Scafati. Il tête-à-tête delle due Dia. Continuano le indagini dell’antimafia

Scritto da , 23 febbraio 2016

Scafati. Aumenta in città il pressing della Dia. Continua il via vai degli inquirenti dagli uffici comunali, sono decine le persone che vengono ascoltate sia dal gruppo di Salerno che di Nocera. In queste ore è stato ascoltato anche un ex presidente della Scafati Sviluppo, alla Dia sarebbero stati assegnate anche i procedimenti legati alla decadenza e del proiettile a casa del presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola. Nell’ultimo periodo si è fatta sempre più pressante l’azione in città della Direzione Distrettuale Antimafia. Lunedì scorso gli inquirenti erano tornati negli uffici del comando di polizia municipale, in particolare sarebbe alta l’attenzione sulle continue proroghe ad una ditta di vigilanza privata che si occupa della sorveglianza di alcuni edifici pubblici. Nello scorso fine settimana la presenza era stata assidua negli uffici comunali della ex manifattura di via Diaz, ieri la settimana è iniziata con la visita al terzo piano di Palazzo Meyer, dove ha sede la Ragioneria, diretta da Giacomo Cacchione. Continue acquisizioni di atti, controlli mirati al fine di incrociare i dati già in possesso al fine di riscontrare eventuali anomalie nella gestione della macchina amministrativa. Gli uomini della Dia avrebbero chiesta l’intera documentazione riguardante gli affidamenti diretti partendo dal primo mandato Aliberti e l’esatta cronologia dei pagamenti legati alle procedure negoziate e gli affidamenti diretti senza gara. L’inchiesta che vede indagati finora il sindaco Pasquale Aliberti, la moglie consigliere regionale Monica Paolino, il fratello del primo cittadino, Nello Aliberti, lo staffista Giovanni Cozzolino e la segretaria Immacolata Di Saia, si starebbe allargando agli anni precedenti la prima fase dell’indagine, in principio l’indagine riguardava il periodo dal 2010 al 2015. Era l’alba del 18 settembre scorso quando furono notificati ai cinque gli avvisi di garanzia per reati che andavano a vario titolo dall’associazione di stampo mafioso, allo scambio di voti politico/mafioso alla concussione e per abuso di ufficio. Il lavoro degli inquirenti prosegue a 360 gradi, oltre alla documentazione sono decine le persone informate sui fatti ascoltate ultimamente, politici e non solo. Tra questi anche un imprenditore ex presidente della società di trasformazione urbana Scafati Sviluppo che si occupa della riqualificazione industriale della ex copmes. Anche i fascicoli legati alle indagini sulla vicenda decadenza, potrebbero provare l’inquinamento della macchina amministrativa, e gli incartamenti della denuncia sull’episodio  che vide il presidente del consiglio comunale, Pasquale Coppola, vittima di un tentativo di intimidazione attraverso il recapito presso il suo domicilio di un proiettile calibro 7.65 sono finiti sulla scrivania della direzione distrettuale antimafia, che ne avrebbe avocato la competenza. Di pari passo prosegue l’attività della Prefettura di Salerno che è in continuo contatto con la DIA per seguire alcune vicende del territorio salernitano, sarebbe massima l’attenzione per il caso Scafati. Il sindaco Aliberti di canto suo sarebbe riuscito a spingere affinché si allentasse la pressione dei vertici romani di PD e soprattutto di NCD sull’invio a breve termine di una commissione di accesso agli atti in città. A favorire l’allentamento della pressione ci avrebbe pensato sia l’incontro avvenuto un paio di mesi orsono con Denis Verdini, che i continui incontri con il sottosegretario del ministero degli interni, Gioacchino Alfano. Nel primo caso a fare da filo conduttore, sarebbe stato il senatore di Terzigno, Mimi Auricchio e il padre di un consigliere comunale di maggioranza , mentre con il sottosegretario Alfano di Sant’Antonio Abate sarebbero state fondamentali  le parole spese, a favore di Aliberti, da un imprenditore abatese. Dal canto suo, la prefettura, prima di decidere per l’invio di una commissione prefettizia in città, starebbe vagliando scrupolosamente il voluminoso fascicolo riguardante Scafati, tante le missive di accuse tra i consiglieri comunali di entrambi gli schieramenti pervenute negli uffici di Piazza Ammendola, il neo Prefetto Malfi starebbe decidendo sul da farsi. Resta in città la difficoltà degli impiegati comunali a lavorare in questo clima di tensione e poca serenità.

Gennaro Avagnano

Gli inquirenti dell’antimafia, durante le loro continue visite al comando di polizia locale, avrebbero puntato la loro attenzione su un appalto in particolare: la sorveglianza privata degli edifici pubblici. La gara che  affidò la sorveglianza di alcuni edifici pubblici ad una ditta di Scafati, risale al 2009 e doveva avere una durata biennale, ma dal 2011 si è provveduto ad una serie di proroghe.  Gli importi nel frattempo sarebbero aumentati perché  numerosi edifici da sorvegliare, che erano previsti nel capitolato di appalto, non sarebbero più nel patrimonio comunale . Di queste continue proroghe se ne è discusso la settimana scorsa  nella commissione comunale per il commercio . L’argomento era stato sollecitato dal consigliere comunale Michelangelo Ambrunzo il quale chiedeva spiegazioni sui continui rinnovi sempre alla stessa ditta di vigilanza. Il consigliere Ambrunzo  in commissione ha espresso tutte le sue perplessità sulle proroghe e sul calcolo degli importi del servizio, a nulla sono valse i tentativi di giustificazioni del consigliere Del Regno che cercava di trovare una giustificazione plausibile alle procedure adottate . In commissione si è appreso dal dirigente dei Servizi al Territorio che a breve sarà indetta una nuova gara per affidare la sorveglianza delle strutture comunali. Il consigliere comunale Ambrunzo ha comunque ribadito la necessità di ascoltare in commissione il comandante della polizia locale che avrebbe avallato le procedure di proroga per chiedere delucidazioni in merito. “Non credo sia normale prorogare all’ennesima potenza un appalto di questo tipo. Per adesso non abbiamo avuto risposta del perché di questa continua proroga ma ci hanno solo detto che l’appalto é in corso. Noi vogliamo maggiore trasparenza da questa amministrazione” dichiara Michelangelo Ambrunzo.

Gennaro Avagnano

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