Scafati. I revisori: “rivedere contratto con Geset e farmacie comunali. Necessario vendere beni”

Scritto da , 1 giugno 2017

Di Adriano Falanga

“Effettuare la valorizzazione dei beni patrimoniali verificando quelli disponibili alla vendita”. Il collegio dei revisori del Comune di Scafati propone alla commissione straordinaria la drastica misura di vendere parte del patrimonio immobiliare onde far fronte al disavanzo amministrativo e salvaguardare gli equilibri finanziari. Naturalmente si renderà necessario anche il contenimento della spesa del personale e delle spese non necessarie. L’obiettivo è ripristinare il pareggio di bilancio. Come è oramai noto, a portare l’ente sull’orlo del default, dopo essere uscito dalla fase di pre dissesto, sono i debiti fuori bilancio. In particolare gli oltre 10 milioni di euro (5 già notificati) frutto del fallimento dei Pip. Una somma che palazzo Mayer è chiamata a pagare a seguito delle sentenze, tutte esecutive, a favore degli espropriati terrieri mai rimborsati. Un disavanzo di amministrazione che sfiora i 33 milioni di euro e che il piano di riequilibrio già approvato dalla triade prevede di ripianare in dieci anni. Una condizione difficile, che pone il divieto per l’Ente di assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti dalla legge. Il collegio dei revisori, composto dal ragioniere Andrea Sicignano (presidente) e dai dottori Marco Calenzo e Fedele Del Vecchio (componenti), nella sua relazione al Rendiconto di gestione 2016, oltre a suggerire di vendere parte degli immobili, suggerisce anche di “effettuare una revisione dei fitti attivi rendendoli quanto più congrui ai valori di mercato”. Qui ricorderemo lo scandalo “affittopoli”, che ha portato a scoprire il vaso di Pandora sulla gestione degli immobili di edilizia residenziale pubblica. Non solo, i revisori chiedono anche di rivedere i contratti in essere per servizi esterni, citando espressamente la convenzione con la Geset, che di sola riscossione Tari costa oltre un milione di euro. Un contratto in scadenza il prossimo anno, con ogni probabilità non rinnovato, considerato l’orientamento dei commissari ma anche le forti pressioni del mondo politico in tal senso.

BILANCIO 2016, le IRREGOLARITA’

bilancioA seguito dell’attento riscontro del bilancio 2016, il collegio dei revisori contabili del Comune di Scafati ha evidenziato 4 punti ritenuti “gravi irregolarità contabili e finanziarie e inadempienze”. Primo punto è il fondo incentivante il personale dipendente e dirigente (il cosiddetto fondo salario accessorio). I revisori hanno accertato la regolarità della copertura finanziaria, ma hanno sollevato critiche riguardo gli obiettivi previsti, che non rispecchiano i dettami della legge di riferimento, in quanto generici, privi di qualità e non meglio indicati. Punto secondo ci sono le spese per autovetture. Nel 2016 il Comune ha impegnato per l’acquisto, la manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture oltre il 30% delle spese sostenute nel 2011. Sono escluse da questo limite le spese per le autovetture istituzionali di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. L’Ente ha speso 31 mila euro anziché 21 mila, superando di 10 mila euro il tetto massimo. Terzo punto critico è la spesa impegnata per l’acquisto di mobili e arredi. Nel 2016 superato del 20% il tetto di spesa prefissato in poco più di 6 mila euro, arrivando a circa 7.500 euro. Ultimo punto, certamente il più critico, sono i debiti fuori bilancio emersi dopo la data di chiusura dell’esercizio. Oltre ai già noti milioni di euro legati al Pip, si sono aggiunte somme anche da altri settori, tra cui l’energia elettrica, manutenzione, prestazioni professionali ecc. Il totale supera gli 8 milioni di euro.

FARMACIE, VERSO L’ADDIO AL CONSORZIO

CFILa decisione della commissione straordinaria di rivedere gli orari delle farmacie comunali, eliminando il servizio notturno offerto dalla struttura in via Pertini, ha un suo fondamento. Il suggerimento arriva infatti dal collegio dei Revisori, che nel loro parere al rendiconto di gestione 2016, suggeriscono chiaramente di “verificare la possibilità della vendita delle società partecipate, in particolare le farmacie comunali che arrecano un utile alquanto esiguo rispetto al valore patrimoniale”. Insomma, avere il 40% dell’intero capitale del Consorzio Farmaceutico Intercomunale renderà anche un servizio pubblico, ma a stento si riescono a coprire le spese. Da qui la seria possibilità che entro fine anno la commissione straordinaria composta dal prefetto Gerardina Basilicata, e dai componenti Maria De Angelis e Augusto Polito, possa decidere di lasciare l’ente, cedendo la sue quote. Una possibilità concreta, considerato l’invito alle farmacie private di partecipare ad un tavolo di confronto per “assorbire” i servizi resi dalle farmacie comunali, che la legge impone già anche alle private. Una chiamata “alle proprie responsabilità” a dirla in parole semplice.

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