Scafati. Helios, si allontana la data del consiglio comunale

Scritto da , 28 settembre 2016
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Di Adriano Falanga

Il prossimo consiglio comunale ha già tutte le caratteristiche per essere una seduta importante, di quelle aspramente combattute. L’Assise è stata chiesta con urgenza da una fetta di consiglieri di minoranza per discutere in maniera approfondita della questione Helios. Difficile però stabilire la data, o almeno lo diventa nel momento in cui la si vuole concertare con i capigruppo. Lunedi sera infatti i rappresentanti delle forze consiliari di maggioranza, tranne Diego Del Regno, hanno disertato la riunione con il presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola. “Non siamo riusciti a verbalizzare nulla” spiega Coppola, anticipando la probabile seduta intorno al 10 ottobre. Una data importante, considerato che quattro giorni prima ci sarà la pronuncia del riesame di Salerno sulla richiesta di custodia cautelare emessa dal pm dell’antimafia Vincenzo Montemurro, nei riguardi dei fratelli Pasquale e Nello Aliberti. Richiesta già respinta a giugno dal Gip Mancini. “Sfilano davanti ai cortei per la tutela dell’ambiente, fanno proclami e messe in posa, ma all’atto pratico disertano la conferenza dei capigruppo. La verità è che questa maggioranza vuole cacciare via la Helios a chiacchiere solo sui giornali, ma non sembra esserne convinta alla prova dei fatti. Come a difendere il conflitto di interessi del sindaco, che ha un rapporto lavorativo con l’azienda” la polemica di Giuseppe Sarconio, Scafati in Movimento. Si difende Mimmo Casciello, tra i consiglieri l’unico a vivere in zona: “Premesso che la data del consiglio la stabilisce il presidente Coppola, la mia era un’assenza giustificata per un incontro in Provincia ed ero in contatto telefonico con il Consigliere Diego Del Regno”. L’alibertiano non ci sta, e spiega anche il suo punto di vista: “Negli ordini del giorno a parte la problematica Helios gravissima da affrontare in tempi Brevi, si poteva fare un consiglio solo su questo prima, c’era anche la mia decadenza per la questione Acse, ma c’era anche la decadenza di qualche Consigliere Comunale moroso nei confronti del Comune. Cosa anch’essa grave – puntualizza Casciello, che rilancia – mi chiedo: Forse si è voluto allungare i tempi per favorire gli amici consiglieri? La verità non è sempre quella che si vuol far credere”. E non ha tutti i torti il consigliere di maggioranza, perché i muri di palazzo Mayer raccontano di una certa frenesia tra gli uffici comunali. Da un lato i consiglieri a rischio decadenza, dall’altro i dirigenti che si rimpallano la responsabilità su chi deve preparare il deliberato. L’elenco dei consiglieri comunali, una decina, che messi assieme hanno circa 50 mila euro di debito verso l’ente che amministrano, è stato da tempo stilato dal ragioniere capo Giacomo Cacchione. Poi la girandola tra le competenze, fino a quando Coppola non ha chiesto il parere alla segretaria comunale Immacolata Di Saia, che però ha rimbalzato tutto a Cacchione, nella sua qualità di dirigente dell’area Finanziaria. E’ lui, secondo la Di Saia, che deve preparare la proposta di delibera, mentre il procedimento per la decadenza risulta essere già avviato dalla dirigente Area Servizi al Cittadino, Laura Aiello. Intanto c’è chi corre agli sportelli Geset per regolarizzare la sua posizione, chi invece la contesta, chi cerca la rateizzazione. Perché non è il solo Mimmo Casciello a ritrovarsi nelle condizioni di incompatibilità, per il suo doppio ruolo di consigliere comunale e vice presidente Acse. E se incompatibilità deve essere, lo sia per tutti.

Adriano Falanga

GLI INCOMPATIBILI

1-consiglio-comunale-scafati-e1412806648769Il documento è stato preparato dal ragioniere capo Giacomo Cacchione su richiesta ufficiale del primo cittadino, in data 26 maggio. I nomi dei furbetti delle tasse non sono stati resi noti per questione di privacy, sono però noti alcuni dettagli. La cifra totale, tra Tari ed Ici, supera i 50 mila euro.  In quella lista tra le fila della minoranza (quella emersa dal voto popolare del 2013) compare il noto debito di circa 19 mila euro, ma non è il solo, perché vi sono altri debiti (calcolati fino alla Tari 2014) di 2.400, 210, 278 euro. In maggioranza la somma maggiore vede l’iscrizione a ruolo del padre di un consigliere: 9.500 euro. Seguono altri colleghi con 1.295, 5.100, 250, 500. Tra i morosi dell’Ici compaiono tutti componenti di maggioranza per euro 526, 1.129, 3.765. Per capirci di più, dobbiamo citare l’art.63 del Testo Unico Enti Locali, che sancisce le cause di incompatibilità di sindaco, consigliere comunale e assessore. Queste comportano, qualora non rimosse, la decadenza dell’eletto. Al comma 6 è testualmente scritto: “sono incompatibili coloro che, avendo un debito liquido ed esigibile, verso il comune ovvero verso istituto od azienda da esso dipendente, è stato legalmente messo in mora ovvero, avendo un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei riguardi di detti enti, abbia ricevuto invano notificazione dell’avviso”. Tradotto, è incompatibile chi non paga le tasse. Quanto alla posizione di Mimmo Casciello, secondo la segretaria comunale Immacolata Di Saia, sussistono le condizioni per la sua decadenza da consigliere comunale, in quanto, ai sensi dell’articolo 63 comma 1 del Tuel, non può sedere nel cda della partecipata Acse perché consigliere comunale in carica. Sarà chiamato a rinunciare ad un incarico l’alibertiano, che ha già annunciato di lasciare la poltrona di vicepresidente Acse.

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