Scafati. Immoblile confiscato al clan, nulla di fatto

Scritto da , 30 giugno 2017

Di Adriano Falanga

Cade a pezzi l’immobile di via Aquino confiscato nel 2009 al clan Sorrentino e trasferito al Comune di Scafati. Nonostante i diversi progetti nel tempo presentati, lo stabile, un grosso palazzone allo stato grezzo, è lasciato all’incuria e al degrado. Mercoledi pomeriggio gli attivisti di Scafati Arancione sono stati sul posto per un sopralluogo. <<Otto anni in cui nulla è stato fatto per riconsegnare questo spazio ai legittimi proprietari: gli scafatesi tutti. Otto anni in cui si è tergiversato, gettando alle ortiche una programmazione europea e relativi pon senza che si spendesse un solo centesimo per il riutilizzo sociale del bene in questione>>. Così Francesco Carotenuto, portavoce degli arancione. L’iniziativa, spiega Carotenuto, ha un duplice scopo: <<in primo luogo informare la commissione straordinaria del bene (e di altri 20) presente sul nostro territorio, provando a concertare un modus operandi che possa portare nel breve periodo allo studio di un progetto di riutilizzo. Dall’altro lato sollecitare l’agenzia nazionale dei beni confiscati al commissariamento dello stesso, così come prevede il codice dell’antimafia in caso di inutilizzo>>. Commissariare e intercettare fondi dedicati, secondo gli attivisti di centrosinistra è possibile: <<Ben cento milioni sono previsti dalla nuova programmazione 2014-2020 sul tema della legalità e delle confische e proprio rispetto a questa opportunità chiediamo ci si attivi per dare segnali forti e inconfutabili della volontà dello Stato di mostrare la propria forza e autorità, consegnando spazi e beni, come quello in via Aquino, alla disponibilità della collettività tutta. Nella fattispecie, con particolare riguardo a questo bene, noi immaginiamo la costruzione di un verde attrezzato, una piazzetta con giochi per bambino, uno spazio per un mercatino a km 0 o per esperimenti di orti sociali>>.

2-bene confiscato In passato il Comune di Scafati aveva provato a dare in gestione il bene all’associazione Libera. Un invito però rifiutato per questioni logistiche, come spiegava Riccardo Christian Falcone responsabile beni confiscati del coordinamento provinciale. <<Abbiamo chiarito al Sindaco che Libera non gestisce direttamente i beni confiscati ma che si pone unicamente come soggetto facilitatore, accompagnando Enti e realtà del terzo settore nei processi di riutilizzo sociale>>. L’amministrazione Aliberti in passato riuscì ad intercettare fondi dedicati tramite il progetto “you and me” destinati alla messa in sicurezza della struttura. Soldi però dirottati per la costruzione di “camerini” presso l’istituzione Scafati Solidale. <<Ci auguriamo che la commissione abbia a cuore questo tema che ben si sposa con la loro missione: il ripristino della legalità>> è l’appello di Francesco Carotenuto.

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