Scafati. Helios, parola al Consiglio. Casciello e Marra spengono gli entusiasmi

Scritto da , 21 settembre 2016
1-helios

Di Adriano Falanga

Helios, toccherà adesso al presidente del Consiglio comunale Pasquale Coppola fissare, entro venti giorni, la pubblica Assise con al centro due importanti questioni: Helios e incompatibilità di Mimmo Casciello. Entrambi gli ordini del giorno sono stati presentati da forze di minoranza, con minimo cinque firme raccolte, così come prevede lo Statuto. Arriva così nella massima sede istituzionale la discussione sul sentito problema dei disagi scatenati dalle attività della Helios, che stocca e trasforma i rifiuti, pericoloso e non. Oltre a voler accertare eventuali responsabilità sul rilascio delle autorizzazioni tramite l’istituzione di una commissione speciale bipartisan, i cinque firmatari chiedono di implementare l’articolo 5 delle norme di attuazione del Pip, prevedendo tra le tipologie di attività non ammesse perché inquinanti e insalubri, anche il deposito e trattamento dei rifiuti. A chiederlo sono Mario Santocchio, Cristoforo Salvati e Angelo Matrone per Fdi, con gli indipendenti ex maggioranza Pasquale Vitiello e Alfonso Carotenuto. Una proposta che trova l’accoglimento anche del Pd. “A mio avviso, d’altronde, già le attuali norme del P.I.P. escluderebbero la presenza di quel sito di stoccaggio in quel contesto: chi ci ha assicurato che quella attività, nonostante i miasmi, la puzza insopportabile, le perdite di percolato, non sia nociva per la salute dei cittadini, come già stabilisce l’articolo 5?  E’ in ogni caso strano come Aliberti nelle sue campagne elettorali si sia sempre opposto alla realizzazione del P.I.P. in quell’area perché giudicato invasivo verso l’abitato e poi da Sindaco abbia permesso addirittura la presenza di una discarica. Per questo pesa come un macigno il conflitto di interessi tra il Sindaco e la sua famiglia e quell’azienda, come suona strano che il capannone utilizzato fosse in precedenza di proprietà della famiglia dell’ex Presidente dell’Acse” così Michele Grimaldi. Dovrebbe votare favorevolmente anche lo stesso presidente Coppola, con Bruno Pagano, Daniela Ugliano e Stefano Cirillo di Identità Scafatese. Questi voti già sono sufficienti per l’approvazione del deliberato. Dalla maggioranza studia il caso Roberto Barchiesi, che specifica: “chiaramente voterò tutto ciò che va nell’interesse dei cittadini”. Non si sbilanciano Teresa Formisano e Carmela Berritto: “se le norme lo permettono, voteremo sempre a favore della tutela della salute dei residenti, per noi priorità assoluta”. Stessa posizione anche di Diego Del Regno: “C’è la necessità di contemperare gli interessi dei residenti, costretti a sopportare miasmi ed immissioni varie, e quelli delle aziende che danno lavoro e rendono un servizio. Logicamente, la salute dei cittadini ha una importanza superiore ad ogni altro interesse, per questo attendo informazioni ufficiali sullo stato delle cose in via Ferraris”. Insiste nel chiedere la delocalizzazione Michele Raviotta. Nel frattempo proseguono i sopralluoghi quotidiani dei Vigili Urbani, ma ancora non sono noti i risultati. Per quanto riguarda la puzza, questa a tratti risulta attenuata, a tratti insopportabile, complice anche il vento di mare che spira dalla vicina Castellammare di Stabia, che spesso diffonde il tanfo anche per un chilometro dalla sede della Helios.

MARRA E CASCIELLO SMORZANO GLI ENTUSIASMI: norma non retroattiva

1-paolino marra casciello“Più che altro una questione di visibilità mediatica, perché, ammesso che il consiglio comunale voti la delibera, questa non può avere effetto retroattivo, e di conseguenza, non serve per mandare via la Helios”. Mimmo Casciello, consigliere di maggioranza e vice presidente Acse, vive a poche centinaia di metri dall’azienda. “Certe sere la puzza è forte anche da me – spiega – e chiaramente sono favorevole a qualsiasi iniziativa concreta per la tutela della salute e vivibilità della mia contrada, ma bisognerà capire se questa proposta sia davvero attuabile”. Non solo, secondo Casciello, che è stato anche amministratore di Agroinvest, bisognerà verificare l’esistenza di eventuali convenzioni già stipulate tra Agroinvest e aziende interessate al Pip. “Potrebbero anche esserci aziende la cui attività rientri nell’elenco delle tipologie non ammesse, e che hanno stipulato già una convenzione con Agroinvest versando il dovuto – chiarisce l’alibertiano – in questo caso ci troveremo a dover restituire loro quanto pagato, con pericolose ricadute economiche”. Insomma, più facile a dirsi che a farsi, la posizione di Casciello. Non diversa anche la veduta di Brigida Marra: “L’iniziativa di modificare l’art. 5 del PIP, nella prospettiva, è sicuramente apprezzabile per eventuali nuove aziende che potrebbero insediarsi attraverso il titolo autorizzativo della VIA di competenza regionale. Peccato, non si sia pensato ad un regolamento che andasse in questa direzione quando fu stipulata la convenzione, più di dieci anni fa, con Agroinvest – puntualizza la forzista – Oggi però ci preme la problematica che i cittadini di Cappelle ci hanno posto relativamente al Canale San Tommaso e ai probabili miasmi che sarebbero prodotti dall’azienda Helios rispetto alla quale, dobbiamo intervenire con azioni concrete che non possono risolversi purtroppo, né in consiglio comunale, né oggi con una modifica che porrebbe problemi di irretroattività”. Rilancia Brigida Marra, passando per una provocazione alle forze di minoranza. “Ho visto tanti atti arrivare in Procura, in questi anni, dalle opposizioni, mai nessuno di questi era relativo alle autorizzazioni rilasciate alla Helios, nell’ambito della conferenza dei servizi. Se il comune attraverso qualche responsabile ha agito in maniera illegittima nell’ambito della conferenza dei servizi è giusto che venga accertato e si assuma le proprie responsabilità, pertanto, sono disponibile a porre la mia firma per la trasmissione degli atti alla Procura. L’ambiente, la salute, sono temi seri rispetto ai quali, personalmente, non sono disponibile a fare sconti a nessuno, se ci sono società che non operano entro la legge, vanno denunciate senza sé e senza ma”.

Consiglia