Scafati. Il sindaco pronto a lasciare Forza Italia per confluire a Noi con Salvini?

Scritto da , 1 marzo 2016
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Di Adriano Falanga

Le ultime dichiarazioni di Pasquale Aliberti su Islam, Unioni Civili e ronde hanno avuto un sapore forte, secondo alcuni di stampo populistico, non idonee al ruolo istituzionale che ricopre. Un sindaco è sindaco di tutti, e non dovrebbe assumere posizioni tipicamente di partito, o dal contenuto strettamente ideologico. Almeno questo è quanto pensano i suoi detrattori e contestatori. Eppure, il primo cittadino scafatese non è di certo l’ultimo arrivato e la sua lunga esperienza, sia come uomo di partito che come uomo di comunicazione, dovrebbe indicargli bene che su certi argomenti a parlar chiaro si rischia di perdere consensi, oppure a conquistarne altri. In realtà dietro la “deriva tutta a destra” di Aliberti c’è una volontà precisa, ed è quella di sposare una fascia di elettorato oggi orfana. La destra post missina ad esempio, non ha leader credibili, che non siano dei “riciclati” provenienti dal Msi prima, passando poi per An e Pdl. Mettici poi la profonda crisi di Forza Italia, amplificata in provincia di Salerno, dove è quasi scomparsa, e mettici il largo consenso che in Italia sta ricevendo la “nuova” Lega di Matteo Salvini. I leghisti hanno abbandonato il sogno di un’Italia divisa in tre, e hanno abbracciato l’ideologia nazional conservatrice, che tanto piaceva ai missini e ad una larga fetta di elettori di Alleanza Nazionale. E questo movimento in provincia di Salerno ha trovato casa presso Mariano Falcone, che i passaggi dal Msi al Pdl, passando pure per Fdi, li ha fatti tutti. Falcone è stato anche consigliere comunale con Pasquale Aliberti, ed è colui che dopo l’inno nazionale in consiglio comunale amava salutare con il braccio teso, tipico dei fascisti. Tra Falcone e Aliberti c’è un rapporto d’amicizia mai assopito e mai rinnegato, neanche quando l’attuale leghista del sud passò in Fratelli D’Italia del grande nemico alibertiano Edmondo Cirielli. Oggi Falcone guida su scala provinciale il movimento “Noi Con Salvini”, il braccio meridionale della Lega Nord. I salviniani incarnano bene la destra estrema che Fini prima e Berlusconi dopo hanno allontanato per il sogno di costruire la casa dei “moderati”. Ed è a questo movimento che il sindaco di Scafati sembra guardare con interesse.

2-falconeNoi Con Salvini gli aveva già promesso sostegno nel caso di elezioni anticipate in epoca di decadenza, una lista costruita braccio a braccio con Falcone. La quasi certezza di almeno un consigliere comunale, e poi? E poi il sogno romano di Aliberti, una candidatura alla Camera dei Deputati con il movimento salviniano. Tutti gli elementi portano a questa considerazione. Il primo cittadino dopo la débâcle provinciale di Forza Italia alle ultime elezioni regionali è stato “confinato” dal suo partito, che lo ha accusato di essere responsabile della mancata rielezioni di Stefano Caldoro, in quanto la lista da lui composta sarebbe stata plasmata in modo tale da permettere la sole (e certa) rielezione della moglie Monica Paolino. E così è stato, una scelta che ha irritato Mara Carfagna, dopo che la stessa aveva dato le “chiavi del partito” al sindaco di Scafati, unico vero leader forzista in provincia di Salerno. Una leadership conquistata con i voti, ma che in Forza Italia poco conta, rispetto al gradimento personale detenuto presso il papà Silvio Berlusconi. Aliberti, certo di decadere e ricandidarsi, aveva anche già preparato un cartello di liste civiche, senza il simbolo del partito in cui milita fin dal 1994. Sfumata la possibilità di un terzo (e magari quarto) mandato sindacale, e isolato da Forza Italia, Aliberti avrebbe puntato su Noi Con Salvini per aspirare ad arrivare ad occupare uno scranno a Montecitorio. La nuova legge elettorale voluta da Matteo Renzi è chiara, liste libere con preferenze, il solo capolista bloccato. E siccome nel collegio salernitano a Forza Italia attualmente viene profetizzato un solo seggio, e chiaro che questo andrà al capolista, deciso dal partito. E chi è il candidato salernitano intoccabile per Silvio Berlusconi? Mara Carfagna, ovviamente. Pasquale Aliberti sa bene che con Forza Italia ha oramai una porta chiusa, mentre la partita potrebbe giocarsela con i salviniani del sud. Da qui il “matrimonio” con Noi con Salvini, benedetto da Mariano Falcone, che non ha certamente ambizioni romane.

