Scafati. I vigilini: “girare da soli in città è pericoloso”

Scritto da , 21 marzo 2017

Di Adriano Falanga

Ausiliari del traffico sul piede di guerra: <<girare da soli mette a rischio la nostra incolumità, Scafati è una città insicura e noi ausiliari della sosta viviamo sulla nostra pelle l’emergenza sicurezza>>. I vigilini scafatesi in servizio alla Publiparking ancora non hanno firmato il rinnovo contrattuale, in scadenza tra qualche mese. La società che gestisce per conto dell’Acse il servizio di sosta a pagamento ha apportato alcune modifiche al piano di lavoro, aumentando le zone e rimodulando di conseguenza i turni degli operatori. Ciò si è reso necessario a seguito della rinegoziazione della convenzione stipulata con l’Acse, o meglio dopo che la stessa società ha vinto la gara d’appalto lo scorso anno. Cambiano i rapporti, anche economici, con il gestore del servizio, e di conseguenza la società guidata dall’amministratore delegato Luigi Monti, ha dovuto rivedere l’organizzazione del servizio. Tra il precedente gestore, la milanese Aipa e l’Acse, c’era in essere una convenzione da 100 mila euro l’anno a forfeit. Una cifra certamente vantaggiosa per l’Aipa. Alla scadenza del contratto (novembre 2014) il consiglio comunale decise di dare il benservito all’Aipa, di fatto affidando il servizio, nelle more della gara d’appalto, alla Publiparking, scelta tra una rosa di diverse aziende concorrenti. La società si fece carico anche della cooperativa posteggiatori, che si occupava della manutenzione strisce e parcometri, e dei 12 vigilini in forze all’Aipa (assunti nel 2009). Fino ad oggi il rapporto di lavoro tra società e ausiliari è sempre stato tranquillo, fino al nuovo piano di lavoro, che di fatto aumenta le zone di controllo e introduce l’obbligo per gli ausiliari di girare per la zona assegnata da soli, e non più a coppia. Una decisione assolutamente non accettata dai vigilini, perché a loro dire li espone pericolosamente alla mercé di indisciplinati e automobilisti violenti. <<Quotidianamente abbiamo a che fare con ogni tipo di automobilista, che in molti casi non gradisce mai una multa>> spiega un addetto alla sosta. Da prassi, la multa non scatta mai immediatamente, ma viene lasciata una tolleranza di 15 minuti. <<Girare in due ci fa sentire più sicuri, perché in caso di aggressione, come già molte volte capitato, chi è presente può essere sempre da testimone oppure intervenire per sedare gli animi – continua uno dei 12 ausiliari – mentre stando da soli siamo totalmente in balia dei violenti>>.

3-strisce_blu_Le aggressioni agli addetti non sono fenomeni sporadici ma anzi, esistono delle zone cittadine dove diventa impossibile elevare una multa. Sono quelle zone con un alto tasso di microdelinquenza oppure dove vivono “capoccioni” legati alla criminalità organizzata. Non solo: <<spesso abbiamo a che fare anche con donne molto irascibili o semplici avventori di negozi che proprio non gradiscono l’obbligo del grattino. Ma noi non abbiamo responsabilità, eseguiamo solo ordini di servizio. E’ il nostro lavoro>>. E del resto, la Publiparking non è certamente una onlus, ma una società privata che dal servizio deve soddisfare la convenzione con il Comune tramite la partecipata Acse e ricavarne un guadagno. Una soluzione potrebbe essere l’assunzione di nuova manovalanza, in quanto oggi a vigilare l’intero territorio sono rimasti in 9. A detta gli ausiliari troppo pochi per il numero di zone, e per poter girare in coppia come avviene ancora oggi. La Publiparkng l’ha spuntata lo scorso anno su altre quattro imprese del settore riconoscendo un rialzo del 70% sul canone annuale previsto dal capitolato d’appalto, che era di 50 mila euro, più un ulteriore 70% sul 5% di aggio riconosciuto al Comune, in proporzione all’effettivo incasso annuale. Alla Publiparking anche l’onere della manutenzione delle strisce blu e dei parcometri. Durato dell’appalto 5 anni prorogabile per altri tre. L’Acse ha stimato in quasi 3 milioni di euro l’incasso totale, quindi, applicando l’aggio del 5% garantito (di base) si stima un introito per la partecipata scafatese di 150 mila euro a cui si aggiungono i 5 anni di canone (a 85 mila euro l’uno) per un totale di quasi 600 mila euro quinquennali, una cifra che però può salire qualora gli incassi siano superiori alle previsioni. Cosa ben diversa dai centomila euro annui che l’Aipa versava al comune di Scafati, indipendentemente dagli incassi effettivi. Da qui la necessità per l’azienda di rivedere gli ordini di servizio.

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