizzazione. C’è chi ha rateizzato, chi ha pagato e chi invece ha avuto sgravi. Alla fine sono rimasti solo quei 12 mila euro scarsi di Marco Cucurachi, secondo il quale però non sarebbero dovuti. Per capirci di più, dobbiamo citare l’art.63 del Testo Unico Enti Locali, che sancisce le cause di incompatibilità di sindaco, consigliere comunale e assessore. Queste comportano, qualora non rimosse, la decadenza dell’eletto. Al comma 6 è testualmente scritto: “sono incompatibili coloro che, avendo un debito liquido ed esigibile, verso il comune ovvero verso istituto od azienda da esso dipendente, è stato legalmente messo in mora ovvero, avendo un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei riguardi di detti enti, abbia ricevuto invano notificazione dell’avviso”.  Lo stesso articolo al comma 1 chiarisce ancora: “la pendenza di una lite in materia tributaria… non determina incompatibilità”, lascia intendere che la causa di incompatibilità non operi fino a quando la pretesa tributaria non sia stata accertata definitivamente.

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