ECCO TUTTE LE CONVERGENZE CON IL LEADER DELLA LEGA

Islam, unioni civili e ronde, sono questi i tre principali temi su cui si fonda l’attività politica di Noi Con Salvini, e su cui Pasquale Aliberti non ha mancato di garantire pieno sostegno. Sull’Islam il primo cittadino non ha propriamente rilasciato dichiarazioni forti, anzi, ha diverse volte evidenziato come le politiche sociali attuate dal suo sindacato siano destinate a tutti, immigrati compresi. Chiaramente, purché regolari. Si è però espresso contro l’approvazione di una precisa mozione sul tema da parte del Pd, sottolineando anche il suo no a concedere locali comunali alla folta comunità musulmana scafatese. “Abbiamo già difficoltà nella ricerca di locali, non abbiamo le risorse”, si giustificò il primo cittadino in consiglio comunale.

1-post alibertiQuanto alle Unioni Civili, quella di Aliberti è una vera crociata contro. I suoi sono anatemi, più che opinioni. “Il Pd, gli Arancioni e i cinque stelle, con una semplice raccolta di firme, mi vogliono far istituire a Scafati un registro per le unioni civili. Le uniche unioni che riconosco sono tra uomo e donna. Queste sono già possibili. Per altri tipi di unioni ci pensasse Renzi a fare norme contro natura. La famiglia è sacra” disse a Giugno 2015 mentre pochi giorni fa si è reso protagonista di una forte e accesa polemica con i contatti del suo account su Facebook. “Il Governo annuncia di aver raggiunto l'accordo sulle ‪‎Unioni Civili. Presto in Italia cambierà il concetto di ‪‎famiglia. In un paese che diventa moderno, come dice ‪‎Renzi, io preferisco essere un rivoluzionario romantico che continua a difendere i banali ‪‎principi di natura”, una normale opinione i potrebbe dire, se non fosse che fu accompagnata da una foto molto forte, che ritraeva due omosessuali in abiti (o costumi) particolari, durante un Gay Pride e la scritta “mamma e papà”. “La foto sarà forte ma non cambia il mio concetto di famiglia – aggiunse Aliberti – Non sono contro gli omosessuali ma per la famiglia naturale. Amatevi ma lasciateci credere ancora che una famiglia si compone di un uomo e una donna”. Terzo step, la piena apertura alla proposta di istituire i “volontari per la sicurezza” (comunemente dette ronde) promossa da Noi con Salvini. “Non dobbiamo avere paura, non è una questione di termini, se chiamarle ronde o sentinelle – spiegava il sindaco ad un convegno salviniano – Meno tagli ai nostri comuni, più investimenti sui nostri territori e più forze dell’ordine perché siamo in difficoltà, ma quando lo Stato non c’è…”. Ronde utili secondo Aliberti: “anche a segnalare la presenza delle lucciole a Bagni, in quegli orari che la nostra Polizia Municipale non può coprire, o per segnalare episodi di bullismo”. Insomma, di necessità, virtù.

NEL CASSETTO ANCHE IL PIANO B: ACCORDO CON DENIS VERDINI

denis verdiniPasquale Aliberti avrebbe nel cassetto anche il piano B. Nel caso dovesse fallire il matrimonio con Noi Con Salvini, c’è pur sempre l’ex coordinatore di Forza Italia Denis Verdini, che con il suo Ala starebbe cercando di mettere radici anche sui territori. Altrimenti, serve a ben poco avere un nutrito gruppo di parlamentari, tutti eletti con il sistema delle liste bloccate e in partiti come Forza Italia, di fianco a Silvio Berlusconi. L’Italicum ha visto il ritorno alle preferenze, e quindi bisognerà giocarsela sui territori. E chi non gode di una percentuale nazionale a due cifre, rischia seriamente di non rimettere piede a Montecitorio, Gianfranco Fini docet. Il primo cittadino ha già incontrato Verdini diverse volte, e questi non avrebbe mostrato disinteresse, anzi. Dalla sua parte Aliberti ha la forte e decisa sponsorizzazione di Domenico Auricchio, ex sindaco di Terzigno, oggi senatore di Ala con Denis Verdini. I due si conoscono da tempo e a far da ponte anche imprenditori scafatesi, che avrebbero buoni rapporti con entrambi. Auricchio da solo però non basta, ad ostacolare il sodalizio ci sono altri due senatori di Ala, Pietro Langella ed Eva Longo. Il primo, eletto come Auricchio nella circoscrizione di Napoli, è originario della vicina cittadina di Boscoreale, e cugino, da parte di mamma, del presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola. Langella avrebbe chiaramente posto il veto, anche su sollecito del suo cugino scafatese, ritenuto dagli alibertiani il primo responsabile della mancata decadenza. A rafforzare il no di Langella anche Eva Longo, salernitana e fin dai tempi di Forza Italia poco incline a mostrare simpatie verso Pasquale Aliberti. Altra incognita, il sostegno del gruppo al governo Renzi.

 

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