Scafati. Il Comune non paga l’Acse: “gestione fallimentare”

Scritto da , 4 aprile 2016
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Di Adriano Falanga

Il Comune non paga l’Acse, questa non solo accumula debiti, ma parte di questi li gira (sotto forma di interessi per ritardato pagamento) allo stesso Comune, che a sua volta gira tutto sulle tasche dei cittadini, nel momento in cui si andrà a determinare la quota per la Tari. Una girandola finanziaria che penalizza il povero contribuente scafatese, proprio nel momento in cui la Geset è arrivata a bloccare i conti correnti, anche di pensionati e monoreddito, non in regola con i tributi comunali. Al 14 marzo l’Acse presenta un saldo a credito nei confronti del Comune di Scafati di quasi 5,5 milioni di euro, e così crescono i debiti nei confronti di fornitori ed enti. “Una difficile situazione finanziaria pregressa – scrive il presidente della partecipata Eduardo D’Angolo nel verbale del 15 marzo – a cui si aggiungono le basse rate mensili versate dal Comune di Scafati che coprono a malapena un quarto del minimo indispensabile per assicurare la copertura delle spese vive correnti”. Il cda nella sua relazione è chiaro, e sottolinea che “non si potrà andare lontano senza poter scongiurare il blocco di alcune attività, quali lo spazzamento stradale e la raccolta dell’umido”. Secondo i vertici la società ha necessità di circa 800 mila euro mensili per coprire la spesa corrente, di contro Palazzo Mayer versa mensilmente (nel 2016) poco più di 200 mila euro. La notizia gira sul web e provoca l’indignazione degli scafatesi: “a questo punto perché paghiamo l’imposta, se il Comune non versa la quota all’Acse?” si chiedono. Polemiche anche dalla sede del Partito Democratico: “in una città dove si paga l’aliquota più alta della Provincia i cittadini rischiano non solo di vedere sospesi i servizi essenziali ma anche di pagare interessi, more e sanzioni. Quanto e per quanto tempo ancora dovranno essere i cittadini a pagare il prezzo di una gestione fallimentare, sotto tutti gli aspetti, della cosa pubblica qui a Scafati?” si chiede la segretaria Margherita Rinaldi. “Quanto impiegheremo a smaltire l’eredità che l’amministrazione Aliberti, oramai al capolinea, ci lascia? Prima chiuderemo questa brutta pagina della nostra storia e prima potremo cominciare a ricostruire sulle macerie che ci ritroviamo” conclude l’esponente dei democrat.

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