Scafati. Helios, la commissione: “manca l’agibilità, le attività vanno sospese”

Scritto da , 12 novembre 2016
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Di Adriano Falanga

Una parte dell’opificio della Helios sarebbe priva del parere di conformità urbanistica, non solo, sulla stessa pende anche un’ordinanza di demolizione. E’ quando emerge dai primi documenti analizzati dalla commissione consiliare speciale, voluta dal consiglio comunale ad ottobre. Ascoltato ieri mattina anche il dirigente all’Ambiente Vittorio Minneci, che sarà presente assieme al primo cittadino alla conferenza dei servizi presso gli uffici regionali di Salerno, prevista lunedi 14 novembre ma rinviata al 19 dicembre, come da richiesta della società. Sul tavolo dei commissari una lunga relazione redatta dall’ingegnere Nicola Fienga, a capo del settore Urbanistica. Il dirigente ha rappresentato la lunga cronistoria e i passaggi intercorsi che hanno comportato il rilascio delle autorizzazioni urbanistiche, fin dal 1985, anno in cui veniva realizzato il primo opificio, che ha ospitato un’industria conserviera, la CLAR srl, legalmente rappresentata da Carmine d’Angolo, parente dell’ex presidente Acse Eduardo. La struttura veniva venduta nel 2010 all’Igiene Urbana, da allora più volte autorizzata a diversi ampliamenti, alcuni dei quali necessari all’espletamento della sua attività di “impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti speciali, pericolosi e non”. Attività autorizzata con Decreto Regionale n.55 del 02 febbraio 2009, e successivamente ampliata tramite ulteriori decreti regionali autorizzativi. Nel 2014 l’attività viene volturata alla Helios Srl, facente parte dello stesso gruppo societario dell’Igiene Urbana. Ricordiamo che il primo cittadino Pasquale Aliberti, come da lui stesso dichiarato, ha rapporti professionali con l’Igiene Urbana, fin dal 2005, essendo medico del lavoro. Ad agosto 2011 all’Igiene Urbana veniva rilasciata l’agibilità su di una particella, la 333, tramite il silenzio assenso. Di contro, fu negata invece sulla particella 319, in quanto non risultava essere allegato il parere necessario della Asl. Successivamente, nel momento in cui scoppia a pieno titolo il “caso Helios”, e dietro interrogazione dei consiglieri comunali del Pd Michele Grimaldi e Marco Cucurachi, palazzo Mayer decideva di effettuare opportuni e necessari controlli, anche a mezzo sopralluogo. Sul posto ci si rendeva conto del come, scrive Fienga: “parte degli immobili ricadenti sulla particella 333 non fossero pienamente conformi ai titoli amministrativi rilasciati”.

1-protesta-heliosNon solo, la gravità sta nel fatto che l’autocertificazione redatta a suo tempo dal tecnico di parte, è risultata non veritiera, e pertanto il Comune di Scafati ha provveduto a revocare il favorevole parere di competenza, relativo alla conformità urbanistica ed edilizia, emettendo anche ordinanza di demolizione, il 16 settembre 2016. Di tutto questo non si è mai avuta notizia, non solo, lo stesso Pasquale Aliberti ha sempre sostenuto, in ogni sede, che l’unica competenza dell’ente locale era quella relativa al rilascio della conformità urbanistica. Essendo regolare questo, il Comune non potrebbe agire diversamente contro la Helios, in quanto le autorizzazioni all’espletamento dell’attività ricadono sulla Regione Campania. Fatto sta, hanno fatto notare i commissari al dirigente MInneci, che ad ogni decreto regionale il comune non ha mai espresso parere in merito, seppur costantemente (e obbligatoriamente) informato preventivamente. Il silenzio assenso significa non solo di non avere competenza, ma di non avere anche nulla da controdedurre alle attività dell’azienda, aspramente contestata dai residenti dell’area Pip, in cui ricade. Infine, la commissione presieduta da Mario Santocchio, acquisita la documentazione inerente le diverse conferenze dei servizi tenute negli anni, intende capire se durante ogni step sia mai stata posta la questione inerente le norme di attuazione del Pip, che all’articolo 5 vieta espressamente le attività “insalubri”. Oppure, cosa forse probabile, il Comune di Scafati ha sempre tacitamente taciuto?

GIALLO SULLA PROPRIETA’ del SITO

1-helios“Oltre tutte le illegittimità urbanistiche che stanno emergendo, dagli atti ancora non si riesce a capire chi sia oggi il proprietario del sito industriale”. Mario Santocchio, presidente della commissione speciale esprime una forte perplessità a margine dell’incontro con Minneci, a cui sono state evidenziate le criticità emerse dalla relazione presentata dal responsabile all’Urbanistica, Nicola Fienga. “Il Comune deve intervenire per ripristinare la legalità, le attività della Helios vanno sospese perché manca l’agibilità”. Presente all’audizione anche Pasquale Vitiello, Pdl: “A Minneci, che sarà presente in conferenza dei servizi, sono stati ribaditi gli innumerevoli disagi della comunità cittadina rispetto alla problematica. Gli è stata consegnata la nota del dirigente all’Urbanistica, redatta su richiesta della commissione, che effettua un excursus delle autorizzazioni urbanistiche e dalla quale si evincono pareri acquisiti con il “Silenzio Assenso” e revoche di precedenti pareri per non veridicità dell’autocertificazione rese”. Consegnata anche copia dell’articolo 5 delle norme di attuazione del Pip, compresa la modifica voluta dal consiglio comunale, che vieta nettamente questo tipo di attività nell’area. “Chi è titolato a rappresentarci in sede di conferenza dei servizi lo deve fare esponendo in toto l’argomento e non solamente per la materia di competenza – puntualizza Vitiello – Si è poi ribadito che ad oggi la Helios certifica di aver ottemperato alle prescrizioni ricevute senza che nessun ente abbia fatto i relativi controlli. Questo risulta essere emblematico poiché sono gli stessi, che come si legge nella nota del dirigente, hanno già in passato attestato cose non vere. Si è richiesta inoltre la copia conforme di tutta la documentazione agli atti dell’ente per poter valutare serenamente i procedimenti adottati ed in corso”.

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