Scafati. Helios, Aliberti incontrerà i comitati. Ecco le competenze del sindaco in materia

Scritto da , 8 settembre 2016
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Di Adriano Falanga

Il pressing dell’opinione pubblica sulla vicenda Helios è asfissiante almeno quanto la puzza che l’azienda emana. Non cala l’attenzione, e a Palazzo Mayer hanno capito oramai che bisogna intervenire. La vicenda della Helios ha sensibilizzato gli scafatesi forse quanto o più dell’ospedale. Mai si era visto a Scafati la nascita di comitati spontanei a sostegno della causa ambientale. La paura è forte, e l’allarmismo è anche motivato da una (mai ufficializzata) certezza che da queste parti ci si ammala con una forte incidenza di patologie oncologiche, leucemie, e malattie respiratorie. Da un lato la puzza stagionale del fiume Sarno, dall’altro il sito di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti della Helios, oramai identificato dagli scafatesi (forse erroneamente) come discarica. Scenari che associati alle pessime condizioni dei canali del Sarno, quali il San Tommaso, il Marna, il Bottaro, lo Sguazzatoio hanno creato condizioni ideali per il proliferare di grossi ratti, insetti e pure serpenti. E questo in ogni dove, che sia il centro o in periferia. A fare da cassa di risonanza anche la rete, che tramite social network tiene viva l’attenzione, favorendo lo scambio di informazioni e impressioni. Appena pochi giorni fa circa un centinaio di scafatesi si sono ritrovati in un parcheggio antistante un centro commerciale, riuniti dal comune desiderio di risposte, o meglio, soluzioni. L’obiettivo è una manifestazione di protesta pacifica fuori ai cancelli della Helios, data stimata: 16 settembre. Una situazione che rischia di degenerare, l’ha capito Pasquale Aliberti, così come ha capito che minimizzare o divagare è inutile. A via Galileo Ferraris e Contrada Cappelle, nei pressi dell’opificio, è oramai impossibile vivere. Sono già due gli esposti presentati alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. “Da Sindaco di questa Città e sempre dalla parte dei cittadini quando si tratta di questioni ambientali, in questi mesi ho fatto le mie verifiche sulle questioni e i miei solleciti di intervento a chi di competenza – interviene Pasquale Aliberti –  Pertanto, ritengo opportuno incontrare lunedì 12 settembre alle ore 17 nella mia stanza al Comune una rappresentanza dei cittadini di Cappella, dei comitati e dei movimenti alla presenza dei Dirigenti responsabili per competenza dell’Ente, per chiarire la vicenda dal punto di vista tecnico al fine di spiegare quanto fino ad oggi è stato fatto e quali le azioni che competono e quindi da richiedere ancora a tutti gli altri enti sovra comunali. Sarà anche l’occasione, inoltre, per informare i cittadini, dopo aver interloquito con Arcadis, sull’inizio dei lavori al Collettore Sub 1 al Canale San Tommaso. E’ giusto che la gente abbia su questi temi le idee chiare e non si lasci strumentalizzare dagli uni o dagli altri”. Con ogni probabilità il primo cittadino ribadirà di non poter far nulla quanto in suo potere per contrastare il disagio, specificando, ancora una volta, che le competenze dell’ente locale sono di natura esclusivamente urbanistica e che la Helios insiste e resiste in virtù di autorizzazioni sovra comunali. Oltre a sollecitare gli organi competenti, null’altro è in facoltà del Comune.

I POTERI DEL SINDACO

1-alibertiSecondo il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) l’art. 50, comma 5, il sindaco è autorità sanitaria locale. In questa veste, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica. Per adottare le presenti ordinanze non è neppure necessario che si verifichino concretamente dei danni, essendo sufficiente che si verifichino circostanze dalle quali possano essere provocati gravi danni per la salute pubblica. In particolare sono state ritenute legittime le ordinanze adottate al fine di disporre la chiusura di uno stabilimento industriale causa dell’inquinamento delle acque o dell’aria. Ed è tutto qui il nocciolo della questione, una italica questione di interpretazione delle norme. La puzza che certamente emana il sito della Helios, è senza dubbio intollerabile e asfissiante, ma può essere definita come “pericolosa per la salute” tale da suscitare le condizioni di una emergenza sanitaria e costringere il sindaco all’ordinanza di chiusura, così come in passato è avvenuto per l’ex cartiera Papiro Sud in via Trieste? Difficile a dirsi, considerato che i tecnici di Palazzo Mayer hanno già rimbalzato la questione agli organi istituzionali preposti alle verifiche e controlli, che di contro hanno invece concesso ogni autorizzazione necessaria. Eppure, è vero che la Helios (con la quale, ricordiamo, il sindaco ha fin dal 2005 un rapporto di lavoro privato) tecnicamente è in regola con le necessarie autorizzazioni, concesse per competenza dalla Regione Campania, ma è vero anche che questa prescrive espressamente: “i rifiuti dovranno essere trattati e recuperati senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente ed in particolare: senza determinare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, nonché per la fauna e la flora; senza causare inconvenienti da rumori o da odori; senza danneggiare il paesaggio”. Essendo la struttura in area Pip, le norme di attuazione prescrivono inoltre: “Nell’area dovranno essere localizzati tutti gli impianti e le attività […] purchè non nocive e pericolose ai sensi della classificazione contenuta nelle leggi vigenti: […]. E’ facoltà dell’amministrazione comunale di escludere dalla zona industriale quelle attività che per le loro speciali caratteristiche costituiscono un problema per la salute pubblica”. Riassumendo: a chi tocca decidere?

L’OPPOSIZIONE INSISTE: DISCUTERE IN CONSIGLIO COMUNALE

2- opposizione“Apprezziamo che, dopo le tante sollecitazioni provenienti da più parti, il sindaco voglia affrontare finalmente l’emergenza ambientale che riguarda tanti cittadini scafatesi, i residenti di Cappelle in particolare – la replica del Pd –  Ma proprio per evitare ”strumentalizzazioni da una parte e dall’altra”, come Aliberti stesso sostiene, riteniamo che la discussione e le soluzioni immediatamente praticabili vadano discusse pubblicamente in Consiglio Comunale perché è lì e in contraddittorio con le opposizioni che si affrontano i temi di interesse della città, non certo nella sua  stanza a Palazzo Mayer”. Il Pd, all’unisono anche con Fdi e il Pdl del presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello, hanno già chiesto un consiglio monotematico sulla vicenda. “Ci aspettiamo quindi che, in maniera serena, il sindaco accolga la nostra sollecitazione evitando incontri cui lui possa fare il suo solito monologo”. E da Fdi non è distante anche l’opinione di Mario Santocchio: “questo tema dev’essere discusso in consiglio comunale e vanno adottati atti concreti per risolvere la problematica. Aliberti ancora una volta gioca a confondere le acque, basta con le parole vogliamo atti concreti. La problematica della societa Helios va affrontata in Consiglio Comunale”.

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